Europa
Tace l’Europa sulla caduta di Assad e chi parla faceva meglio a rimanere zitto
Mentre si chiude la giornata che ha sfornato tutto il consueto apparato iconico della fine delle dittature più longeve e sanguinarie (abbattimento di statue, invasione del palazzo presidenziale, disvelamento del tesoro del tiranno, fuga dello stesso presso i suoi riluttanti e spergiuri protettori), arriva una notizia



Mentre si chiude la giornata che ha sfornato tutto il consueto apparato iconico della fine delle dittature più longeve e sanguinarie (abbattimento di statue, invasione del palazzo presidenziale, disvelamento del tesoro del tiranno, fuga dello stesso presso i suoi riluttanti e spergiuri protettori), arriva una notizia meno scontata.
E’ un dettagliato comunicato del CENTCOM (Comando centrale degli Stati Uniti) che riporta numeri, obiettivi e mezzi al centro di un massiccio raid anti Isis in Siria: 75 target colpiti tra basi, operativi e capi, utilizzo di B52, F15 e A10.
“Non ci dovrebbero essere dubbi: non permetteremo all’ISIS di ricostituirsi e trarre vantaggio dall’attuale situazione in Siria” aggiunge il generale Kurilla, a capo del suddetto CENTCOM.
La notizia fa il paio con quella delle iniziative israeliane nella stessa giornata. Da un lato l’apertura di credito di Netanyahu che si presenta al confine siriano e manda un “segnale di pace” a quanti, drusi, curdi, cristiani e musulmani, vivono oltre quel confine e “vogliono vivere in pace con Israele”. Dall’altro lato, le IDF si dispiegano nella zona cuscinetto demilitarizzata tra Israele e Siria, onde evitare che qualcuno approfitti del caos per farne rampa di lancio di attacchi a Israele, e soprattutto si dedicano ad intensissimi bombardamenti in tutta la Siria per colpire i depositi di armi strategiche e munizioni del defunto regime e scongiurare che il nuovo, una volta definita la propria identità, se le trovi come pericoloso lascito ereditario.
Perché il combinato disposto di queste notizie è rilevante? Perché a fronte di un’iniziativa che sconvolge il quadro mediorientale ed ha una riconoscibilissima regia turca, e mentre si stila la classifica del peggior perdente tra Iran e Russia e si attende di capire, per dirla come l’ambasciatore Stefanini su La Stampa, se la caduta di Assad, oltre a non essere sicuramente una cattiva notizia, possa rivelarsi anche una buona notizia, l’Occidente incarnato da Israele e Usa batte, per una volta, il colpo giusto al momento giusto.
La longa manus è quella ambigua di Erdogan, che peraltro massimizza il logorio inferto da Israele a Hezbollah e Iran, ma Tel Aviv e Washington non ci stanno neanche per un giorno ad indossare i panni di semplici spettatori della vicenda e, senza disconoscere il valore della fine di una cinquantenaria e crudele dittatura, avvisano con linguaggio inequivocabile i nuovi arrivati e il loro leader Al Jolani.
Tutto bene, dunque? Non proprio. Rimangono due incognite.
La prima riguarda gli Usa. Si tratterà di capire se iniziative nette e tempestive come quella odierna del CENTCOM sono già oggi concordate, o comunque domani compatibili, con l’isolazionismo trumpiano che ieri tuonava “restiamone fuori, non è la nostra guerra!”.
La seconda concerne, more solito, l’Europa. Non sfugga, infatti, che compiacersi per il buon colpo battuto oggi “dall’Occidente” ha un che di enfatico e di eccessivamente ottimistico nella misura in cui si scambiano tout court Usa e Israele per l’Occidente. Europa, in realtà, non pervenuta, afasica, immobile.
A tal punto non pervenuta che ieri un solo paese europeo ha fatto parlare di sé. E’ un paese che solo venti giorni fa, con straordinaria lungimiranza geopolitica (roba che neanche Orsini e Caracciolo in accoppiata), decideva di elevare il livello dei rapporti diplomatici con il regime oggi travolto, riaprendo la propria ambasciata a Damasco; un paese che oggi ha lasciato invadere e saccheggiare quella stessa rappresentanza diplomatica; un paese il cui Ministro degli Esteri, a metà giornata di domenica, sfidava il planetario senso comune uscendosene con un cauto “il regime sembra finito”. Qual è questo paese? Troppo facile, non si accettano scommesse.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908


Condividi








Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.