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La “Gazawood” di Massimo D’Alema

Politica italiana

La “Gazawood” di Massimo D’Alema

Durante una recente intervista, Massimo D’Alema si è esibito in una spettacolare rassegna di luoghi comuni stile “Gazawood” sul conflitto nella Striscia. Dall’amico Mustafa Barghuthi, descritto da D’Alema come il leader di un movimento “non violento” alle fake news sui cani addestrati da Israele per azzannare

Iuri Maria Prado12/10/2025Aggiornato 11/10/20251 min lettura183 parole

Durante una recente intervista, Massimo D’Alema si è esibito in una spettacolare rassegna di luoghi comuni stile “Gazawood” sul conflitto nella Striscia. Dall’amico Mustafa Barghuthi, descritto da D’Alema come il leader di un movimento “non violento” alle fake news sui cani addestrati da Israele per azzannare le donne palestinesi, fino a una una personalissima rappresentazione del presunto “genocidio”. Un video appuntito di Iuri Maria Prado sulle divagazioni dell’ex presidente del Consiglio.


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2 pensieri su “La “Gazawood” di Massimo D’Alema

  1. Gustavo Micheletti dice:

    E poi c’è un altro elemento interesssnte in quello che ha detto D’Alema: che Bargouthi poteva mandare, dalle felici carceri israeliane, messaggi whattsapp a D’Alema, sostenitore di flottiglie e manifestazione antiisraeliane, senza che i carcerieri israeliani vi trovassero nulla di strano. Dal che si può evincere che, secondo d’Alema, le carceri israeliane sono le più tolleranti e liberali del mondo.

  2. blogdibarbara dice:

    Dato che, a quanto vedo, lei non ama il turpiloquio, mi limiterò a dire che il signor D’Alema è fallocefalo.
    Quando gestivo HonestReportingItalia gli ho dedicato un comunicato con tutte le sue recenti (all’epoca) citazioni sul tema: di quelle famose cose che voi umani neanche con mezzo etto di acidi.

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