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Donald Trump, il nuovo portavoce del Cremlino

Donald Trump e Vladimir Putin in dialogo ravvicinato, simbolo dell'allineamento USA-Cremlino nella propaganda russa

Conflitto russo-ucraino

Donald Trump, il nuovo portavoce del Cremlino

Come finirà la guerra in Ucraina oggi non lo sa neanche Marco Travaglio che pure si è spesso distinto per la sua capacità di analisi e preveggenza su quel conflitto. Per cui, al di là degli obiettivi del presidente americano Donald Trump per ristabilire una pace

Donald Trump e Vladimir Putin in dialogo ravvicinato, simbolo dell'allineamento USA-Cremlino nella propaganda russa
Filippo Piperno19/02/2025Aggiornato 27/05/20255 min lettura943 parole

Come finirà la guerra in Ucraina oggi non lo sa neanche Marco Travaglio che pure si è spesso distinto per la sua capacità di analisi e preveggenza su quel conflitto.

Per cui, al di là degli obiettivi del presidente americano Donald Trump per ristabilire una pace tra Russia e Ucraina, gli elementi per fare una previsione su ciò che effettivamente accadrà, a parere di chi scrive, non ci sono.

Però è già possibile fissare alcuni punti sullo stato dell’arte, alla luce del primo incontro tra russi e americani svoltosi a Riad, dell’incontro ristretto tra i principali paesi europei che si è svolto a Parigi e delle dichiarazioni del presidente ucraino Vladimir Zelensky che russi e americani a Riad non hanno voluto.

L’elemento di principale novità, dal giorno in cui è cominciata l’invasione russa dell’Ucraina, è rappresentato dall’entrata in scena di Donald Trump, l’uomo che in campagna elettorale aveva detto che avrebbe fermato la guerra in 48 ore. E dunque come possiamo valutare le prime mosse della nuova amministrazione americana nella sua veste di peacemaker “al di sopra delle parti”?

Partirò da una sensazione che forse avrei dovuto condividere alla fine. Se non fossi allergico alle teorie complottiste, penserei davvero che Donald Trump sia un asset in mano ai russi.

Che lo sia o meno di certo ieri sera, nel corso di una conferenza stampa, per citare l’amico Enzo Reale, Trump “ha parlato come il portavoce di Putin”. Tutta la narrazione dell’amministrazione americana è oramai perfettamente allineata alla più ortodossa propaganda russa che in questi tre anni ha infestato i media e i social occidentali. Surclassando di gran lunga, almeno sulla televisione italiana, qualsiasi altra narrazione che non fosse quella gradita al Cremlino.

E così, in pochi giorni, Trump è riuscito a ridare al criminale Putin un riconoscimento di parte negoziale credibile e degna di sedere al tavolo.

Al contempo, sono dichiarazioni della citata conferenza stampa, ha avviato il processo di delegittimazione di Zelensky mentendo spudoratamente sulla percentuale di fiducia di cui godrebbe presso gli ucraini: il 4 per cento ha detto Trump ai giornalisti. Aggiungendo che sarebbe arrivato il momento di indire nuove elezioni in Ucraina.

Sono concetti che avete già sentito? Sì, i russi li ripetono da almeno un paio d’anni perché il loro principale obiettivo fin dall’inizio dell’invasione era attuare un’epurazione dell’attuale leadership ucraina per sostituirla con qualche burattino teleguidato dal Cremlino. Con la delegittimazione di Zelensky, Trump si è perfettamente allineato ai desiderata di Putin. Sono concetti che un peacemaker equidistante direbbe quando il vero negoziato non è neanche iniziato?

E ancora. Trump si è detto ampiamente soddisfatto dei colloqui con i russi e viceversa si è detto «deluso» dalle proteste di Zelensky per essere stato escluso dai colloqui con la Russia.

Ma l’affermazione più sconcertante che mette il sigillo a qualsiasi dubbio sui reali intendimenti di Trump è stata quando ha detto che “L’Ucraina non avrebbe mai dovuto iniziare la guerra”. E qui siamo alla propaganda russa in purezza.

Ha concluso dicendo che incontrerà Putin entro la fine del mese. A tal proposito il politologo Ian Bremmer ha commentato su X: “Putin è un criminale di guerra. Non ho alcun problema con il fatto che il presidente degli Stati Uniti (o Macron o Scholz) parli con lui. Ma in nessun caso i suoi crimini dovrebbero essere normalizzati o insabbiati. Quello che sta accadendo in questo momento è una macchia per gli Stati Uniti e il loro ruolo nel mondo”.

Sono parole che suonano quasi ingenue di fronte all’evidenza che Trump ha gettato la maschera circa il suo disegno di assecondare in tutto e per tutto la volontà dei russi.

La sensazione è che anche Zelensky si sia rassegnato al tradimento americano. Ha ricordato come all’inizio dell’invasione la Russia avesse posto un ultimatum: ridurre il numero delle Forze Armate ucraine, riconoscere i territori occupati dell’Ucraina come territori della Federazione Russa, installare una leadership filorussa: “Ho l’impressione – ha detto il presidente ucraino -che ora sia in corso una sorta di negoziato e che si svolga con lo stesso spirito. Ma si stanno svolgendo tra rappresentanti della Federazione Russa e rappresentanti degli Stati Uniti. Ancora: sull’Ucraina e senza Ucraina. È interessante, mi domando: se non abbiamo accettato tutti questi ultimatum nel momento più difficile, da dove viene questa sensazione che ora l’Ucraina li accetterà? Non avevo intenzione di accettare e non accetterò ultimatum dalla Russia”.

p.s.

Ci sono persone che, in nome di una battaglia che anche InOltre condivide, contro la pervasività arrogante del politicamente corretto, stanno chiudendo gli occhi di fronte all’enorme pericolo che Trump e il trumpismo rappresentano per la democrazia ed il modello occidentale. Lasciatemi dire che commettono un grave errore di valutazione. Non c’è woke, non c’è cancel culture e altri ammennicoli di una società decadente ma ancora libera che giustifichi l’egemonia di una cultura autoritaria e populista, pervasa di razzismo, bullismo e disprezzo per i più deboli. Facciano molta attenzione che se passa il metodo poi potrà essere applicato anche alle libertà che gli stanno più a cuore.


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5 pensieri su “Donald Trump, il nuovo portavoce del Cremlino

  1. Samuele Marinozzi dice:

    Riusciranno mai, gli ammericani, a rendersi conto che con il capo MAGA stanno correndo sul bordo dell’abisso?? Chiudo con le parole profetiche di Vasco Rossi alla prima maniera: cit..NON SIAMO MIIIICA GLI AMERICANI, CHE LORO POSSONO SPARARE AGLI INDIANI, FUOCO AGLI INDIANI!!!

  2. fabio dice:

    la strategia del criminale americano era prevedibile da tempo, non mi meraviglio di ciò che stà accadendo e sono sicuro che anche la dirigenza ucraina non avrebbe scommesso un soldo bucato sull’aiuto del golpista. Al netto delle scioccanti dichiarazioni del pazzoide Ucraina saprà reagire al meglio con un piano b, mi auguro che anche la democratica Europa si svegli dal torpore

  3. Rossana Livolsi dice:

    Sottoscrivo tutto, dalla prima all’ultima parola. Gli americani hanno eletto un presidente golpista , oggi complice di putin.

  4. Fabio Taccola dice:

    Il pezzo è semplicemente crudo nel suo realismo e terribilmente concreto nella sua sintesi che evudenzia l’agghiacciante comportamento rapido e delirante della attuale Amministrazione trumpista. Solo scrivendo e leggendo si stimolano le prese di coscienza!

  5. Lollaw dice:

    Articolo perfetto, con una sola precisazione: Trump ha ripetuto più volte che avrebbe chiuso la guerra in 24, non 48 ore.

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