Russia
Monitoraggio delle sanzioni sul nucleare nordcoreano, la Russia pone il veto
La Russia ha posto il veto al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, impedendo così l'approvazione della risoluzione che consentiva il prolungamento della missione di monitoraggio delle sanzioni nei confronti della Corea del Nord, relativa soprattutto alle armi nucleari, in scadenza il prossimo 30 aprile. Dei 15 membri

La Russia ha posto il veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, impedendo così l’approvazione della risoluzione che consentiva il prolungamento della missione di monitoraggio delle sanzioni nei confronti della Corea del Nord, relativa soprattutto alle armi nucleari, in scadenza il prossimo 30 aprile. Dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza, 13 hanno votato a favore, la Cina si è astenuta e Mosca ha appunto votato contro, parlando di sanzioni “distaccate dalla realtà”.
Mettere fine ad indagini terze ed indipendenti sulle violazioni del regime di Pyongyang, uno dei più violenti e repressivi del mondo, rischia di generare un cono d’ombra sul riarmo avviato da tempo dal dittatore Kim Jong-Un, mettendo così a rischio la stabilità dell’area, a partire dalle relazioni con la confinante Corea del Sud. I contatti tra le due coree sono drasticamente peggiorati dallo scorso anno, con l’interruzione dell’accordo militare stipulato nel 2018, mentre a gennaio il dittatore Kim ha chiesto di inserire in costituzione l’impegno ad occupare tutto il Sud in caso di guerra, definendolo “paese ostile numero uno”.
Si tratta di un ulteriore passo verso il generalizzato riarmo nucleare, che la Russia ha ampiamente favorito, dimostrando come paesi come l’Ucraina, una volta privati della deterrenza nucleare (Kyiv rinunciò a 1.900 testate con il Memorandum di Budapest nel 1994 in cambio di garanzie russe in merito alla propria integrità territoriale) siano in realtà indifese, davanti a paesi aggressori.
Il voto russo, in questo caso, che non comporta la fine delle sanzioni, ma non consente di monitorare la loro effettiva applicazione, è peraltro una evidente contropartita politica per le forniture di armi e proiettili che la Corea del Nord sta garantendo a Mosca per supportare la sua criminale invasione dell’Ucraina.
Mi permetto di dare per scontato che né l’invio di armi alla Russia, né il voto contrario in Consiglio di Sicurezza, che faciliterà il raggiungimento degli obiettivi di Pyongyang sullo sviluppo di armi nucleari, causerà più di qualche sbadiglio ai pacifinti di casa nostra, decisamente troppo impegnati a far sì che senza armi rimanga piuttosto chi difende la propria indipendenza, sovranità e libertà.
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