\n\n\n\n\n\n

La “lawfare” di Francesca. Quando il diritto umanitario diventa un paradosso legale

Israele

La “lawfare” di Francesca. Quando il diritto umanitario diventa un paradosso legale

Chi di voi ha studiato giurisprudenza lo sa, di Albanese nelle aule universitarie se ne incontrano legioni. Secchione stacanoviste che del diritto non capiscono niente, ma si autoprogrammano tipo ''cura Lodovico"  con sessioni mnemoniche sfiancanti,  un'ossessione maniacale per "la media", il 30 e lode come feticcio e

Emma Zaira17/07/2025Aggiornato 17/07/20254 min lettura862 parole
Prima Pagina

Chi di voi ha studiato giurisprudenza lo sa, di Albanese nelle aule universitarie se ne incontrano legioni. Secchione stacanoviste che del diritto non capiscono niente, ma si autoprogrammano tipo ”cura Lodovico”  con sessioni mnemoniche sfiancanti,  un’ossessione maniacale per “la media”, il 30 e lode come feticcio e nessun amore o vero talento per la materia. 

D’altronde l’ha ammesso lei stessa in varia interviste (Vanity Fair, Settimana News, 11 luglio 2025) che quel percorso fu un ripiego, la sua vera passione erano “i diritti umani”. In altre parole, il lawfare. Che del diritto è la negazione. 

Piegare la legge all’ideologia, – nemmeno alla politica che è pratica alta e nobile, come le ha ricordato Piero Fassino qui (al minuto 00.27 circa)  è una bestemmia per coloro che ne venerano il senso profondo.

La legge è uguale per tutti proprio perché la realtà è disuguale. In Tribunale il ricco e il povero sono pari e quest’ultimo, – che ha titolo in qualsiasi altra sede alla solidarietà, –  non ha ivi nessun vantaggio morale o giuridico. Se ha torto ex lege, perderà. Il potente, o il famoso piegherà la testa e il portafoglio non in quanto tale, ma solo se commi e dettati lo smentiscono.

Che Francesca non sia una cima come giurista, lo si è capito del resto fin dalle prime apparizioni televisive, quando scodellava con disinvoltura pappagallesca – la sua interpretazione aberrante sul diritto di autodifesa degli eserciti occupanti. In pratica, che non ce l’avrebbero affatto, ai sensi di una spericolata esegesi del DIU, diritto internazionale umanitario. (Art 51 carta UN,Convenzione di Ginevra e Protocollo aggiuntivo, Regolamento dell’Aja sugli obblighi della potenza occupante).

Peccato che – come la resistenza in fisica elementare si ha solo come reazione/prodotto della forza e venendo meno l’una vien meno anche l’altra – questa regola implica come pre requisito un’occupazione militare fisica, una situazione costrittiva soffocante la cui meccanica in re ipsa annulla l’idea stessa di autodifesa, in quanto ossimorica. L’esercito occupante, e per esteso la nazione, non può difendersi da se stesso.

L’occupazione di Israele su Gaza manca di questo requisito, trattandosi di un ‘blocco’, per lo più condiviso con l’Egitto. A Gaza, prima del 7 ottobre 2023 non c’era un solo soldato israeliano, né vivo né morto. 

Stavo  per scrivere ‘ non vi è chi non s’avveda’, che si tratta quanto meno di un’occupazione sui generis come si usa nei sacri testi ma la verità è che sono in tantissimi a non voler capire la differenza, Onu e ICJ in testa. 

La qualità di ‘occupante fantasma’ di Israele su Gaza è infatti al  centro di una battaglia  legale da due decadi presso tutte le sedi competenti (1) ma a nessuno interessa sollevare Israele da questo gravame privo di fondamento, visti i vantaggi materiali che apporta a Gaza e quelli morali e di carriera che conferisce a chi la sostiene, come Francesca Albanese.

La sedicente avvocata è comprensibilmente troppo impegnata a salvare il mondo per queste finezze, per occuparsi di capire ciò che ha malvolentieri studiato: se la tua laurea è giusto un cavallo a rotelle per le tue crociate, non ti interessa la ratio, il fondamento logico, che sta dietro alle norme, ma solo di salirci in groppa e brandire quelle che suonano bene.

E la gente adora, letteralmente va pazza – per chi gli ammanta di autorevolezza legalese il fatto che gli ebrei devono star fermi mentre i Palestinesi li massacrano, e che  è giusto perché sta scritto da qualche parte.

Il problema è che questa stramberia che fa strame di ogni logica ancor prima che dei capisaldi giusnaturalisti alla base di della rule of law  di ogni costituzione liberale,  la puoi riconoscere per la sciocchezza che è, e non venirne impressionato, figurarsi ripeterla, solo se sei intelligente e se il diritto lo ami davvero.

E anche un po’ se non sei un’antisemita laureata presso la massima autorità in materia.

A Francesca di questi requisiti ne manca qualcuno e su quali siano, ognuno giudichi da solo.

(1) si veda: Israel Ministry of Foreign Affairs. (2005). Israel’s Disengagement Plan: Renewing the Peace Process. Israel. (2024). Written Statement to the International Court of Justice (ICJ) in Response to Request for an Advisory Opinion. The Hague: ICJ.Livni, T. (2008). Statement to the United Nations General Assembly. New York: United Nations, 23 settembre 2008. Israel Knesset. (2013). Natural Gas Export Law, 5773-2013. Jerusalem: Knesset Israel Ministry of Foreign Affairs. (2009). The Operation in Gaza: Facts and Figures. Jerusalem: Government of Israel. Shamgar, M. (1977). The Observance of International Law in the Administered Territories


Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

Un pensiero su “La “lawfare” di Francesca. Quando il diritto umanitario diventa un paradosso legale

  1. Paolo dice:

    Non solo “nelle aule universitarie se ne incontrano legioni”. Legioni se ne incontrano anche nelle aule dei tribunali, purtroppo. E con questo, tanti saluti al sacrosanto principio che “La legge è uguale per tutti”. Il “diritto vivente” (o, se fa più figo, la “law in action”) è ormai pura ideologia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *