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Il tradimento dei chierici

Italia

Il tradimento dei chierici

Un certo disincanto della mezz'età mi ha portato a farmi meno domande circa il come si formino talune opinioni presenti e visibili in Italia. Poi però debbo prendere atto che vi sono persone che, occupando posizioni di responsabilità all’interno dei media e delle istituzioni accademiche, esercitano

Filippo Piperno31/03/2024Aggiornato 31/03/20242 min lettura245 parole

Un certo disincanto della mezz’età mi ha portato a farmi meno domande circa il come si formino talune opinioni presenti e visibili in Italia. Poi però debbo prendere atto che vi sono persone che, occupando posizioni di responsabilità all’interno dei media e delle istituzioni accademiche, esercitano il loro ruolo come dei novelli Caligola. La notorietà conferita alla lunghissima lista di personaggi macchiettistici, molti dei quali in tutta evidenza megafoni della propaganda russa, la si deve alla scelta deliberata di invitarli a tamburo battente nei talk show. E non occorre essere Umberto Eco per comprendere quanto la sola presenza in Tv conferisca autorevolezza anche alle opinioni più sgangherate o mendaci. Ma a un propagandista che riesce a farsi invitare in Tv bisogna dire bravo. Il somaro semmai è chi, avendo la responsabilità di un programma d’informazione ovvero una persona che contribuisce in modo decisivo alla formazione delle opinioni delle persone, decide d’invitare quel propagandista. Allo stesso modo, se un collettivo studentesco settario ed intriso d’ideologia riesce a far passare una delibera del senato accademico che impedisce alla propria università di collaborare con le università di un altro paese, il problema non è nel collettivo studentesco. Il grado di inadeguatezza al ruolo che alcuni senati accademici stanno dimostrando in questi giorni ha superato il livello d’allarme e nel caso dell’Università di Trento il senso del ridicolo. Se televisioni ed università utilizzano il proprio ruolo in questo modo, il resto si spiega da sé.

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2 pensieri su “Il tradimento dei chierici

  1. Armega67 dice:

    Non posso che approvare ogni parola, caro Winston.
    Il decadimento del nostro sistema sociale non risparmia neanche l’università. Del resto, se abbiamo dei politici imbelli, perfetto specchio della nostra società, perchè stupirsi se alla dirigenza di un tempo prestigiosi atenei vengano chiamati dei Don Abbondio?
    Che pur di farsi gradire dagli studenti, che ormai hanno superato le legittime pretese e impongono di fatto le decisioni a chi invece dovrebbe farlo per statuto, accettano o si inventano mortificanti “riforme” quali quella di declinare al femminile qualsiasi carica nell’ateneo.
    Un caro abbraccio
    Riccardo

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