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Il duo Trump-Musk vuole cambiare il mondo ma i primi segnali non sono incoraggianti
La cogestione Trump-Musk, fin dalle prime mosse, ci sta già proiettando in una nuova dimensione? Se dobbiamo valutarlo dalle immagini che ci arrivano dalla festa per l’incoronazione che si è tenuta a Mar-a Lago, la residenza, il club esclusivo, l’ombelico dell’America trumpiana, il volo è già


La cogestione Trump-Musk, fin dalle prime mosse, ci sta già proiettando in una nuova dimensione? Se dobbiamo valutarlo dalle immagini che ci arrivano dalla festa per l’incoronazione che si è tenuta a Mar-a Lago, la residenza, il club esclusivo, l’ombelico dell’America trumpiana, il volo è già cominciato, perlomeno nella rappresentazione che il nuovo inquilino della Casa Bianca vuole dare di sé al resto del mondo.
Il cantore di opera lirica italo americano, Chris Macchio, il neopresidente degli Stati Uniti e l’”homo tecno”, Elon Musk, che ballano e cantano a squarciagola su un medesimo palcoscenico ci appaiono come il prologo di uno show del quale al momento possiamo intravedere solo un unico filo conduttore: l’imprevedibilità e la mancanza di freni.
Da quali catene l’America targata Trump ci sta dicendo di volersi liberare? Vuole affrancarsi dal superato perbenismo dei vecchi conservatori repubblicani? Dal buon senso dispensato a piene mani per anni dalle commedie di Hollywood, financo dalle gesta degli eroi western? Dalla legge uguale per tutti dell’avvocato Perry Mason? Dalla riflessione dei giusti alla Spencer Tracy? Dal “Ich bin ein Berliner” di John Kennedy. Dalla scienza alla Jonas Edward Salk, padre del vaccino antipolio? O addirittura dalla dimensione terrestre, in nome della conquista di altri pianeti, a partire da Marte, meta agognata di Elon Musk?
A Mar-a- Lago Elon Musk è stato accolto come un co-gestore. È arrivato con Trump, si è seduto alla destra di Trump, ha ricevuto le consuete pacche sulle spalle, quasi delle carezze, che il Presidente degli Stati Uniti gli elargisce ogni volta che lo presenta come suo nume protettore.
E Musk non si fa certo pregare per svolgere questo ruolo. Intanto ha immediatamente preso possesso di quell’incarico di fustigatore dell’efficienza americana, che lui stesso si è creato ben prima della nomina concessa da Trump, introducendo quella sigla “DOGE” che, guarda caso, “batte” anche moneta, ossia una criptovaluta, che si è rivalutata immediatamente del cento per cento.
Basterebbero queste prime mosse a mettere in evidenza che siamo entrati in una dimensione nuova, in cui l’innovazione assume il carattere di invenzione, fino a lambire la fantascienza.
Si dà il caso, però, che siamo invece ancora su quel pianeta chiamato Terra, pieno di guai e conflitti.
Volete che uno come Musk non lo sappia? E infatti vi è atterrato in un baleno, naturalmente con la sua dottrina di cambiamento-sconvolgimento.
Infatti, prima ha dato dello stupido a Olaf Scholz, cancelliere ancora in carica della Germania; poi ha, bacchettato gli italiani che si fanno comandare da chi (i magistrati) non è stato eletto dal popolo. “Non vedete che siete già in una condizione di dittatura della magistratura, mandateli a casa”, è praticamente l’avvertimento- suggerimento che ci ha riservato.
Strano questo Musk. Ha l’occhio così lungo da guardare ai fatti lontani di Germania e Italia, ma diventa cieco e muto davanti ad alcune nomine del suo socio Presidente che dovrebbero essere anni luce lontane ad una mente completamente votata all’innovazione, e al profeta di un altrove dove imperano solo efficienza e tecnologia. Un altrove che non si ferma al pianeta in cui viviamo, ma indica la strada dell’esplorazione universale.
E invece, altro che Marte, alcune nomine del suo socio Presidente sono all’insegna più spinta di quel vizio antico dei terreni di premiare gli amici degli amici, di quel rancido “amichettismo” fondato sulla cieca fedeltà.
A guidare la sanità gli Stati Uniti, il socio di Musk, ha messo un “novax”, un negazionista spernacchiatore della scienza di Edward Salk, che però ha il merito di chiamarsi Kennedy e di avere rinnegato, per legarsi a Trump, la grandezza e il sacrificio di Bob e John Fitzgerald, da cui discende.
Il socio di Musk a Segretario della Giustizia ha nominato un deputato, Matt Gaetz, sul quale pende una accusa di rapporti sessuali a pagamento anche con un minorenne, uso di droghe e percettore di regali.
Il socio di Musk, alla Difesa, ha nominato un veterano di Iraq e Afghanistan, Pete Hegseth, che si è messo in evidenza soprattutto per essere un conduttore di programmi televisivi di Fox News e fanatico sostenitore di America First e delle Crociate. Sorvolando inoltre sul fatto che il tatuato con croci e segni esoterici incaricato di guidare la Difesa degli Usa ha in sospeso anche lui una accusa di violenza sessuale. Chi sa che festa avranno fatto i generali del Pentagono.
Qualcuno dice che Elon Musk ricorda in qualche modo Cristoforo Colombo, capace anche lui di traghettarci in un altro mondo, essendo sovraffollato quello in cui viviamo. È possibile. Ma per ora siamo ancora su questa Terra, dove vige la legge fisica che ad una azione corrisponde una reazione.
Risultato:
1) Lo” stupido” Scholz si è affrettato ad avere un colloquio telefonico con Putin con il quale aveva rotto i rapporti dall’invasione Ucraina.
2) Il moderato Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, parlando ad un forum sui pericoli che possono derivare “dalla frammentazione del commercio mondiale” nell’ambito della presidenza italiana del “G7”, ha spronato l’Europa a concludere al più presto l’accordo fra l’Unione e il Mercosur. “Una intesa di fondamentale importanza – ha sottolineato- economica e geopolitica, poiché coinvolge un blocco di Paesi del Sud America che, non solo rappresentano un grande mercato, ma sono anche un giacimento di materie prime critiche indispensabili alle nuove tecnologie”, cioè proprio quelle necessarie ai piani futuri o futuribili di Elon Musk.
Il tedesco Scholz e l’italiano Panetta hanno spedito due messaggi a Mar-A-Lago dal significato inequivocabile.
Quello di Scholz ha il sapore preciso di un avvertimento: “se pensi di farci un brutto scherzo ti avvertiamo che siamo pronti a farti lo sgambetto con il nostro ex amico”.
Quello indicato da Panetta è l’invito agli alleati europei ad attrezzarsi velocemente di una politica intesa a placare le smanie protezioniste di Trump, ma anche a coinvolgere in chiave degli interessi dell’UE un pezzo di Sud America pronto a scrollarsi di dosso sia la mano egemonica degli Stati Uniti che l’occhio famelico della Cina.
E siamo solo all’inizio di quel processo chimico avviato dalla cogestione Trump- Musk.
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