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Camminare col diavolo. Elon Musk e Tesla a Shanghai

Cina

Camminare col diavolo. Elon Musk e Tesla a Shanghai

I legami tra Elon Musk e il governo cinese sono sotto i riflettori del governo statunitense da tempo. A Capitol Hill, i legislatori stanno studiando i suoi legami con la Cina e come Musk bilancia Tesla con gli altri suoi interessi. SpaceX, un'altra società di Musk,

Lenore Beadsman27/03/2024Aggiornato 27/03/20243 min lettura623 parole

I legami tra Elon Musk e il governo cinese sono sotto i riflettori del governo statunitense da tempo. A Capitol Hill, i legislatori stanno studiando i suoi legami con la Cina e come Musk bilancia Tesla con gli altri suoi interessi. SpaceX, un’altra società di Musk, ha contratti redditizi col Pentagono e vanta un controllo quasi totale della rete satellitare mondiale attraverso la sua Starlink. Musk possiede anche la piattaforma di social media Twitter/X, che la Cina utilizza per campagne di disinformazione.
Elon Musk gode di enormi privilegi ottenuti dal governo cinese a fronte della costruzione della sua fabbrica Tesla a Shanghai, nessuna azienda straniera su suolo cinese ha mai avuto l’esenzione dalle compartecipazioni statali obbligatorie di cui ha goduto Tesla Shanghai.
Sotto la sorveglianza del premier Li Qiang, le banche statali hanno offerto a Tesla oltre 11 miliardi di yuan (1,5 miliardi di dollari) in prestiti a basso interesse.
All’inizio di questo mese, il prezzo delle azioni di Tesla è crollato a seguito del ritardo delle vendite in Cina, facendogli perdere il titolo di uomo più ricco del mondo. L’azienda è così radicata in Cina che Musk non può facilmente liberarsi, se mai lo volesse. Le Tesla costano significativamente meno da fare a Shanghai che altrove, un risparmio chiave quando l’azienda è in una guerra dei prezzi con i suoi concorrenti. Inoltre “Elon Musk ha una profonda esposizione finanziaria in Cina, incluso il suo stabilimento a Shanghai”, ha detto il senatore Mark Warner, un democratico che presiede la commissione di intelligence del Senato.
La Cina sta ora producendo auto elettriche economiche ma ben fatte, poiché Xi Jinping mira a trasformare il paese in una “potenza automobilistica”. Le case automobilistiche cinesi come BYD e SAIC stanno aggredendo il mercato in Europa, minacciando case automobilistiche affermate come Volkswagen, Renault e Stellantis. Detroit sta innovando per tenere il passo. “C’è un prima di Tesla e dopo Tesla”, ha detto Michael Dunne, un consulente automobilistico ed ex dirigente della General Motors in Asia, sull’effetto dell’azienda sull’industria cinese.
Non è chiaro se Pechino abbia cercato di esercitare una leva su Musk, ma i leader cinesi hanno leve che potrebbero usare. L’anno scorso, diverse località cinesi hanno vietato le Tesla dalle aree sensibili, spingendo la casa automobilistica a sottolineare che tutti i dati cinesi sono detenuti localmente. A febbraio, dopo che il Dipartimento del Commercio ha annunciato un’indagine sulla conservazione dei dati da parte dei veicoli elettrici cinesi, il Global Times, un giornale del Partito Comunista, ha avvertito che i consumatori cinesi potevano rivalersi contro Tesla. Questo chiarisce bene che di fronte alla possibilità di un’eventuale fuga di dati il governo cinese potrebbe prendere serissimi provvedimenti nei confronti di Tesla, e sappiamo bene che in Cina nazionalizzare è uno dei modi di prendere il controllo di un’azienda straniera, un altro modo potrebbe essere l’uso della nuova Legge sullo Spionaggio e il Segreto di Stato, i dati sono materiale sensibile e in Cina sono considerati un segreto di Stato.
Musk si è schierato con la Cina in diverse controversie internazionali, in particolare ha fatto sua la causa della Cina contro Taiwan, la quale sta ora costruendo un’alternativa a Starlink, in parte a causa delle preoccupazioni sui legami di Musk.
A fronte di questo repentino posizionamento politico le preoccupazioni del governo statunitense sono più che lecite, del resto se davvero Musk si trova invischiato come sembra con il governo cinese è più che certo che dovrà trovare un modo per ripagare i favori ottenuti.
La Cina ha un modo insinuante di irretire gli imprenditori ambiziosi e Musk è stato una preda facile, con la sua mancanza di scrupoli nei confronti delle violazioni dei diritti umani che invece hanno creato grossi grattacapi alle aziende automobilistiche europee.
Per camminare col diavolo bisogna essere immuni alle fiamme dell’inferno. Non tutti lo sono.

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Un pensiero su “Camminare col diavolo. Elon Musk e Tesla a Shanghai

  1. Samuele Marinozzi dice:

    L’assenza di scrupoli è certamente il fattore, chiamiamolo “fattore Z”, che porta ad orbitare intorno al pianeta Cina ma è chiaro che ancora oggi la stessa Cina è alla ricerca di scorciatoie per acquisire know-how tecnologico in settori chiave (disruptive) in grado sia di ridurre il gap tecnologico ma soprattutto di incrementare il proprio vantaggio economico a discapito delle maggiori economie (UE ed USA in primis). D’altro canto è una strada più facile da percorrere rispetto alle massicce iniziative di spionaggio, che sono sempre attive. Il settore automotive (e la sua elettrificazione) è paragonabile alla rapidissima crescita delle capacità industriali del comparto militare, nel produrre velivoli stealth abbattendo i costi di ricerca&sviluppo, grazie anche al relitto del F-117 abbattuto dalla Serbia nel Marzo del 1999…..

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