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Conoscete la signora Francesca Albanese?

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Conoscete la signora Francesca Albanese?

Conoscete la signora Francesca Albanese? È una sedicente avvocata che svolge attività di consulenza per le Nazioni Unite. È quella che vedete in copertina, gioiosa tra militanti in kefiah con alle spalle un bel cartello che inneggia al boicottaggio di Israele. Bene, questa signora è “Special

Iuri Maria Prado06/05/2025Aggiornato 06/05/20253 min lettura481 parole

Conoscete la signora Francesca Albanese? È una sedicente avvocata che svolge attività di consulenza per le Nazioni Unite. È quella che vedete in copertina, gioiosa tra militanti in kefiah con alle spalle un bel cartello che inneggia al boicottaggio di Israele.


Bene, questa signora è “Special rapporteur” appunto all’Onu, in particolare sulla situazione dei cosiddetti Territori Occupati palestinesi.
Ora, il mandato di questi consulenti dell’Onu, come è immaginabile, è inquadrato in un codice di condotta; insomma questi devono osservare certe regole di comportamento nell’esercizio delle proprie funzioni e soprattutto nel loro contegno pubblico.


Vediamo un po’ quali regole (nulla di sorprendente, peraltro). Questi consulenti devono “Agire in modo indipendente ed esercitare le proprie funzioni in conformità con il proprio mandato, attraverso una valutazione professionale e imparziale dei fatti (…) libera da qualsiasi tipo di influenza estranea”.


Poi. Questi consulenti dell’Onu devono ispirarsi a “principi di discrezione, trasparenza, imparzialità ed equità”; devono “tenere presente la necessità di garantire che le loro opinioni politiche personali non pregiudichino l’esecuzione della loro missione”; devono dare “prova di moderazione e discrezione, in modo da non compromettere il riconoscimento della natura indipendente del loro mandato”.


Evidentemente partecipare a un circo in kefiah che inneggia al boicottaggio di un Paese è rispettoso di queste regole.
Evidentemente questo complesso di regole non è urtato se il consulente in questione si lascia andare a certe partecipazioni, o se dice alle Comunità ebraiche “chi vi credete di essere?”, o se campeggia in televisione per dire bugie sul presunto genocidio, a cominciare dalla bufala secondo cui la Corte Internazionale di Giustizia avrebbe ritenuto “probabile” che Israele stia compiendo un genocidio (la Corte magari potrà ritenerlo, ma certamente sinora non lo ha fatto).


Ma non sto qui a fare l’elenco delle innumeri occasioni in cui la signora Albanese ha tenuto comportamenti in plateale violazione delle regole cui sarebbe tenuta e che prima abbiamo sunteggiato. Il punto è un altro: ma è possibile che nessuno la chiami a rendere conto di quelle violazioni? Non parlo di processi eh. Dico così, giornalisticamente, politicamente.

Ma figurarsi. Giornalisticamente, politicamente, la signora Albanese è una “coraggiosa e scomoda osservatrice”, o, come ha recentissimamente dichiarato il primo partito dell’opposizione, una “osservatrice indipendente”.
Diciamo che rispetto alle regole di cui sopra, effettivamente, dimostra una notevole indipendenza.


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4 pensieri su “Conoscete la signora Francesca Albanese?

  1. blogdibarbara dice:

    Beh, però è vero che le rispetta: non si è mai lasciata influenzare dalle prove esibite a piene mani sui massacri di hamas (e di una bella botta di cosiddetti civili palestinesi) e sull’inesistenza non solo del genocidio ma anche di crimini di guerra e contro l’umanità (quei crimini evocati anche da un’anziana signora che ha evidentemente sentito il bisogno di farsi perdonare il peccato di avere negato il genocidio, equiparando almeno i comportamenti di entrambe le parti: “sono piuttosto evidenti crimini di guerra e crimini contro l’umanità, commessi sia da Hamas e dalla Jihad, sia dall’esercito israeliano”). Ed è vero che non si fa guidare dalle sue convinzioni: se lo facesse, di sicuro ammazzerebbe volentieri tutti gli israeliani, e invece sembra che non ne abbia mai ammazzato neanche uno. E nel dire “chi vi credete di essere?” si è accuratamente astenuta dall’aggiungere “sporc** ebr** di mer**”: dai, su, cosa vuole di più da questa povera donna?

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