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Anche un solo morto innocente è una tragedia. Ma perché usare i numeri per fare propaganda?

Israele

Anche un solo morto innocente è una tragedia. Ma perché usare i numeri per fare propaganda?

Me ne sono occupato con un messaggino su X ma vale la pena di tornarci un poco più diffusamente. Il 29 Giugno 2025 l’Ufficio Centrale di Statistica dello Stato di Palestina comunicava che a quell’altezza di tempo, il 29 giugno appunto, i morti a Gaza erano

Iuri Maria Prado03/07/2025Aggiornato 04/07/20252 min lettura437 parole

Me ne sono occupato con un messaggino su X ma vale la pena di tornarci un poco più diffusamente. Il 29 Giugno 2025 l’Ufficio Centrale di Statistica dello Stato di Palestina comunicava che a quell’altezza di tempo, il 29 giugno appunto, i morti a Gaza erano 57499. In realtà 56500, perché lo stesso Ufficio segnalava che a quel primo numero dovevano essere sottratti 999 morti in Cisgiordania.


Come è ben noto l’Ufficio palestinese non distingue tra civili e combattenti.
Bene, il giorno successivo Aldo Cazzullo, sul Corriere della Sera, scriveva testualmente che la guerra di Gaza è “costata almeno sessantamila vittime civili”.
È evidentemente possibile che Aldo Cazzullo disponga di dati che rendono evidenza di quelle cifre, incompatibili addirittura rispetto alle statistiche fornite da Hamas.

Si tratterebbe di dati riservatissimi, in mano soltanto ad Aldo Cazzullo, dati cioè che rivelerebbero che il 110 per cento o 120 per cento dei morti totali, combattenti compresi, è inopinatamente costituito da civili. Ci sembra una ragione in più per renderli pubblici. Sarebbero molto interessati a vedere questi dati sia i lettori del Corriere della Sera sia Hamas, che così potrebbe aggiornare i propri.


L’alternativa è che il dato sparato come certo da Aldo Cazzullo non rinvii a evidenze documentali, ma a una bufala bella e buona.
E se fosse così occorrerebbe ripetere quanto diciamo da mesi sino alla noia.

Vale a dire che nessuno dubita che ci siano stati tanti morti nella guerra di Gaza, nessuno dubita che ci siano stati tanti civili tra quei morti. E se anche fossero meno sarebbero già troppi. Ma per denunciare i troppi morti, per denunciare le troppe perdite tra i civili, non dovrebbe servire fare questa propaganda oscena. Che serve ad altro.

Non serve a denunciare l’ingiustizia della guerra: serve a costruire il feticcio dello Stato sterminatore, e a trasformare il diritto di Israele di fare e vincere la guerra contro chi vuole distruggerlo in una immensa operazione criminale.
Ed è consapevole questa operazione. È dolosa. E soprattutto: ammantata di umanitarismo, è in realtà malvagia.


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Un pensiero su “Anche un solo morto innocente è una tragedia. Ma perché usare i numeri per fare propaganda?

  1. Maria Nadia dice:

    Finora facevo una distinzione tra Cazzullo e Gramellini.
    E invece ci siamo giocati anche Cazzullo.
    Nessuno sfugge alla forza centripeta di La7 e delle edizioni Cairo in generale.

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