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Quel treno arcobaleno che terrorizza i “benpensanti”

Italia

Quel treno arcobaleno che terrorizza i “benpensanti”

Egr. Presidente Antonio Brandi, ho letto con sorpresa le sue dichiarazioni in merito all’iniziativa di Atac e del Comune di Roma di realizzare, in occasione del prossimo Gay Pride, una metro arcobaleno. Leggo che, a suo avviso, la colpa del Sindaco Gualtieri sarebbe quella di utilizzare

Marco Setaccioli16/06/2024Aggiornato 16/06/20242 min lettura336 parole

Egr. Presidente Antonio Brandi,

ho letto con sorpresa le sue dichiarazioni in merito all’iniziativa di Atac e del Comune di Roma di realizzare, in occasione del prossimo Gay Pride, una metro arcobaleno. Leggo che, a suo avviso, la colpa del Sindaco Gualtieri sarebbe quella di utilizzare un bene pubblico per una “martellante propaganda ideologica Lgbtqia+”, come se stessimo parlando di un partito o una setta per la quale si parteggia a spese dei cittadini, anziché di una parte non certo trascurabile di questo paese – nella quale anche io mi riconosco – che, grazie anche all’oscurantismo intransigente di persone come lei, sono ancora costretti a difendere diritti che altrove nessuno sognerebbe mai di mettere in discussione.

Trovo anche paradossale che proprio lei definisca questa iniziativa “degna di un regime totalitario”, quando è noto che i regimi totalitari sono, per definizione, semmai quelli che, proprio come lei auspica, negano libertà e diritti a coloro che in qualunque ambito divergono da una presunta idea di normalità.

Converrà con me che vestire un treno con i colori dell’arcobaleno nulla cambia rispetto alla qualità dei servizi della metropolitana di Roma, da lei invocata per mero qualunquismo. Noto piuttosto come non abbia colto il valore simbolico dell’iniziativa, che colorando un treno tra tanti (sul quale chiunque è, pensi, persino libero di non salire) punta a celebrare la bellezza della diversità.

Merita invece forse qualche riflessione in più il suo cenno alla presunta volontà dell’Amministrazione comunale di Roma di “ingraziarsi la potente lobby”, perché mi permetto di farle notare come in passato connotare un certo gruppo come gruppo di potere o lobby abbia fatto da premessa e giustificato la sua persecuzione.

Si domandi piuttosto perché un treno colorato vi spaventi così tanto e se non sia perché rischia di rivelare quanto poco di “normale” ci sia nelle vostra “normalità”. Perché non c’è nulla di offensivo in questo, nel diritto di ciascuno di seguire la propria natura. Piuttosto lo è la pretesa che lei ha di imporre a tutti la sua.

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Un pensiero su “Quel treno arcobaleno che terrorizza i “benpensanti”

  1. Claudio Gregorio dice:

    Ma per quale motivo questo signore — leggo che è Presidente di Pro Vita e Famiglia — si sente minacciato da una pacifica e festosa celebrazione, appunto, dei “diritti della diversità”, i cui organizzatori e partecipanti non si sono mai sognati di mettere in discussione, tanto meno di ledere i diritti e le liberrtà di altri gruppi sociali incluso quello del quale egli si erge a rappresentante e difensore?

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