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Una madre nata in Olanda e un sopravvissuto a Varsavia

Deportazione durante la Seconda guerra mondiale: folla di persone vicino a vagoni ferroviari in attesa di essere trasportate

La posta

Una madre nata in Olanda e un sopravvissuto a Varsavia

Pubblichiamo con grande piacere le testimonianze delle persone che hanno raccolto il nostro invito. Grazie. di Mario Romano Mia madre è nata in Olanda, bambina cattolica in un paese protestante. Guardata con sospetto dai suoi vicini perché "giocavo coi figli del pastore, mi sembrava una cosa

Deportazione durante la Seconda guerra mondiale: folla di persone vicino a vagoni ferroviari in attesa di essere trasportate
InOltre30/01/2025Aggiornato 23/05/20252 min lettura391 parole

Pubblichiamo con grande piacere le testimonianze delle persone che hanno raccolto il nostro invito. Grazie.

di Mario Romano

Mia madre è nata in Olanda, bambina cattolica in un paese protestante. Guardata con sospetto dai suoi vicini perché “giocavo coi figli del pastore, mi sembrava una cosa normale”. Cresciuta dai suoi con questo spirito, sinceramente cristiano, di vicinanza al prossimo, pur severa non accettò mai alcuna discriminazione.

Ricordava che all’apparire delle stelle gialle sul petto di alcuni bambini ingenuamente lo invidiava, le sembrava carino.

Arrivò l’invasione tedesca, un suo vicino di casa ebreo appena saputa la notizia uccise i suoi numerosi figli (8 credo) la moglie e poi si sparò.

Ancora dopo tanti anni il rumore dei tacchi sul pavimento la infastidiva ricordandole quello dei soldati che rastrellavano.

Lo scorso anno ci ha lasciato, e sono grato non abbia avuto consapevolezza di quanto accaduto il 7 ottobre ’23. Non lo avrebbe potuto sopportare.

Meditava queste cose in silenzio, non ha mai partecipato a una manifestazione pubblica, credo che abbia fatto più lei, con l’educazione, dei mille inutili editoriali profusi in questi anni da chi si professava pomposamente antirazzista.

Credo che il giorno della memoria andrebbe spostato al 7 ottobre.


Un sopravvissuto a Varsavia

di Tony Quarta

I musicologi riconoscono come contributo più alto a questo terribile tema la composizione di Arnold Schönberg Un sopravvissuto di Varsavia.

È impossibile ascoltare quest’opera, della durata di soli dodici minuti, senza rimanere scossi. La narrazione, l’orchestra e il coro maschile rendono conto con una forza tale della tragedia della Shoah, da costituire un vero e proprio monumento ai morti di quell’eccidio pensato e portato a termine con determinazione e ferocia senza pari nella storia dell’umanità. (Giorgio Pressburger). 



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