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Totti e l’assist a Putin: il viaggio a Mosca fra anomalie e propaganda

Maxi schermo a Mosca con Francesco Totti e la scritta in russo 'L’Imperatore va a Roma', simbolo della propaganda mediatica

Italia

Totti e l’assist a Putin: il viaggio a Mosca fra anomalie e propaganda

Francesco Totti è sbarcato a Mosca, dove, in un evento dai contorni propagandistici, martedì 7 aprile gli verrà consegnato l'inutile International Rb Award. La cerimonia è organizzata dalla Bookmaker Ratings, che, come descritto da Max Coccia in un articolo su Linkiesta, è una società di scommesse

Maxi schermo a Mosca con Francesco Totti e la scritta in russo 'L’Imperatore va a Roma', simbolo della propaganda mediatica
Ander Bruckestand08/04/2025Aggiornato 24/04/20255 min lettura1.012 parole

Francesco Totti è sbarcato a Mosca, dove, in un evento dai contorni propagandistici, martedì 7 aprile gli verrà consegnato l’inutile International Rb Award.

La cerimonia è organizzata dalla Bookmaker Ratings, che, come descritto da Max Coccia in un articolo su Linkiesta, è una società di scommesse coinvolta nel riciclaggio di denaro tramite crypto da parte di organizzazioni criminali, oltre che nell’aggiramento delle sanzioni da parte dello Stato russo. La piattaforma è anche associata ad un portale, Ghanasoccernet, che consente di scommettere su combattimenti clandestini e lotte fra animali.

Insomma, per ragioni a noi ignote, Totti ha pensato bene di associare la propria immagine, costruita in 25 anni di onorata carriera, ad una società di scommesse il cui operato non è dei più limpidi. Oltre che, naturalmente, ad una dittatura sanguinaria.

Ma in Russia, come si sa, è tutto propaganda. E, come vedremo, la dicitura “Imperatore della Terza Roma”, che campeggia su tutti i maxischermi che pubblicizzano l’evento, non è affatto casuale: cela un messaggio politico ben preciso e molto caro al regime.

È evidente come i russi cerchino utilizzare volti noti ed amati del calcio mondiale non per promuovere la loro immagine in Russia, ma per promuovere l’immagine della Russia nel mondo.

A questo proposito è interessante notare una cosa: Totti è già stato a Mosca nel 2021 come ambasciatore IFDA, un’associazione che organizza eventi con vecchie glorie del calcio e che presenta legami molto stretti con Russia e Cina.

L’IFDA ha organizzato in tutto 12 eventi, 9 dei quali tra Cina, Russia, Armenia e Bulgaria. Di particolare rilievo l’evento organizzato in onore di Putin il 7 ottobre 2015, giorno del suo compleanno.

Dal 2021 l’IFDA sembra praticamente scomparsa, così come, improvvisamente, l’azienda che ne gestiva il sito web, che era attiva dal 2017 e che si occupava anche di altro. Da allora, i post nella pagina Instagram (con soli 1522 follower) sono solo 3, di cui due piuttosto recenti. La pagina Facebook, che colloca la sede dell’IFDA a Pechino, ha 4 follower ed è vuota.

Curiosamente è molto difficile trovare informazioni sull’IFDA. Anche della partita in onore di Putin non si trova niente di niente (chi ha partecipato?). Visto che questi eventi vivono di pubblicità, che si trovi così poco materiale è davvero molto strano.

È lecito chiedersi se quest’associazione sia stata creata a fini sportivi e di spettacolo, oppure a fini politico/propagandistici, per creare un circuito mediatico con personaggi molto popolari di cui sfruttare l’immagine ad ogni occasione utile.

Il 7 ottobre 2015, ad esempio, era il secondo compleanno di Putin dopo l’invasione del 2014. Era una fase in cui il dittatore aveva bisogno di legittimità internazionale, e la sua macchina di propaganda e guerra ibrida entrò in pieno regime proprio in quegli anni.

Molte persone ci cascarono. Ma se a posteriori è tutto più chiaro, e certi errori possono essere considerati comprensibili per l’epoca, associare la propria immagine alla Russia oggi, nel 2025, è diverso. E non è perdonabile.

Totti è stato ambasciatore IFDA a Mosca, ma l’IFDA, è bene precisarlo, non risulta coinvolta nell’organizzazione del viaggio. Detto questo, conoscendo come funziona la macchina della propaganda a quelle latitudini, c’è da chiedersi se il regime russo abbia utilizzato l’IFDA (magari all’insaputa dei suoi membri) come strumento di marketing politico e come apripista per eventi come quello del 7 aprile.

Perché sì, a partire dalla premiazione, accadrà esattamente questo: l’immagine di Totti verrà sfruttata dal regime per promuovere la propria immagine e per lanciare un messaggio politico. La dicitura “Terza Roma”, infatti, come già accennato è tutt’altro che casuale.

Il concetto di Russia come “Terza Roma” risale allo zar Ivan III (XV secolo) ed è giunto fino a Dugin e al movimento eurasiatista. È un mantra dell’imperialismo russo, che lo stesso Dugin ha utilizzato per giustificare l’invasione dell’Ucraina.

Un esempio delle sue parole (vedi link): “Da epoche e epoche l’oriente russo salva l’occidente russo dall’occidente non russo. Perché noi siamo Roma”. Chiaro, no? Noi invadiamo l’Ucraina perché siamo la Terza Roma. O ancora: “Costruire un impero mondiale è il nostro compito, sappiamo come si fa. Ecco perché noi siamo Roma” Quello di Dugin (e di una larga fetta della classe dirigente e della popolazione russa) è un messaggio di teologia politica, messianico ed apocalittico, in cui la Russia è il baluardo della spiritualità che salva il mondo dalla corrotta Cartagine, che saremmo noi occidentali. E Carthago, ovviamente, delenda est. “Terza Roma” vuol dire questo.

“Terza Roma” non è uno slogan pubblicitario, ma il concetto che sta alla base dell’imperialismo russo. Delle guerre che genera e dei morti che provoca. E la presenza di Totti, che va lì come “Imperatore della Terza Roma”, che significato volete che abbia per il regime?

Legittimare con la propria presenza una dittatura criminale come quella putiniana, anche in assenza di slogan imperialisti, sarebbe già grave di per sé. Ma legittimare questo tipo messaggio e questo tipo retorica, oltre che moralmente discutibile, è anche pericoloso.

Credo che Totti abbia accettato l’invito in parte, certamente, per i rubli; in parte per vanità (riceve un premio); in parte è stato consigliato male; in parte, però, credo che abbia accettato per ingenuità. Credo (e spero) che Totti sia davvero convinto di andare lì per promuovere i valori dello sport. Non ha però capito che dello sport, nei regimi, non interessa nulla a nessuno, se non come strumento di propaganda; non sa cosa sia la società di scommesse coinvolta; non immagina nemmeno il marciume che può esserci dietro un premio del genere, che come in tutti i regimi è dato dalla commistione fra imprenditoria, politica e criminalità. Totti è finito in un gioco più grande di lui, e non se ne rende minimamente conto.



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2 pensieri su “Totti e l’assist a Putin: il viaggio a Mosca fra anomalie e propaganda

  1. Gino Saccioni dice:

    Non occorre essere laziali (non lo sono) per essere anche meno benevolenti: er pupone è un coglione. Un emerito rappresentante di noi italiani tutti.

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