\n\n\n\n\n\n

Alcune domande e risposte sull’ONU nella settimana dell’80ª Assemblea Generale

Nazioni Unite

Alcune domande e risposte sull’ONU nella settimana dell’80ª Assemblea Generale

di LG Come sta l’ONU? Come un’ottantenne. Battute a parte, si susseguono ormai da anni commenti e previsioni di una crisi epocale dell’ONU, che si aggraverebbe ulteriormente sotto il Trump IIº. Secondo The Economist, i tre scenari futuri più probabili per l’ONU sono: diventare dei bricconi,

InOltre23/09/2025Aggiornato 22/09/20255 min lettura1.095 parole

di LG

Come sta l’ONU?

Come un’ottantenne.

Battute a parte, si susseguono ormai da anni commenti e previsioni di una crisi epocale dell’ONU, che si aggraverebbe ulteriormente sotto il Trump IIº. Secondo The Economist, i tre scenari futuri più probabili per l’ONU sono: diventare dei bricconi, decadere o trumpizzarsi. Nonostante queste fosche previsioni, l’80ª Assemblea Generale che si apre martedì 23 settembre 2025 vedrà come sempre – forse anche più che negli anni precedenti – una folta partecipazione di leader mondiali (Erdogan, Lula, Macron, Meloni, Starmer, Trump, Zelensky, etc. etc., in ordine alfabetico come si usa da quelle parti). Se l’ONU non serve a niente – perché non ferma le guerre e banalità simili – come e in quale luogo tutti questi governanti potrebbero incontrarsi?

Come è visto l’ONU dai cittadini di vari paesi? 

Un sondaggio effettuato nella primavera del 2025 dal Pew Research Center in 25 paesi del mondo sul gradimento nei confronti del lavoro delle Nazioni Unite ha dato risultati positivi e inattesi. La media degli atteggiamenti favorevoli è del 61%, con le risposte degli italiani addirittura superiori con il 64%. Nigeria, Svezia e Indonesia sono i paesi con percentuali più favorevoli (sopra il 75%), Turchia (32%) e Israele (16%) quelli con meno risposte positive. 

Cosa dovrebbe fare l’ONU per essere più efficiente e contare di più nella politica mondiale?

Queste sono due questioni separate che vengono spesso mischiate insieme. Per quanto riguarda la maggiore efficienza, decine di riforme interne sono state attuate negli anni dall’ONU e dalle sue agenzie. L’ultima – preparata da António Guterres, l’attuale Segretario Generale, un politico portoghese senza carisma, forse scelto proprio per questo – è in corso di discussione e vedrà un importante numero di tagli e di accorpamenti di uffici, anche per far fronte alla diminuzione significativa dei fondi disponibili.

Della riforma delle istituzioni politiche delle Nazioni Unite si parla praticamente da sempre, ma dalla sua prima riunione nel 1945 quasi nulla è cambiato. Il Consiglio di Sicurezza è sempre composto da 15 membri, 5 permanenti (Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti, i vincitori della Seconda guerra mondiale, a cui si aggiunse la Cina popolare nel 1971) che hanno diritto di veto (usato più di 320 volte dal 1946) e 10 eletti su base regionale per un mandato di due anni. Nonostante innumerevoli tentativi di cambiare questo status quo – l’Italia fu molto attiva nel dibattito durante gli anni dell’Ambasciatore Fulci – l’ONU rimane un’istituzione che in 80 anni non ha fatto nessuna modifica della sua cristallizzata struttura decisionale.

Esiste da molti anni una proposta per aggiungere un’assemblea parlamentare alle attuali strutture politiche delle Nazioni Unite (UNPA Campaign for a United Nations Parliamentary Assembly). Inizialmente gli Stati potrebbero scegliere se i membri dell’UNPA siano nominati dai parlamenti nazionali o eletti direttamente ma l’obiettivo finale sarebbe che tutti i membri fossero eletti direttamente. Questa proposta può apparire utopica, ma avrebbe una serie di effetti molti importanti: creare un parlamento mondiale con membri eletti dai cittadini e non nominati dai governi; fornire un esempio di democrazia ai paesi dove non si tengono elezioni; eleggendo i parlamentari proporzionalmente alla popolazione di ogni paese, superare l’ipocrita sistema attuale delle Nazioni Unite in cui il voto di un membro come Tuvalu (10.000 abitanti) vale quello dell’India (1,5 miliardi di abitanti). Per portare avanti questa proposta di democratizzazione dell’ONU e del governo mondiale ci vorrebbero però alcuni paesi campioni della democrazia che la facessero propria.

È una violazione degli accordi che gli Stati Uniti abbiano negato ad Abu Mazen di partecipare di persona all’Assemblea generale?

Gli Stati Uniti hanno sospeso i visti per i titolari di passaporti dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), incluso il Presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Questa decisione degli Stati Uniti contravviene apertamente all’”Accordo sulla sede centrale delle Nazioni Unite” del 1947, che stabilisce che le autorità federali, statali o locali statunitensi “non devono imporre alcun impedimento al transito da o per il distretto della sede centrale” per i rappresentanti in viaggio per affari ONU (Articolo IV, Sezione 11). In questa regola rientrano anche i rappresentanti palestinesi dato che, dal novembre 2012, l’Assemblea generale ha concesso alla Palestina lo status di Stato osservatore non membro.

Non si sono però sentite molte proteste per questa grave violazione di un accordo firmato dagli Stati Uniti stessi, contraddire le decisioni di Trump è un’attività sempre più a rischio.

Cosa significa lavorare per l’ONU e come ci si deve comportare?

Chi lavora per l’ONU e per le sue agenzie è un International civil servant, vale a dire che è impiegato per servire il mondo nel suo complesso, piuttosto che il proprio stato nazionale. Questi dipendenti sono responsabili dell’attuazione del mandato dell’organizzazione, del rispetto degli standard professionali e godono di privilegi e immunità per garantire la loro indipendenza e imparzialità in un contesto internazionale complesso.

Negli ultimi tempi purtroppo si è assistito da parte della signora Francesca Albanese – che dal 1° maggio 2022 è “Relatore speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati”, mandato rinnovato per altri tre anni nell’aprile 2025 – a comportamenti che hanno violato platealmente i principi elencati nel manuale degli “Standards of Conduct for the International Civil Service”.

Secondo questo manuale “Pur mantenendo inviolabili le loro opinioni personali, i funzionari internazionali non hanno la libertà dei privati ??di schierarsi o di esprimere pubblicamente le proprie convinzioni su questioni controverse […] Ciò può significare che, in determinate situazioni, le opinioni personali dovrebbero essere espresse solo con tatto e discrezione. È importante che mantengano sempre una visione internazionale ampia e una comprensione della comunità internazionale nel suo complesso”. Beh, arringare la folla al concerto a Wembley “Together for Palestine” non sembra proprio un comportamento in linea con questi standards ma piuttosto portare avanti, oramai da anni, un’agenda personale presente e futura. Ci viene da pensare con vicinanza a tutti gli altri italiani che lavorano per l’ONU e che vivranno con imbarazzo i sopraccigli alzati dei colleghi di altre nazionalità per questa italiana che non rispetta le regole e lo spirito dell’organizzazione per cui lavora.

.


Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *