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Elon Musk e l’ultradestra britannica: esperimento fuori controllo?

Elon Musk e Nigel Farage simboli della crisi nell’estrema destra britannica legata a Reform UK

Regno Unito

Elon Musk e l’ultradestra britannica: esperimento fuori controllo?

Tempi turbolenti per Reform Uk, il partito di Nigel Farage, che dall’estate scorsa ha cavalcato l’onda delle manovre destabilizzanti orchestrate da Elon Musk. Prima, il caos scatenato dalla guerriglia urbana nelle strade britanniche, alimentata da una massiccia campagna di disinformazione. Poi, lo scandalo delle “grooming gangs”,

Elon Musk e Nigel Farage simboli della crisi nell’estrema destra britannica legata a Reform UK
Alessandra Libutti12/03/2025Aggiornato 11/02/20263 min lettura615 parole

Tempi turbolenti per Reform Uk, il partito di Nigel Farage, che dall’estate scorsa ha cavalcato l’onda delle manovre destabilizzanti orchestrate da Elon Musk. Prima, il caos scatenato dalla guerriglia urbana nelle strade britanniche, alimentata da una massiccia campagna di disinformazione. Poi, lo scandalo delle “grooming gangs”, amplificato attraverso una macchina di fake news diffusa tramite X (ex Twitter). In entrambi i casi, Musk ha sfruttato il suo social per radicalizzare il dibattito e spingere Reform Uk al centro della scena politica. Ma ora la bolla sembra pronta a scoppiare.

Durante lo scandalo delle “grooming gangs”, Nigel Farage aveva espresso forte disappunto per le interferenze di Elon Musk, criticando in particolare il suo sostegno a figure controverse come Tommy Robinson, noto attivista dell’estrema destra britannica, e Andrew Tate, il discusso guru della mascolinità tossica.

In risposta, Musk aveva pubblicamente messo in discussione la leadership di Farage, dichiarandolo inadatto a guidare Reform Uk e suggerendo come sostituto Rupert Lowe, uno dei cinque deputati del partito. Da quel momento, i rapporti tra Musk e Farage si sono raffreddati e, con essi, è svanita anche la prospettiva dei 100 milioni di sterline che il magnate aveva inizialmente promesso al partito.

Poi, venerdì 7 marzo Rupert Lowe è stato sospeso da Nigel Farage, dopo essere stato accusato di bullismo da alcune donne dello staff ed avere minacciato fisicamente il presidente di Reform Uk, Zia Yusuf (che lo ha denunciato alla polizia). Lowe ha respinto le accuse, accusando Farage di aver orchestrato una vendetta personale ai suoi danni.

Farage non ha mai avuto problemi a gestire il suo partito con pugno di ferro, ma questa volta la sfida è più complessa. Il dissidio con Lowe non è solo personale, ma anche politico: Lowe rappresenta l’ala più estrema della destra britannica, ben oltre il populismo che Farage ha sempre cercato di incarnare. Mentre Farage punta a un populismo di governo, Lowe e i suoi alleati spingono per una linea intransigente, più vicina all’AfD tedesco, compresa la proposta radicale della “deportazione di massa” degli immigrati.

La situazione minaccia di far implodere Reform Uk, portando a una scissione che darebbe vita a una fazione ancora più estrema, scollegata dal pragmatismo politico di Farage e incline a un nazionalismo senza compromessi. A questo punto, viene spontaneo chiedersi se il partito ipotizzato da Elon Musk non sia proprio Britain Restoring Underlying Values (Bruv), la formazione politica fondata da Andrew Tate a gennaio.

Da quando i fratelli Tate sono stati fatti fuggire dalla Romania, lo spin doctor Roger Stone—già stratega di Trump —li ha presi sotto la sua ala. In poche settimane, sono diventati presenza fissa nei circuiti mediatici dell’estrema destra: podcast ultraconservatori, interviste su piattaforme vicine a Steve Bannon, video promozionali.

A beneficiare di una destra sempre più frammentaria e polarizzata al momento sono i laburisti, che già consideravano Reform Uk una minaccia più seria dei conservatori. Lo confermano i sondaggi: fino a poche settimane fa, Farage era il politico più popolare del Regno Unito mentre Starmer faticava a imporsi. Ora le posizioni si sono ribaltate.



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