Politica italiana
PD: “Bravo Matteo!” Ecchisenefrega se poi la Russia si pappa l’Ucraina
Salvatore Merlo, sul Foglio di qualche giorno fa, chiudendo un icastico editoriale dedicato ai contorcimenti lessicali della segretaria piddina in tema di guerra, scriveva “se un giorno qualcuno chiederà a Schlein perché non abbia fatto nulla ai tempi in cui la Russia si spartiva l’Ucraina con Trump, potrà



Salvatore Merlo, sul Foglio di qualche giorno fa, chiudendo un icastico editoriale dedicato ai contorcimenti lessicali della segretaria piddina in tema di guerra, scriveva “se un giorno qualcuno chiederà a Schlein perché non abbia fatto nulla ai tempi in cui la Russia si spartiva l’Ucraina con Trump, potrà sempre rispondere con un sorriso: “Stavamo cercando le parole giuste“.
Pungolati da Merlo, sembra che al Nazareno quelle parole le abbiano già trovate. Le hanno sfornate in un post che magari scomparirà, pudicamente quanto tardivamente, nelle prossime ore. Sono solo due parole. Calde, affettuose, parole che denotano persino, in quanto rivolte ad un avversario, un tratto di civiltà, di galateo istituzionale nella fangosa arena politica italiana: “Bravo Matteo”. Senonché Matteo, udite, è Salvini, il quale ottiene questo riconoscimento dal Pd, mettendo per un momento la sordina a irriducibili divisioni su temi laceranti quali tacchi e borse della ministra Santanchè, perché rimbrottato dalla premier Meloni al grido “sulle armi parli come il Pd”.
Ora, la lettura di queste affinità elettive può essere duplice.
Si può, da un lato, ipotizzare che il Capitano, a dispetto delle foto di Putin e Trump sul comodino, si riveli invece sorprendentemente ispirato dal pensiero (?), espresso in modalità Chat Gpt, di Schlein.
Francamente, però, la compiaciuta rivendicazione, da parte del Pd, dell’identità di vedute con Salvini su politica estera e difesa, tanto compiaciuta da farne un post di propaganda, emana lo sgradevole lezzo di una pratica politica che pare divenuta la regola per il partito che dovrebbe guidare l’opposizione: la subalternità.
Subalterni a Conte fino ad immolare sull’altare del campolargo quell’europeismo facendosi garanti del quale hanno governato per anni senza vincere un’elezione, pronti ad isolarsi dalla famiglia socialista europea per rifugiarsi in un imbarazzante neneismo sull’Ucraina (né con Trump né con l’Europa, dipinta come guerrafondaia perché vorrebbe continuare a sostenere Kyiv), ora i piddini valicano l’ultima red line del pudore e della logica: “bravo Matteo”.

“Bravo Matteo” che non aggettivi neanche più la “pace” in Ucraina: né giusta né duratura, la pace è quella che decideranno Trump e Putin sulla testa degli ucraini, anche perché Matteo in testa ha solo “prima gli italiani e le loro bollette”.
“Bravo Matteo” che, dopo aver paventato per tre anni apocalittiche escalation nucleari ogniqualvolta si è ipotizzato di rimuovere grotteschi caveat alla guerra di resistenza degli ucraini, quindi dopo aver sollecitato a piegarsi al ricatto atomico di Putin, ora demonizzi Macron per aver parlato di estendere ai partner europei la deterrenza nucleare francese. Il ricatto di Putin va subito con entusiastico realismo, la deterrenza di Macron, miglior antidoto pacifico (e quindi pacifista) a quel ricatto, viene deformata come il delirio di un dottor Stranamore.
“Bravo Matteo” che ridicolizzi ancora Macron e quanti altri stanno cercando di organizzare una coalizione di volonterosi da schierare lungo l’eventuale linea di contatto tra ucraini e truppe occupanti russe: “nemici della pace” li etichetti, dopo non aver fatto un frizzo per i soldati nordcoreani arrivati a combattere a fianco dei russi.
Del resto, guarda caso, a non volere assolutamente quelle forze di interposizione sono i russi. Il motivo è lampante anche agli occhi di un bambino: senza di esse, gli uomini di Putin non avrebbero intralci né imbarazzi a completare l’opera in Ucraina, non appena riorganizzatisi. Però, ci assicurano, il “bravo Matteo” non è putiniano. Si preoccupa solo, nel nome bestemmiato della pace, di soddisfare oggettivamente i disegni ed i desiderata dello Zar. Non osiamo immaginare che farebbe se invece putiniano lo fosse davvero.
Sono posizioni arcinote. Eppure, nulla di tutto ciò ha impedito al collettivo studentesco che sta guidando con successo la mutazione genetica del Pd di scrivere “Bravo Matteo”, bravo perché la pensi come noi, quindi noi la pensiamo come te.
Anzi, sono andati pure oltre: hanno stuzzicato il “bravo Matteo” a dare loro retta anche su “sanità e salario minimo” fino ad una frecciata sul tema dei “trasporti”, uno scontatissimo e banale veleno nella coda che deve esser loro parso una vetta di comicità dissacrante.
Del resto, si sa come vanno queste cose: si inizia con le battute e poi magari, sensale Conte, si finisce ad un bello schieramento “semaforo”. In nome della “pace”, ovviamente, inconfondibile brand, a quelle latitudini, di vigliaccheria ed opportunismo. Insomma, dal sempre egemone e trasversale PUSP (Partito Unico della Spesa Pubblica) all’emergente PUP (Partito Unico della Pace), una bizzarra accolita di gente che ha scassato i malconci conti dello stato con il 110 e bonus misti di stagione, che rottamerebbe qualunque cartella esattoriale e manderebbe le persone in pensione a 50 anni, ma riscopre la frugalità e il rigore di bilancio al solo sentire la parola “armi”. “I confini vanno difesi – ha detto oggi il “bravo Matteo” – ma senza fare debito pubblico per comprare razzi e missili” e non stentiamo a credere che sia riuscito a rimanere serio dopo questa botta di populismo di quart’ordine.
Dal “fortissimo punto di riferimento di tutti i progressisti” al “bravo Matteo”, altrettanto saldo riferimento dei pacifinti putiniani. Così si compie la parabola del gregarismo e della subalternità del PD.
Magari se lo sarebbero risparmiato quel post, al Nazareno, se solo si fossero accorti che l’ottimo Merlo le parole giuste, almeno per questo Pd, le aveva trovate: “requiescat in pace”.
Oremus, fratres.
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Anche se posso essere in parte d’accordo su diversi punti, non apprezzo mai il modo tranchant, sprezzante e beffardo con cui, non si criticano, ma si demoliscono le posizioni altrui ammucchiando grossolanamente fatti diversi senza distinzioni. Trovare qui dei Travaglio e Belpietro non mi piace, ma è una libera tribuna quindi … benvenuti anche a loro