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L’Europa ne prenda atto: con questa Casa Bianca inizia un’altra storia 

Guantoni da boxe con bandiere USA e UE a confronto, simbolo della crisi nei rapporti transatlantici.

Europa

L’Europa ne prenda atto: con questa Casa Bianca inizia un’altra storia 

La Casa Bianca è in mano a una cricca di delinquenti e taglieggiatori che sta imponendo all'Ucraina un pizzo mafioso. Continuerà a comportarsi così, se, quando e ovunque potrà. È inutile lamentarsene e doveroso prenderne atto, perché la circostanza implica scelte e responsabilità aggravate per tutti

Guantoni da boxe con bandiere USA e UE a confronto, simbolo della crisi nei rapporti transatlantici.
Carmelo Palma23/02/2025Aggiornato 26/05/20254 min lettura662 parole

La Casa Bianca è in mano a una cricca di delinquenti e taglieggiatori che sta imponendo all’Ucraina un pizzo mafioso. Continuerà a comportarsi così, se, quando e ovunque potrà.

È inutile lamentarsene e doveroso prenderne atto, perché la circostanza implica scelte e responsabilità aggravate per tutti i Paesi che hanno campato per troppi anni di rendita sulla protezione americana, nella presunzione fatale che gli Usa sarebbero rimasti un “gigante buono” e che non avrebbe abbandonato gli alleati, né ripudiato i principi dell’alleanza.

L’Europa e buona parte dell’Occidente ha le sue responsabilità in questa situazione: non quella, di cui l’accusa Trump, di avere “depredato” mercantilisticamente l’America, visto che i disavanzi commerciali degli Usa non sono stati il prodotto di politiche tariffarie ostili, ma della rendita assicurata dal dollaro come valuta di riserva globale e dall’attrattività degli investimenti stranieri nell’economia più dinamica del pianeta. 

La vera responsabilità dell’Occidente non americano è di avere immaginato che la politica e la sicurezza fossero diventati un pasto gratis assicurato dalla tenuta perenne degli equilibri globali, che dopo Yalta e anche dopo il crollo del Muro di Berlino continuavano politicamente e economicamente a imputare sul conto dei cittadini americani la gran parte delle spese di guerra sostenute dall’Occidente democratico.

È diventata una situazione così grottesca che per l’Europa (e massimamente per l’Italia) la paura della cosiddetta “invasione” rimanda ormai solo al fenomeno migratorio, non alle conseguenze di un conflitto bellico e che i problemi di sicurezza più dibattuti e elettoralmente profittevoli sono quelli legati alla microcriminalità. 

La difesa e la sicurezza dall’aggressione e dalle ingerenze di Paesi nemici, dopo essere stato a lungo un problema negato, rimane tuttora una questione rimossa e derubricata a “incidente” risolvibile con transazioni affaristiche o dissolvibile nei fumi di un nirvana pacifista. 

L’Europa si è cullata e addormentata nell’illusione che la guerra fosse un mero un difetto di sistema delle relazioni internazionali o un retaggio arcaico di società non pienamente sviluppate e civilizzate e neppure ora che la guerra si impone come terreno ineludibile della politica e della difesa della libertà riesce a risvegliarsi dall’incantesimo, indebolita com’è da decenni di comoda minorità strategica e intossicata da anni e anni di retorica della pace veicolata proprio dai canali dei nemici dell’Occidente.

Con questa Casa Bianca non crolla solo l’infrastruttura strategica e economica, ma anche quella morale di ciò che chiamiamo mondo libero. Non sappiamo cosa succederà in America – la battaglia per gli equilibri mondiali continueranno a giocarsi in buona parte nella società e nelle istituzioni della sua democrazia malata – ma sappiamo che adesso siamo soli e dobbiamo resistere alla duplice tentazione di accucciarci ai piedi del nuovo sovrano, nella speranza che ci risparmi le sue ire, e di fingere che il trumpismo non sia poi così diverso, se non in termini estetici e stilistici, da quello che l’America in fondo è sempre stata.

La storia dell’Occidente riparte da qui e diversa da come la conoscevamo e ce l’attendevamo. Non è una bella storia, ma non si può far finta che non sia la storia che ci spetta e che ci meritiamo o che se ne possano esorcizzare i pericoli con qualche ruffianeria politica verso i nuovi padroni, come pensa la destra, o biascicando paternoster umanitari, come si illude la sinistra.


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