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Non va bene se in molti la pensano come l’Iran

Iran

Non va bene se in molti la pensano come l’Iran

«L'Iran accoglie con favore qualsiasi passo verso la giustizia e che contribuisca a porre fine all'impunità del regime israeliano per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi nella Palestina occupata e altrove». Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran Esmail

Filippo Piperno24/11/2024Aggiornato 23/11/20244 min lettura845 parole

«L’Iran accoglie con favore qualsiasi passo verso la giustizia e che contribuisca a porre fine all’impunità del regime israeliano per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nella Palestina occupata e altrove».

Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran Esmail Baghaei, riferendosi alla decisione della Corte penale internazionale di emettere mandati di arresto per il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e l’ex ministro della Difesa, Yoav Gallant.

Che l’Iran gioisca per il mandato d’arresto emanato nei confronti della leadership israeliana è la migliore riprova di quanto grave e scellerata sia l’iniziativa della Corte penale internazionale.

E allora è bene ricordare a coloro i quali, al pari dell’Iran, si rallegrano per il mandato d’arresto nei confronti di Netanyahu e Gallant, qual è il ruolo dell’Iran nella vicenda che prende avvio con il massacro di 1194 persone fra civili israeliani e militari, e conclusa con il rapimento di circa 250 di questi, catturati e portati prigionieri in nascondigli entro la striscia di Gaza molti dei quali risultano già morti. Era il 7 ottobre del 2023.

l’Iran è il mandante di gran parte delle attività di destabilizzazione terroristica del Medioriente. Hezbollah, Hamas e gli Houthi agiscono per conto dell’Iran e grazie al supporto in soldi, armi e logistica fornito dall’Iran. Come ha scritto Kevin Carboni su Wired, “senza il sostegno dell’Iran, Hamas non avrebbe mai potuto attaccare Israele il 7 ottobre 2023. I mortai, i lanciarazzi, le mine anticarro, i parapendii e i fucili usati dai miliziani sono quasi tutti di fabbricazione iraniana o prodotti all’interno della Striscia di Gaza secondo indicazione che arrivano dalla Repubblica islamica”.

Senza mai dimenticare, come ha osservato il docente e analista di geopolitica Giorgio Cella, il processo innescato dai Patti di Abramo, “qualcosa che l’Iran del regime degli Ayatollah non vedeva certo di buon occhio, insieme ai suoi alleati sciiti”. […] “L’assalto del 7 ottobre di Hamas, oltre alla mera resistenza a oltranza verso Israele, ha rappresentato anche un tentativo di fare crollare lo sviluppo dei rapporti in corso tra Israele e i Paesi del Golfo coinvolti in minore o maggiore misura nelle intese di Abramo, Arabia Saudita in primis, con la quale la dirigenza di Israele aveva cominciato ad intessere rapporti diplomatico-commerciali promettenti”. (cfr 7 Ottobre un anno dopo. Il forum di Med-Or)

E va da sé che il considerevole arsenale in dotazione agli Hezbollah, ampiamente usato all’indirizzo d’Israele, è il frutto di finanziamenti iraniani per circa 700 milioni di dollari all’anno che consente al “partito di Dio” libanese di possedere una dotazione tra missili e razzi superiore a quella di molti Stati sovrani. (cfr. Heavy missiles and-rockets in Hezbollah’s arsenal)

Nonostante queste evidenze, cui naturalmente si accompagna la natura di regime repressivo, teocratico e oscurantista, l’Iran continua a godere di una stampa sorprendentemente generosa, almeno in Italia. Analisti e commentatori, così intransigenti e indignati a tempo pieno nei confronti d’Israele, sembrano non interrogarsi sulla circostanza che le loro opinioni sulla natura e i motivi del conflitto mediorientale coincidano con quelle del regime iraniano.

Solo pochi giorni fa, il 18 novembre scorso, l’Unione europea ha deciso di ampliare l’ambito di applicazione del quadro di misure restrittive dell’UE nei confronti dell’Iran, in considerazione del sostegno militare dell’Iran alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. La cronistoria delle sanzioni UE all’Iran, quasi tutte concernenti la violazione di diritti umani, è talmente lunga che vi rimando al sito del Consiglio dell’Unione europea che l’elenca tutte. Ebbene, avete mai letto o ascoltato nei confronti dell’Iran la sollevazione di scudi suscitata da Israele?

So che a pensar male si fa peccato ma non posso non concludere citando un’inchiesta congiunta tra Iran International e Semafor che ha rivelato che l’Iran è da anni, in particolare dal 2013, attivo in una politica di soft power. Dal report emerge l’esistenza di una rete affiliata al governo iraniano denominata Iran Experts Initiative. (cfr. Il soft power dell’Iran di Silvia Cegalin)

Un piano, questo dell’Iran Experts Initiative, istituito dal Ministero degli Esteri iraniano nel 2013 con il fine di:

– espandere il soft power

– rilanciare l’immagine del regime a livello internazionale

– promuovere le posizioni di Teheran sulle questioni di sicurezza globale, in particolar modo sul suo programma nucleare

– costruire rapporti con accademici e ricercatori stranieri influenti.

Il dossier si basa su migliaia di email scambiate, soprattutto nel 2014, tra diplomatici iraniani e membri della rete con particolare riferimento agli Stati Uniti ma non solo.

Ma l’ho già detto. A pensar male si fa peccato.


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Un pensiero su “Non va bene se in molti la pensano come l’Iran

  1. Samuele Marinozzi dice:

    Purtroppo i filoterroristi siedono e/o controllano diverse agenzie ONU, il cui ambiente è popolato da soggetti sponsorizzati dai vari satrapi moderni

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