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La solita tiritera di chi sta con Israele ma solo se si comporta “bene”

Israele

La solita tiritera di chi sta con Israele ma solo se si comporta “bene”

La discussione sulla legge israeliana sulla pena di morte riaccende un riflesso ricorrente: subordinare la legittimità dello Stato ebraico a criteri morali e democratici. Un’impostazione che, dietro un’apparente difesa, finisce per riprodurre una logica pericolosa. Vale la pena di occuparsi ancora di questa faccenda della legge

Iuri Maria Prado02/04/2026Aggiornato 01/04/20263 min lettura478 parole

La discussione sulla legge israeliana sulla pena di morte riaccende un riflesso ricorrente: subordinare la legittimità dello Stato ebraico a criteri morali e democratici. Un’impostazione che, dietro un’apparente difesa, finisce per riprodurre una logica pericolosa.


Vale la pena di occuparsi ancora di questa faccenda della legge sulla pena di morte in Israele, una legge che peraltro non introduce la pena di morte e semmai ne disciplina l’applicazione in certi casi.

Vale la pena di occuparsene non per ciò che la legge dice e dispone (perché ciascuno, su questo, può avere e manifestare il proprio giudizio, e ogni giudizio è legittimo): vale la pena di occuparsene perché l’approvazione di questa legge è stata l’occasione per l’ennesimo scrutinio morale, civile e politico della presentabilità israeliana.

Un’altra volta abbiamo dovuto ascoltare l’inascoltabile tiritera di quelli che intervengono criticamente nei confronti di Israele perché — signori miei — Israele è una democrazia, anzi Israele è “la democrazia che amiamo”, ed è per questo motivo che battiamo i tacchi dell’“attenti” democratico se Israele si comporta male, se Israele non è “morale”.

E un’altra volta abbiamo dovuto ascoltare il giudizioso discorso secondo cui le ragioni di difesa del popolo ebraico e dello Stato del popolo ebraico risiedono lì, nella democrazia di Israele, nell’assetto democratico di Israele, nella moralità di Israele. Perché gli ebrei e lo Stato degli ebrei non meritano protezione se qualcuno vuole distruggerli in quanto ebrei: meritano protezione se e fin tanto che si dimostrano morali, democratici.

Questi poveretti, che magari si pensano pure amici di Israele, non lo sanno: ma non c’è nulla di più genocidiario, nulla di più sterminazionista, nulla di più antisemita che sostenere che il diritto di esistenza degli ebrei e dello Stato degli ebrei dipende dal loro contegno democratico, dalla loro rettitudine morale.

Lo Stato degli ebrei che loro pensano di difendere è stato costruito esattamente contro quel pregiudizio, contro quella retorica, contro quella “concessione”.



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4 pensieri su “La solita tiritera di chi sta con Israele ma solo se si comporta “bene”

  1. luca dice:

    Copio e incollo da notizie verificate e non commento: “Giovedì 19 febbraio il regime iraniano è stato eletto vicepresidente (Yahya Aref) del Comitato per la Carta dell’Onu, incaricato di “sostenere i principi di pace, diritti umani e diritto internazionale”.

  2. blogdibarbara dice:

    Visto che ormai vi siete dovuti rassegnare al mio autocitazionismo compulsivo, vi ammorberò ancora una volta riportando un passaggio di un mio post, dedicato alla questione.

    Ritengo invece una buona notizia, nonostante la mia assoluta contrarietà alla pena di morte, l’approvazione della legge che la introduce per il terrorismo. Non perché la ritenga una punizione adeguata a tale crimine (per nessun crimine la pena di morte è adeguata), ma perché ogni terrorista vivo in carcere è un potentissimo incentivo a rapire civili innocenti per scambiarli, 10 a 1, 100 a 1, o addirittura 1027 a 1 come nel caso di Gilad Shalit. Terroristi che una volta liberati tornano nell’80% dei casi a fare terrorismo a causa del quale tutti quelli che non vengono uccisi negli scontri a fuoco vanno in carcere fornendo ulteriore potentissimo incentivo a rapire civili innocenti per scambiarli eccetera eccetera ora e sempre nei secoli dei secoli amen. È ora di dire basta, è una questione di pura e semplice sopravvivenza.

    Quanto alla faccenda del “una volta ero amico di Israele (che non di rado diventa facilmente “degli ebrei”) ma adesso hanno davvero esagerato”, purtroppo è storia vecchia, che conosciamo fin troppo bene. Che poi se vai a grattare un po’ quella mano di vernice, ti accorgi che era fuffa anche il preteso amore di prima.

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