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Sul voto per la difesa europea il PD si spacca. Intervista a Claudio Petruccioli

Claudio Petruccioli commenta la spaccatura del PD sul piano di difesa europea approvato dal Parlamento UE

Politica italiana

Sul voto per la difesa europea il PD si spacca. Intervista a Claudio Petruccioli

Il parlamento europeo, con 419 voti favorevoli 204 contrari e 46 astenuti. ha dato il suo via libera di principio a ReArm Europe, il piano di riarmo dell’Unione europea presentato la settimana scorsa dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. I partiti italiani, sia di

Claudio Petruccioli commenta la spaccatura del PD sul piano di difesa europea approvato dal Parlamento UE
Filippo Piperno13/03/2025Aggiornato 22/05/20254 min lettura710 parole

Il parlamento europeo, con 419 voti favorevoli 204 contrari e 46 astenuti. ha dato il suo via libera di principio a ReArm Europe, il piano di riarmo dell’Unione europea presentato la settimana scorsa dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

I partiti italiani, sia di maggioranza che di opposizione, si sono spaccati, con FdI e Forza Italia largamente a favore, la Lega e il Movimento 5 stelle contro e il Pd in ordine sparso. Un risultato avvilente che non fa altro che certificare la posizione di estrema ambiguità che le forze politiche italiane stanno offrendo in uno dei momenti più cruciali per la storia recente, rispetto alla difesa dei valori occidentali.

Di questo e della situazione interna al Partito Democratico, uscito spaccato a metà dal voto in Parlamento europeo, ne abbiamo parlato con Claudio Petruccioli, storico dirigente del PCI e tra i protagonisti della stagione della svolta della Bolognina che portò alla nascita del PDS.

“Guardi, al di là della spaccatura all’interno del PD – ci ha detto Petruccioli – il voto di Strasburgo mi preoccupa soprattutto come italiano. Mi chiedo cosa potranno pensare i nostri partner europei ma anche tutte le altre parti interessate a livello mondiale se uno dei paesi più importanti dell’Unione europea dimostra di avere una posizione tutt’altro che compatta rispetto alla necessità di contenere la minaccia rappresentata dalla Russia di Putin. E, come italiano, non posso che constatare che l’unico a rallegrarsi di questa situazione è proprio Vladimir Putin. Non c’è da stare allegri”.

Intanto però nel Partito Democratico la segretaria Elly Schlein vede 10 dei suoi deputati europei su 21 votare a favore della risoluzione Von der Leyen, in contrasto con l’indicazione data dal gruppo del PSE che era per l’astensione.

“Sì e vedo che, oltre a Luigi Zanda che si era già espresso nei giorni scorsi, anche Gianni Cuperlo di cui non condivido molte posizioni ma che giudico una persona molto seria, ha chiesto che si apra una discussione perché, in una fase epocale di cambiamento dello scenario internazionale, il compito di un grande partito della sinistra è trovare luoghi e sedi per capire come collocarsi senza ambiguità. Sono d’accordo con Zanda quando richiede la convocazione un congresso straordinario”.

“Aggiungo che, se giudico fisiologico che vi siano molte questioni su cui occorrerebbe confrontarsi, dalla Giustizia alla Sanità, alle politiche per la crescita e la produttività, è mia opinione che fare chiarezza sulla posizione del PD in merito alla collocazione internazionale dell’Italia e alla difesa europea in questo delicatissimo momento storico rappresenta una scelta costitutiva per un grande partito come il PD. E senza dimenticare, come lei ha ricordato, che l’indicazione di voto data dalla segreteria Schlein era diversa da quella data del gruppo dei Socialisti e Democratici, accostando il PD a forze dichiaratamente antieuropeiste (e filorusse n.d.r.) come la Lega e i 5 stelle ”.

“Che il PD si sia diviso in modo così fragoroso – continua Petruccioli – è tanto più grave perché questa spaccatura è avvenuta proprio il giorno in cui si è avuta la certezza che in Italia una maggioranza non c’è più, con Fratelli d’Italia e Forza Italia schierati a favore della risoluzione e la Lega apertamente e convintamente contraria. Mi chiedo come sia possibile che un partito di solidissima tradizione europeista, il principale partito d’opposizione, si possa trovare nelle condizioni di non riuscire a capitalizzare la frattura creatasi tra i partiti politici di maggioranza in una sede come quella del parlamento europeo”.

“Alla luce di questo quadro allarmante – conclude Petruccioli – penso sia più che mai necessario aprire una riflessione interna al PD se non si vuole condannare questo partito all’irrilevanza politica”.



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Un pensiero su “Sul voto per la difesa europea il PD si spacca. Intervista a Claudio Petruccioli

  1. Maurizio dice:

    Petruccioli è isolata persona di rara intelligenza all’interno del PD.
    Stupisce, pertanto, che non si sia ancora accorto che il suo partito è già dolosamente – purtroppo e da tempo – politicamente irrilevante.

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