Italia
Il popolo ha fame? Compriamogli su Amazon lo striscione contro Bezos
C’è una cosa che accomuna il 99.99% degli italiani durante questo weekend: non sono a Venezia. Non solo. Il 99.99% degli italiani non aveva la minima intenzione di visitare Venezia in questi giorni. Per quanto sia una delle città più magiche e straordinarie della Terra, quante



C’è una cosa che accomuna il 99.99% degli italiani durante questo weekend: non sono a Venezia. Non solo. Il 99.99% degli italiani non aveva la minima intenzione di visitare Venezia in questi giorni. Per quanto sia una delle città più magiche e straordinarie della Terra, quante volte capita di fare una visita turistica a Venezia? Una volta ogni 5-10 anni (se abitiamo al nord)? Altrimenti, un paio di volte nella vita.
Ebbene, ne consegue che il 99,99% degli italiani ha il sacrosanto diritto di infischiarsene del matrimonio di Bezos, così come del Festival del Cinema, così come delle varie kermesse veneziane che rendono Venezia il centro del mondo per qualche giorno (sempre agli occhi delle infinitesimali sotto-nicchie a cui questi eventi si rivolgono). Risultato: il matrimonio di Bezos, semplicemente, non esiste per il 99,99% degli italiani, e per la pressocché totalità della popolazione mondiale. Non iniziamo con la tiritera riguardo la “simbologia” di tale evento. Ogni settimana, miliardari, pargoli di miliardari, ereditieri di miliardari si sposano nello sfarzo più assoluto. Non sono poi tanti questi matrimoni, i miliardari sono un’esigua minoranza, anche se è una loro peculiare caratteristica quella di sposarsi spesso.
Figuratevi che, mea culpa, chi scrive queste righe era totalmente ignaro che Bezos dovesse sposarsi a Venezia fino a qualche giorno fa, era ignaro addirittura che Bezos dovesse sposarsi. Ancora peggio, ignoravo che Bezos avesse una fidanzata.
Questa lunga premessa vuole timidamente far notare che dinanzi al “dibattito” sul matrimonio di Bezos si può far valere il sacrosanto diritto di infischiarsene. Ebbene sì, non è necessario rendere una questione di vita e di morte, costruire narrazioni giornalistiche, interpellare politici e professori universitari su tutto. Men che meno sul matrimonio di Bezos.
Approfittando dello spazio concessomi da InOltre, in queste ultime settimane salito alla ribalta come un pericoloso pamphlet sovversivo, voglio fare una confessione. Anch’io, una volta, visitai Venezia in giornata, con il treno, portandomi il panino da casa, e non mi sentii colpevole. Nondimeno, se Bezos mi avesse invitato, avrei volentieri partecipato al matrimonio, beandomi tra le tartine, lo Champagne, e le dive del cinema presenti (sarei solo stato terrorizzato al momento della preparazione della busta, ma per stavolta l’ho scampata). Rivendico il diritto a non provare la sindrome dell’impostore mentre mangio un panino con la mortadella in Piazza S. Marco, e rivendico il diritto di non considerare Bezos il “distruttore di Venezia”, colui che prende “in ostaggio” il Canal Grande.
Vi dirò di più: rivendico il diritto di non consigliare a Bezos un’alternativa. “Ma non poteva sposarsi da qualche parte in America?”, “Io, con tutti i suoi soldi, avrei fatto una festa al largo dell’Oceano Indiano”. Anche il buon Gramellini cade nel tranello: “Se avessi 30 milioni di dollari da buttare, li investirei su un’isola deserta”. Eccola qui! La bianca mentalità colonialista. L’isola deserta dove magari le tribù indigene morirono di morbillo sotto l’impero inglese, e tu ti scoli il Cristal sulla spiaggia. E come ci arrivi sull’isola deserta? Con l’elicottero? Con uno Yacht ultra-inquinante? A sto punto, meglio arrivare in barca nella Laguna dove l’acqua non è uno splendore già in partenza.
E poi, vi prego, risparmiamoci le omelie moraliste sulla “dignità” della storia d’Italia deturpata dai cattivi miliardari. Ma ci rendiamo conto di quanti e quali tamarri megalomani hanno costruito il Colosseo e tutti quei giganteschi monumenti romani che oggi veneriamo?
Ve la ricordate Poppea, la moglie di Nerone, che faceva il bagno nel latte di asina, mentre la leggenda vuole che le spade dei grandi condottieri venissero temprate nel corpo di uno schiavo per assorbirne l’energia vitale? In confronto ai tiranni che hanno reso l’Italia uno dei paesi più spettacolari del mondo, il “povero” Bezos che dà 3 milioni al comune di Venezia per il disturbo arrecato (beninteso, dopo aver pagato tutto il resto) sembra quasi la riedizione glabra di S. Francesco.
Ciò che sorprende degli articoli, delle polemiche, dei dibattiti parlamentari su questo argomento non è il contenuto in sé ma la quantità di tempo libero che queste azioni presuppongono. Come monito ai plutomassoni in congrega al matrimonio di Bezos sono spuntate bandiere, striscioni, addirittura laser puntati sul campanile di S. Marco. Tutto rigorosamente comprato su Amazon.
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L’invidia è una brutta bestia, come la stupidità, anzi a dirla tutta è il sintomo di una cancrena morale!!
Grazie dell’articolo
Assolutamente d’accordo!?