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La mani di Elon Musk (e di Trump) sui fondi pubblici americani

Elon Musk e Donald Trump insieme: accesso ai pagamenti federali USA e nuova influenza politica.

USA

La mani di Elon Musk (e di Trump) sui fondi pubblici americani

In una mossa senza precedenti, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha concesso al cosiddetto Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), guidato da Elon Musk, l’accesso al sistema di pagamenti federale. La notizia è stata resa nota da quattro giornalisti del New York Times, e le polemiche

Elon Musk e Donald Trump insieme: accesso ai pagamenti federali USA e nuova influenza politica.
Pietro Molteni07/02/2025Aggiornato 28/05/20255 min lettura986 parole

In una mossa senza precedenti, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha concesso al cosiddetto Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), guidato da Elon Musk, l’accesso al sistema di pagamenti federale. La notizia è stata resa nota da quattro giornalisti del New York Times, e le polemiche non accennano a placarsi. Se infatti il dipartimento a guida Musk era nato non come un vero e proprio ministero, ma come un organo di consulenza del presidente, ora i poteri effettivi del DOGE incominciano a delinearsi più chiaramente, e date le straordinarie capacità dei suoi componenti è lecito aspettarsi che verranno sfruttati appieno.

La decisione del Segretario del Tesoro ha conferito al team di Musk la possibilità di monitorare e potenzialmente influenzare l’erogazione di fondi pubblici, mossa che ha suscitato forti critiche e preoccupazioni per il rischio di interferenze politiche e conflitti d’interesse.

La decisione è giunta dopo uno scontro interno al Tesoro tra i collaboratori di Musk e il funzionario David Lebryk, responsabile del sistema di pagamenti del governo. Lebryk si era opposto, sostenendo che l’autorizzazione al team DOGE avrebbe compromesso l’integrità del sistema. Dopo aver rifiutato la richiesta, Lebryk è stato messo in congedo amministrativo e ha annunciato le dimissioni venerdì scorso.

Un possibile strumento per limitare la spesa pubblica

L’accesso al sistema di pagamenti federale potrebbe offrire all’amministrazione Trump un nuovo mezzo per tentare di bloccare o rallentare l’erogazione di fondi già approvati dal Congresso. Interventi di questo tipo hanno incontrato in passato ostacoli legali, ma ora, con Musk e il suo team all’interno del Tesoro, le capacità di controllo da parte dell’esecutivo diventano più concrete.

Elon Musk ha ricevuto ampie deleghe da Trump per identificare tagli alla spesa pubblica e migliorare l’efficienza della burocrazia federale. Negli ultimi giorni, Musk ha apertamente criticato il Dipartimento del Tesoro sui social media, accusandolo di non fare abbastanza per bloccare pagamenti fraudolenti o impropri. Sul suo account X sono quotidiane le liste di spese statali considerate inutili pronte per essere cancellate, da ultimo i finanziamenti dell’agenzia USAID, accusata di promuovere con decine di milioni di dollari attività artistiche, editoriali e culturali sui temi DEI nei paesi esteri.

Il team di Musk, ora formalmente assunto come personale del Tesoro con i necessari nullaosta di sicurezza, non ha ancora ottenuto capacità operative sul sistema, ma l’accesso è già stato formalmente approvato. Secondo fonti interne, ogni modifica al sistema di pagamenti dovrà passare attraverso un processo di revisione e test, ma il timore è che questa nuova influenza possa essere usata per scopi politici.

Preoccupazioni per conflitti di interesse e sicurezza dei dati

L’ingresso del team DOGE nel cuore delle finanze federali ha generato forti critiche, soprattutto da parte dei Democratici. Il senatore Ron Wyden, membro di spicco della Commissione Finanze del Senato, ha denunciato il rischio di un’ingerenza politica nella gestione dei pagamenti governativi, che includono stipendi pubblici, pensioni della Social Security, rimborsi fiscali e contratti con aziende private.

Wyden ha inoltre evidenziato i potenziali conflitti di interesse, dal momento che Musk controlla un vasto impero economico che include aziende con contratti pubblici e concorrenti diretti di altre imprese che ricevono fondi governativi. “Social Security, Medicare, contratti pubblici, tutto passa da questo sistema. Non c’è alcuna ragione legittima per cui Musk e il suo team debbano avere accesso a queste informazioni sensibili”, ha scritto Wyden sui social media.

La gestione del sistema di pagamenti federale è sempre stata responsabilità di funzionari di carriera, indipendenti dall’influenza politica, per garantire che i fondi pubblici siano distribuiti in modo neutrale ed efficiente. Ora, con la presenza di Musk e dei suoi collaboratori, il timore è che le priorità politiche possano interferire con la normale amministrazione della spesa pubblica.

Un precedente pericoloso?

L’iniziativa di Musk si inserisce in un più ampio piano dell’amministrazione Trump per ridurre la spesa pubblica e ridimensionare la macchina burocratica federale. Il Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE) non è un’agenzia ufficiale, ma un team creato su richiesta di Trump con l’obiettivo di individuare sprechi e proporre tagli.

L’obiettivo economico è quello di tagliare le spese del bilancio federale di 2 trilioni di dollari. Un’impresa che pare impossibile, ma anche se solo un terzo di tale cifra venisse raggiunto si parlerebbe comunque di un capitale enorme da poter reinvestire. L’obiettivo strategico è infatti quello di utilizzare i miliardi di dollari risparmiati in altro, ridisegnando così la macchina federale americana. L’accanimento iniziale per smantellare le agenzie che promuovono programmi DEI è una mossa astuta che dimostra l’impegno dell’amministrazione Trump di sradicare le politiche Woke degli ultimi due decenni con l’assenso della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica.

La questione più grande resta però il rapporto tra DOGE e il Congresso. Sebbene a maggioranza repubblicana, il Congresso è un coacervo di interessi particolari di singoli rappresentati degli stati e dei distretti, impegnati in un perenne braccio di ferro con la presidenza per l’erogazione di fondi e l’attuazione di progetti locali. Di certo i rappresentanti ed i senatori non vedranno di buon occhio eventuali tagli e revisioni di fondi già approvati. I prossimi mesi saranno cruciali per testare il grado di sopportazione che i membri del congresso sono in grado di reggere nei confronti di Musk ed il suo dipartimento.


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Un pensiero su “La mani di Elon Musk (e di Trump) sui fondi pubblici americani

  1. Maurizio dice:

    Davvero non capisco perché un’attività di controllo sulle spese pazze americane, documentata dagli aggiornamenti che Elon Musk sta fornendo puntualmente, debba essere liquidata come se fosse un tentativo di appropriarsi di quelle risorse.
    Giudizio sbagliato nel merito, perché chiaramente fa ridere che l’uomo più ricco del mondo voglia trarre vantaggi economici, e nel metodo, Perché un’attività di controllo delle spese fatte con i soldi dei contribuenti è un presidio necessaria in una democrazia moderna.

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