Società moderna
Jaguar: come uccidere un mito
Sir William Lyons, fondatore della mitica Jaguar, soleva ripetere: “Una Jaguar deve essere tutto quello che non sono le altre auto." Certamente riuscì nel suo intento, soprattutto con quattro modelli che hanno fatto la storia: XK150, MK2, XJ e la E Type definita da Enzo Ferrari la più bella


Sir William Lyons, fondatore della mitica Jaguar, soleva ripetere: “Una Jaguar deve essere tutto quello che non sono le altre auto.”

Certamente riuscì nel suo intento, soprattutto con quattro modelli che hanno fatto la storia: XK150, MK2, XJ e la E Type definita da Enzo Ferrari la più bella auto sportiva mai costruita.
Era l’essenza del British Style, esaltato dagli interni con inserti in autentico legno e il profumo della selleria di “true leather” del sellaio Connoly, tralasciando le raffinatezze meccaniche riservate ai maniaci appassionati (Jaguar fu tra le prime a montare freni a disco).
Le si acquistava, preferibilmente nel quasi obbligatorio “British Racing Green” emblematico come il “Rosso” Ferrari, consapevoli di andare incontro a una serie di guasti fastidiosi che imponevano frequenti soste in officina.
Ma in fondo era uno scotto che si pagava al suo fascino, come una donna amata che si concede tra un mal di testa e l’altro.
Purtroppo col passare degli anni il marchio è passato di mano più volte, prima alla Ford e attualmente all’indiana Tata che l’ha inserita nel gruppo di cui fa parte un altro mito britannico, la Land Rover.
I modelli più recenti hanno guadagnato in efficienza, ma perso in fascino, omologando lo stile alle teutoniche belle senz’anima (esclusa la Porsche 911) fino alla decisione di costruire suv e passare all’elettrico.
In questi giorni, alla Miami Art Week, è stato presentato un modello concept denominato 00 con un nuovo logo al posto del giaguaro e in due colori: rosa shocking e azzurro pervinca, dalla linea frutto della mente di un folle.
00 sta per zero emissioni e modello zero per la nuova strada intrapresa dal marchio, forse gli inglesi del marketing non sanno cosa significhi da noi 00! A volte si fa della comicità involontaria, perché il modello esposto è veramente un cesso, ma soprattutto usurpa un marchio storico.
Chi scrive appartiene alla generazione di mezzo che ha ricevuto certi valori estetici dai genitori, ma un trench Burberry è uguale a sé stesso come un paio di Superga blu.
In un mondo senza più certezze certe coperte di Linus aiutano a vivere.
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mi hanno ucciso un mito di gioventù. P.S. non solo i primi freni a disco, ma anche misuratori del ghiaccio su strada: il cruscotto era quello di un Boeing 707..