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Il De navigazione Flotillae e il De Bello Fratoianni

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Il De navigazione Flotillae e il De Bello Fratoianni

Hanno avuto dal Quirinale il riconoscimento del valore umanitario della missione. Hanno avuto per settimane le prime pagine di giornali e tv. Hanno avuto la scorta della Marina italiana. Hanno lodato i buoni uffici della Cei e del patriarcato latino di Gerusalemme. Ciononostante, vanno avanti. A

Michele Magno28/09/2025Aggiornato 28/09/20252 min lettura387 parole

Hanno avuto dal Quirinale il riconoscimento del valore umanitario della missione. Hanno avuto per settimane le prime pagine di giornali e tv. Hanno avuto la scorta della Marina italiana.

Hanno lodato i buoni uffici della Cei e del patriarcato latino di Gerusalemme. Ciononostante, vanno avanti. A questo punto, per il governo e il presidente della Repubblica si pone un problema: non riguarda tanto la protezione di un circo Barnum acquatico, quanto la tutela della stessa dignità delle istituzioni. Proveranno a forzare il blocco navale? Cercano lo scontro?

Non credo che a qualcuno sarà torto un capello (salvo che qualche descamisado non vada fuori di testa). Probabilmente verranno arrestati, imbarcati su qualche aereo e rispediti nei paesi di origine. Loro continueranno a urlare i soliti slogan contro lo stato ebraico, noi ci libereremo finalmente di un incubo mediatico durato già troppo a lungo.

Poscritto. Personalmente ricorderò tre cose di questa vicenda.

La prima è divertente: un video in cui una giornalista (non ricordo il nome) accusa gli israeliani di “aver attaccato la Flotilla con una canzone degli Abba”.

La seconda è seria: gli arabi che hanno abbandonato la spedizione perché su alcune barche c’erano omosessuali.

La terza è comica e, insieme, drammatica: Nicola Fratoianni che, in un talk televisivo, auspica che non solo la fregata italiana, ma tutte le fregate europee violino il blocco navale di Gaza. Avete capito bene: un personaggio che ha costruito la sua carriera politica sul pacifismo, sul no alle armi e alle spese militari, non si preoccupa di dichiarare guerra a Israele.

Ma in questo paese tutto è possibile. Nella lontanissima ipotesi che il campo largo vinca le prossime elezioni, anche di ritrovarcelo ministro della Difesa. Anzi, dell’Attacco.


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4 pensieri su “Il De navigazione Flotillae e il De Bello Fratoianni

  1. Claudio Monnini dice:

    Da persona di sinistra sono sconcertato. Da un lato l’oggettiva tragedia umanitaria, per quanto i numeri siano tutti da verificare, lo stato delle macerie parla da solo. Dall’altro lato la totale inadeguatezza politica, istituzionale, storica, logica, della sinistra italiana e non solo, in un momento in cui l’alleanza tra estreme destre autoritarie e autocrazie dittatoriali sfiora il terzo conflitto mondiale. La crociera degli yacht che cercano lo scontro e rifiutano di scaricare gli aiuti, letteralmente quattro scatole, a un canale sicuro. Finirà col più grande autogoal della sinistra: aiuti rapinati dalle bande palestinesi; se va bene, protagonisti rimpatriati e yacht sequestrati, se va male protagonisti LGBTQI sequestrati dai palestinesi di qualche banda armata come ostaggi.

  2. Gino Saccioni dice:

    175 anni (circa) più tardi, risuona potente l’appello (rimodernato): “coglioni di tutto il mondo unitevi!”

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