Propaganda propal
Il messaggio di fine anno della redazione pacifista
Cari lettori, abbiamo lavorato sodo tutto l’anno per darvi quante più fake news reperibili su Israele, sul genocidio, sulla pulizia etnica, sulle carestie, sulle zone di sterminio, sulla compilazione delle killing list per ammazzare il maggior numero di civili, specialmente donne e bambini. Non abbiamo mai


Cari lettori, abbiamo lavorato sodo tutto l’anno per darvi quante più fake news reperibili su Israele, sul genocidio, sulla pulizia etnica, sulle carestie, sulle zone di sterminio, sulla compilazione delle killing list per ammazzare il maggior numero di civili, specialmente donne e bambini. Non abbiamo mai rinunciato a nascondere, quando era possibile, o altrimenti a giustificare, le responsabilità delle Nazioni Unite nel sostegno al terrorismo genocidiario palestinese, nella copertura degli assassini dell’Unrwa, nella sistematica propaganda negazionista degli eccidi del 7 ottobre.
Non abbiamo mai smesso di collaborare con le agenzie umanitarie impegnate a divulgare i dati falsi sulla guerra di Gaza e a gettare nella spazzatura le provocatorie immagini degli ebrei fatti prigionieri dalla resistenza palestinese. Non abbiamo mai lasciato senza sostegno le università e i Pride vietati agli ebrei, né il vasto movimento per il boicottaggio di Israele, degli israeliani e degli ebrei che, sulle nostre pagine, ha sempre trovato rappresentanza, riconoscimento, apprezzamento. In più di un anno di lavoro abbiamo dimostrato che gli ebrei sono i nuovi nazisti, e che Israele è il nazismo realizzato proprio da coloro che furono destinatari di quello, non totalmente compiuto, ai loro danni.
Naturalmente lo abbiamo fatto con criterio, spiegandovi che esistono anche ebrei meritevoli, vale a dire coloro i quali riconoscono di appartenere a una stirpe fattasi genocidiaria e ripudiano pertanto lo Stato Ebraico. È anche a nome di questi ebrei meritevoli, nostri amici, anzi è soprattutto a nome loro, se abbiamo condotto la nostra battaglia.
Gli episodici atti di antisemitismo ingiustificato di cui (anche se molto spesso pretestuosamente) si narra, sono l’effetto della sopraffazione, dell’ingiustizia e della violenza che gli ebrei al potere in Israele, con i loro sostenitori nel mondo, stanno infliggendo alla popolazione palestinese. Si tratta dunque della inevitabile reazione a una colpa ebraica che occorre denunciare anche più fortemente, come facciamo, giacché la nuova razza persecutrice usa strumentalmente la Shoah come strumento di giustificazione del proprio crimine e come indebito motivo di impunità.
Li abbiamo fermati. Abbiamo rintuzzato questa loro pretesa di sfuggire al rendiconto della nostra giustizia sociale. Nelle nostre società democratiche e pacifiste l’ebreo è guardingo; sa di non poter ostentare impunemente i segni della propria colpa. L’ebreo con la kippah è in pericolo; il luogo di culto dell’ebreo è insicuro. Non bisogna, forse, felicitarsene, ma nemmeno bisogna impietosirsi davanti a questa inevitabile e dopotutto giusta rivoluzione della storia: l’ebreo, dopotutto, assiste finalmente all’esecrazione cui la sua natura l’ha destinato.
L’ebreo sarebbe libero di sottrarsi a questo destino ma, perfidamente e imperdonabilmente, decide di non farlo: la stella di David che porta al collo è quella che sventola sul tank del genocidio; l’immagine del candelabro che l’ebreo tiene in casa campeggia nel parlamento sionista che programma lo sterminio dei nostri fratelli palestinesi; la preghiera sussurrata da un ebreo di Venezia o di Ancona è quella ripetuta dal soldato israeliano che si prepara a bruciare vivi i bambini e le donne di Palestina. Un’identica ignominia li accumuna, ed è giusto che un’identica condanna li lambisca.
Il nostro, oggi, è un augurio di pace, e dice: “L’anno prossimo, dal fiume al mare”.
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Provocatori, ecco cosa siete!!!Siete gli agit-prop al soldo dei nuovi kriminali!!
Ed è per questo che mi piace InOltre.
I miei più sinceri auguri per un nuovo ed impegnativo anno ma soprattutto i miei complimenti, a tutto lo staff e ai suoi collaboratori. Grazie di esserci
Sappiamo che i fatti e la realtà sono diversi.
Non è facile spiegare la realtà.
Solo una minoranza si informa,cerca di capire,analizza,verifica.
Più facile diffondere bugie.
Attenzione all’ironia sui social.
Garantito per esperienza personale, che una alta percentuale di persone non la capisce, non la coglie.
Complimenti per il pezzo.
Auguri di buon lavoro
bene, adesso mi raccomando a casa a piedi, e cammini sul marciapiede senza fare l’autostop.
Auguri a tutta la redazione di InOltre per un ottimo 2025!