Conflitto russo-ucraino
Il vero costo degli aiuti militari all’Ucraina è una faccenda complicata. Spieghiamo il perché
Bottom line up front (BLUF): Usare solo il dato numerico relativo al valore degli aiuti militari può essere fuorviante se si vuole capire quanto i vari paesi si stiano impegnando per sostenere l’Ucraina. Vanno comprese le categorie di attività che compongono un’operazione militare le c.d. Combat

Bottom line up front (BLUF): Usare solo il dato numerico relativo al valore degli aiuti militari può essere fuorviante se si vuole capire quanto i vari paesi si stiano impegnando per sostenere l’Ucraina. Vanno comprese le categorie di attività che compongono un’operazione militare le c.d. Combat Function. Valutare gli impatti che gli aiuti hanno su di esse è utile per capire chi davvero fa valere il suo peso industriale nella guerra, chi da tutto quello che può e chi dichiara molto, ma fa relativamente poco rispetto alle sue capacità.
Valutare l’entità degli aiuti militari verso un paese è materia complicata. Prima di tutto va evidenziato che il valore economico dei materiali è un indicatore simile al PIL, cioè impreciso e non aderente alla realtà, se ci aspettiamo che un indice numerico possa spiegare tutta la complessità del tema.
Diciamo, per capirci, che un esercito funziona come un’orchestra: esistono varie capacità militari (strumenti) che devono suonare all’unisono affinché la sinfonia possa essere eseguita e quindi le battaglie possano essere vinte. Per questo la gran cassa non è meno o più importante di un flauto o di un violino, anche se per chi ascolta questi strumenti hanno un impatto differente. Uno dei modi per categorizzare le capacità militari è la definizione delle Combat Function (CF), esse sono delle attività militari che servono per portare avanti i combattimenti e permettere lo sfruttamento delle occasioni favorevoli che via, via si presentano. Generalmente esse vengono identificate come:
- Comando e Controllo che significa radio e sistemi informatizzati per gestire le unità sul campo di battaglia, cioè la capacità di dare e ricevere ordini e informazioni;
- Intelligence che significa soprattutto ricognizione e sorveglianza per identificare con precisione dov’è il nemico, che tipo di forze ha e cosa sta facendo. Queste attività a livello tattico e operativo difficilmente si fanno con i satelliti, ai quali vengono preferiti aerei, droni, unità da ricognizione, sistemi per la guerra elettronica e forze speciali per via della loro maggiore reattività;
- Manovra che significa la capacità di sviluppare attività tattiche complesse, manovrare con i veicoli e con il fuoco diretto (cioè chi spara vede il nemico, mentre nel fuoco indiretto chi spara non vede il nemico e per questo ci vuole un altro elemento dell’organizzazione che osservi) per annullare i vantaggi che il nemico ha controllando certi c.d. terreni chiave;
- Fuoco che significa principalmente il fuoco indiretto di supporto sulle lunghe distanze terrestre o aereo (obici, bombardieri tattici elicotteri d’attacco, ecc.);
- Information Operation INFOOPS cioè tutto ciò che afferisce il dominio delle informazioni e dell’influenza che si può sviluppare sulla mente dei comandati nemici, qui dentro rientrano le operazioni psicologiche, la propaganda, la contro-propaganda, i piani d’inganno, la gestione del consenso delle opinioni pubbliche in patria e all’estero circa una specifica operazione militare (non il consenso generale relativo ad un governo);
- Cooperazione Civile Militare che significa la relazione con la popolazione locale, nel caso ucraino questo include la gestione degli attacchi russi contro le infrastrutture civili, i flussi di sfollati e profughi e i problemi legati al reclutamento;
- Sostegno che significa essenzialmente logistica, probabilmente la funzione principale e ineliminabile insieme a fuoco e manovra;
- Force Protection che significa protezione delle proprie forze, in questo rientrano l’approntamento delle fortificazioni, la difesa antiaerea, i campi minati, ecc..
Fatta questa premessa entriamo nell’argomento. Quanto vale un sistema d’arma? La risposta è dipende. I fattori che contribuiscono al suo valore economico, secondo me, sono essenzialmente:
– luogo di produzione
– diffusione di quel sistema nel mondo
– interoperabilità con altri sistemi
– valore di mercato.
LUOGO. Se un carro armato che cedo all’ucraina l’ho comprato a mia volta da un altro paese allora il suo valore sarà simile al valore di mercato perché, lo Stato cedente, avrà avuto un esborso misurabile nel pagarlo allo Stato produttore, ma se lo stesso veicoli viene prodotto in casa il valore reale sarà completamente diverso, perché il costo di produzione è diverso dal valore di mercato. Quest’ultimo aspetto inoltre è molto variabile a seconda del paese produttore, cioè se lo Stato in questione è un’economia liberale oppure no, se l’azienda produttrice è dello Stato oppure no, quant’è il costo del lavoro in quel paese, ecc..
DIFFUSIONE. Un sistema poco diffuso, una produzione nazionale che non è stata venduta all’estero, ha un valore quasi teorico, poiché non ci sono state contrattazioni sul mercato, il prezzo è spesso attribuito “arbitrariamente” dall’azienda produttrice o peggio direttamente dallo Stato. Non essendoci di fatto un libero mercato di quel bene. L’esempio è il sistema Archer svedese, ottimo pezzo di artiglieria, costruito dalla BAE system ma fino alla guerra in servizio solo presso l’esercito svedese. Nel 2023 la Gran Bretagna ne ha comprati 14 per cederli più tardi all’Ucraina, azione che ha un beneficio per il paese poiché la BAE è una multinazionale britannica. Per adesso quindi l’Archer ha un valore di mercato X, ma quando i primi sistemi entrarono in servizio in Svezia il costo era diverso, considerando anche le spese di sviluppo e il fatto che non si erano realizzate economie di scala producendo più pezzi per venderli all’estero. È possibile che, viste le sue performance in guerra, alcuni paesi si interessino all’acquisto del sistema, quindi il suo valore di mercato potrebbe variare se saranno stipulati nuovi contratti. In questo senso cedere un sistema poco diffuso può essere un investimento per lo Stato cedente. La diffusione nel mondo ha anche impatti sulla catena logistica (CF sostegno), per via della disponibilità delle parti di ricambio, che farà oscillare i costi per mantenere operativo quel sistema.
INTEROPERABILITA’. Mi riferisco in particolar modo ai sistemi d’arma complessi come artiglierie, sistemi di difesa aerea o velivoli. In questi casi oltre al “pezzo di ferro” in se, servono munizioni di un certo tipo (calibro e tipo di guida) e strumenti per scambiare i dati da un sistema a un altro, particolarmente importante quando chi spara non vede il nemico. Puoi avere mille obici, ma se i tuoi osservatori non hanno le radio adatte, per comunicare dove si trova il nemico allora quelle artiglierie saranno inutili. Nelle fasi iniziali della guerra la cessione dei vecchi carri armati polacchi, dei MIG 29 e delle artiglierie sovietiche ancora in possesso dei paesi dell’Europa orientale, aveva un’importanza capitale, perché erano le uniche cose immediatamente integrabili dall’esercito ucraino. Avevano gli stessi calibri, le stesse radio, gli stessi standard che i soldati ucraini conoscevano. Potevano essere considerati ferri vecchi, che avevano mercato solo in africa e nel sudest asiatico forse, ma improvvisamente acquistarono un valore elevato tanto che paesi come Slovacchia e Polonia hanno ceduto quei sistemi ricevendo la promessa di avere in cambio sistemi occidentali molto più moderni con un valore di mercato molto più alto.
VALORE. Alla fine c’è il valore di mercato propriamente detto che è sempre medio perché assume che quel particolare veicolo, velivolo o equipaggiamento sia stato prodotto per l’occasione, ma raramente è così, per cui ad esempio un aereo con una cellula costruita 30 anni fa, ma sistemi aggiornati e, lo stesso tipo di aereo, appena uscito dalla fabbrica potrebbero avere lo stesso valore di mercato. Per dare solo un’idea della complessità del meccanismo si pensi al c.d. Presidential Drawdown Authority che è un potere nelle mani del Presidente degli Stati Uniti d’America che in sostanza può variare il prezzo di alcuni materiali militari presenti negli stock. In pratica viene ricalcolato il valore di un veicolo corazzato, così se il senato ha stanziato tot miliardi di dollari in aiuti militari invece di 10 veicoli ne potranno essere ceduti 15 o 20 da trarsi tra quelli presenti nei depositi della riserva (https://www.state.gov/use-of-presidential-drawdown-authority-for-military-assistance-for-ukraine/).
Ok ma l’Italia quanto ha contribuito? Nel dettaglio non lo sapremo mai, perché i dati non sono pubblici, quindi occorre cautela e si possono fare solo delle deduzioni. Possiamo mettere in fila alcuni fatti: abbiamo ceduto artiglierie da 155 mm (FH 70) con relativi pezzi di ricambio e munizioni, abbiamo ceduto moderni sistemi di difesa antiaerei con relativi missili e addestramento all’impiego, abbiamo ceduto veicoli Lince e probabilmente abbiamo ceduto storm shadow come riportato qui:
https://english.almayadeen.net/news/politics/italy-mulls-symbolic-storm-shadow-missiles-package-to-ukrain e come detto dal ministro della difesa Britannico ad aprile 2024 (https://www.defensenews.com/global/europe/2024/04/29/italy-has-given-ukraine-long-range-missiles-says-uk-defense-minister/). Esistono anche altre forniture che non analizzo perché considero minori.
I Lince hanno un valore di mercato alto perché sono veicoli di recente costruzione, esportati in vari paesi (tra cui la Russia) e con un buon riscontro dagli impieghi operativi. Il loro valore su questo campo di battaglia è però molto più basso, il Lince fu progettato per un impiego in scenario da Counter Insurgency (COIN). Questi veicoli non trasportano una squadra di fanteria (ha solo 4 posti oltre al pilota), quindi contribuiscono poco alla CF Manovra perché gli ucraini di mezzi similari con una protezione paragonabile ne hanno già tanti, anzi il Lince essendo molto diverso crea dei problemi logistici, con possibile impatto negativo sulla CF sostegno. L’unico vantaggio è che avendoli anche i russi, i mezzi eventualmente catturati possono tornare utili in qualche modo. Per tanto valuto come basso il nostro contributo alla CF manovra. Gli FH 70 per noi erano fondi di deposito, però hanno un vantaggio enorme: sono tanti, sono diffusi in più paesi (GB, Germania, Giappone che ne ha prodotti quasi 500, Estonia, Paesi bassi, ecc.) e possono sparare tutti i tipi di munizioni NATO e US. Visto che noi li abbiamo ceduti già nel 2022 è ragionevole pensare che il grosso delle munizioni fornite da GB e US siano state sparate proprio da questi obici che forse avranno anche cambiato canna più volte. L’Ucraina dispone ormai di artiglierie da 155 molto più performanti e moderne come il citato Archer, il PZH o il Cesar, però i loro numeri sono contenuti. L’ FH 70 può essere impiegato sul fronte estensivamente, perché non mancheranno le parti di ricambio, facilmente reperibili tra i paesi occidentali. Quindi l’FH 70 non è un ferro vecchio relativamente al fronte ucraino, è abbastanza affidabile perché molto rustico e ha un buon impatto sulle CF Fuoco e Sostegno. Valuto quindi il nostro contributo come alto, pure se il valore di mercato di questi obici è basso. Per i sistemi antiaerei noi abbiamo ceduto il SAMP-T (su cui non mi dilungo, perché è attualmente il sistema antiaereo più avanzato in campo occidentale), gli Stinger (sistema spalleggiabile utilissimo per contrastare gli elicotteri russi) e lo Skyguard Aspide o SPADA (https://kyivindependent.com/italy-to-send-ukraine-two-other-air-defense-systems-in-addition-to-mamba/). Lo Skyguard è un vecchio sistema per questo è stato considerato da alcuni quasi inutile, non è così. Tale sistema è in uso in varie parti del mondo, esso è inoltre interoperabile con sistemi antiaerei molto diversi. Esiste un radar, il Giraffe, prodotto dalla svedese Ericsson (ora SAAB), che può funzionare sia come posto comando che come radar di sorveglianza, esso può essere asservito sia a sistemi occidentali che a sistemi ex sovietici. È usato infatti dalla Grecia (che ha anche sistemi russi come gli SA-15 e gli S300) e la Serbia lo produce su licenza (la Serbia ha solo sistemi antiaerei russi). Questo significa che le batterie SPADA potrebbero essere la base per il necessario scambio dati della difesa antiaerea. I sistemi Giraffe e SPADA potrebbero essere in grado di passare le tracce radar dai sistemi sovietici ai missili occidentali più moderni, facendo un lavoro vitale per gli ucraini che hanno decine di sistemi diversi che devono essere coordinati, questa è però una mia speculazione. Di certo sappiamo che i missili e le parti di ricambio per questo sistema non mancano. Per questo l’impatto sulle CF Force Protection, Comando e Controllo e Sostegno è valutato come alto.
Infine le Storm Shadow. Qui siamo nel campo delle ipotesi perché non abbiamo conferme ufficiali. Una serie di indizi però mi fanno pensare che se anche avessimo ceduto pochi missili il nostro apporto potrebbe essere importante. Lo Storm Shadow è un missile da crociera di produzione franco-britannica, l’Aeronautica Militare italiana ne ha ordinati 200 nel 1999. Da quel momento noi li abbiamo usati principalmente nell’Operazione Unifed Protector (OUP) in Libia. la Francia ha una sua versione del missile che chiama SCALP che può essere lanciata sia dalle navi che da aerei tipo Mirage. Noi, come i britannici, li lanciamo dai Tornado. I tedeschi lanciano dai TORNADO i Taurus, un altro tipo di missile simile, che però il governo tedesco si è rifiutato di cedere all’Ucraina. Ora per lanciare le Storm Shadow dai SU 24 ucraini sono state impiegate parti di vecchi Tornado britannici (https://ukdefencejournal.org.uk/retired-tornado-parts-used-to-launch-ukrainian-storm-shadows/). L’unico altro paese al mondo che avrebbe quelle parti e il know how per installarli siamo noi. Il fatto che abbiamo un membro permanente al Security Assistance Group Ukraine (SAG – U, le cui funzioni saranno presto assorbite dalla NATO), fatto di cui giustamente si vanta anche il Ministero degli Esteri (https://www.esteri.it/en/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo/aree_geografiche/europa/litalia-a-sostegno-dellucraina/), fa pensare che abbiamo un ruolo abbastanza importante a livello di supporto logistico. Notare che il SAG-U si occupa proprio di integrare gli aiuti e di far funzionare l’orchestra (https://defensescoop.com/2024/01/23/ukraine-capability-coalitions-udcg/ ). Ove queste mie speculazioni venissero accettate credo si possa valutare come alto il nostro contributo alle CF Sostegno e Fuoco.
Visto tutto questo, credo si possa affermare che qualsiasi sia il valore monetario dei nostri aiuti militari, il contributo italiano alla guerra in Ucraina è commisurato alle capacità militari del nostro paese, bilanciato rispetto alle esigenze e ai punti di forza della nostro sistema industriale della Difesa e superiore a quello di altri paesi. Siamo sicuramente dietro Gran Bretagna e Stati Uniti, ma almeno allo stesso livello di Germania e Francia. Mi si consenta un’ultima nota sulla Francia: durante gli ultimi sei mesi tutti hanno parlato del possibile impiego di soldati francesi in Ucraina, mossa teoricamente importantissima, ma che non si è materializzata. Nessun soldato Francese è andato in Ucraina, però l’impatto sulla CF INFOOPS è stato importante, i russi ne sono stati così colpiti da promuovere azioni nella stessa sfera su suolo francese
(https://www.bbc.com/news/articles/cldd7n97dvro). Dal punto di vista delle altre CF cosa ha fatto la Francia? Secondo me relativamente poco, se pensiamo che il più grande produttore di polveri ed esplosivi in Europa è la francese EURENCO. Infatti è dell’aprile 2024 la notizia che il Presidente Macron ha visitato la sede di questa fabbrica in occasione di uno stanziamento importante di fondi da parte dell’Unione Europea (https://www.reuters.com/investigates/special-report/ukraine-crisis-artillery/). I vertici della società, in quell’occasione, hanno fatto sapere che raddoppieranno la produzione entro i prossimi due anni, cioè nel 2026. Siccome l’Ucraina è stata invasa all’inizio del 2022, io mi domando: “ma sono del mestiere questi”? Perché si è parlato di fantasiosi dispiegamenti di soldati, anziché avviare questa produzione con anticipo? Il Presidente avrebbe potuto anticipare dei fondi consentendo alla fabbrica di far arrivare in Ucraina più granate. Se volete approfondire vi consiglio un ottimo video su you tube che spiega ben i termini della questione
(https://www.youtube.com/watch?v=y-3cIs2luyQ).
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Ottimo articolo, chiarisce inequivocabilmente la complessità del supporto militare che, nel caso in questione, è gravato oltremodo dalla prontezza di poter inviare ciò che occorre in maniera organica e coerente con il suo affettivo utilizzo.