Conflitto Israele-Iran
Il Corriere della Sera e l’evocazione intermittente della legalità internazionale
Scrive Paolo Mieli sul Corriere della Sera che gli attacchi israeliani e statunitensi contro i siti nucleari iraniani costituiscono “un’aperta violazione della legalità internazionale”. Ovviamente – e sicuramente solo per mancanza di spazio, non certo per mancanza di cognizioni – ovviamente, dicevo, Paolo Mieli non spiega


Scrive Paolo Mieli sul Corriere della Sera che gli attacchi israeliani e statunitensi contro i siti nucleari iraniani costituiscono “un’aperta violazione della legalità internazionale”.
Ovviamente – e sicuramente solo per mancanza di spazio, non certo per mancanza di cognizioni – ovviamente, dicevo, Paolo Mieli non spiega quali sarebbero i criteri della cosiddetta legalità internazionale che quegli attacchi avrebbero travolto.
Per carità, può darsi eh, ma diciamo che quella di Paolo Mieli non è una tesi, non è neppure un giudizio: è una petizione di principio e basta.
Ora, la legalità internazionale cui fa vago riferimento Mieli è innanzitutto quella secondo cui le Nazioni Unite devono prendere efficaci misure per prevenire e rimuovere le minacce alla pace.
Non ci azzarderemmo mai a sostenere che un Paese che da decenni minaccia di distruggerne un altro, e finanzia altri Stati e organizzazioni terroristiche per distruggerlo, e rivendica di volersi dotare di armamenti nucleari, e lavora per dotarsene, ecco, non ci azzarderemmo a sostenere che un simile Paese minaccia la pace. E quindi evitiamo di domandarci che cosa abbiano fatto le Nazioni Unite per prevenire e rimuovere queste minacce, che evidentemente sono un’ipotesi dell’irrealtà.
È poi ancora la legalità internazionale – ma evidentemente non quella cui fa riferimento Paolo Mieli – a stabilire che nelle relazioni internazionali gli Stati membri devono astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza, ma con una precisazione: e cioè con la precisazione che la minaccia o l’uso della forza devono riguardare l’integrità territoriale o l’indipendenza politica altrui. Siamo sicuri che Paolo Mieli ha valutato questo principio della legalità internazionale nell’assumere che gli Stati Uniti e Israele hanno apertamente violato la legalità internazionale attaccando i siti nucleari iraniani.
Ma accantoniamo per un momento questi noiosi dettagli e facciamoci una domanda: l’evocazione della legalità internazionale oggi, a proposito degli attacchi statunitensi e israeliani contro i siti nucleari iraniani, trova qualche precedente con riferimento ad altri casi? Intendo dire: quando l’Iran ha lanciato contro Israele — contro i civili israeliani, attenzione – prima 350 tra missili, razzi e droni, e poi altri 180, giusto l’anno scorso, Paolo Mieli aveva preso la penna per denunciare la violazione della legalità internazionale?
Mi sa di no. Doveva trattarsi di iniziative legittime, evidentemente.
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Una volta, di certa gente, si diceva che avessero le fette di salame agli occhi, per non riuscire a comprendere la realtà. Oggi scopriamo che la cecità intellettuale è il primo sintomo della corruzione morale ma è necessaria per giustificare le peggio ideologie. Poi magari si tratta solo di rincoj####mento senile!!!
https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2025/06/right-move-wrong-team/683283/?gift=OeT_GxaR0YTfvHbXCiSG2Jx6nw4lZ1FBYWPMEx68UcI
La mia diagnosi è che Paolo Mieli sia bi/multicolore.
Sono anni che dice cose sbagliate contraddicendo altre giuste dette prima.
Mi spiace per lui. Spero che, in tutta questa confusione, trovi la strada di casa.