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#Recensioni: “Viaggiatori straordinari” di Marco Valle

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#Recensioni: “Viaggiatori straordinari” di Marco Valle

"Viaggiatori straordinari" di Marco Valle, 320 pagg., Collana I Colibrì di Neri Pozza, 2024 € 20,00 ISBN: 9788854528048 di Luca Bugada L’ultimo saggio storico del giornalista Marco Valle, firma del quotidiano "Il Giornale", intitolato Viaggiatori straordinari. Storie, avventure e follie degli esploratori italiani (edito da Neri

InOltre21/08/2024Aggiornato 21/08/20243 min lettura581 parole

“Viaggiatori straordinari” di Marco Valle, 320 pagg., Collana I Colibrì di Neri Pozza, 2024

€ 20,00 ISBN: 9788854528048

di Luca Bugada

L’ultimo saggio storico del giornalista Marco Valle, firma del quotidiano “Il Giornale”, intitolato Viaggiatori straordinari. Storie, avventure e follie degli esploratori italiani (edito da Neri Pozza), accompagna il lettore lungo vicende e narrazioni di uomini che votarono le proprie esistenze all’avventura, alla scoperta, alla conoscenza di luoghi impervi e misteriosi. Uno scritto documentato e avvincente, riguardante un arco temporale che muove dal Settecento europeo, secolo dinamico alle porte della Modernità, fino al nuovo millennio, proiettato verso, e oltre, i confini dell’umano intelligibile. Un racconto di racconti, un’umanità descritta con potenza e fascinazione, attraverso deserti inesplorati, inerpicandosi su montagne dalle vette apparentemente inespugnabili, facendosi strada e largo nel cuore selvaggio di giungle e foreste, incamminandosi lungo sentieri di ghiaccio perenni, oltre l’orizzonte del sogno e del desiderio.

Uomini straordinari per coraggio e passione, pronti a rischiare ricchezze, affetti e reputazione, “tra i personaggi più eccentrici, più intraprendenti, più curiosi, ma anche più folli” che “osarono inoltrarsi lungo sentieri perigliosi, in lande sconosciute sfidando pericoli e guai d’ogni sorta”. La fatica letteraria di Valle esibisce un merito, che è anche un intento metodologico, degno di nota, cioè quello di proporre una lettura e una comprensione del lascito e della natura della figura dell’esploratore, superando stereotipi e banalizzazioni, troppo spesso consacrate e ripetute acriticamente dalla vulgata storiografica recente e passata: “Nella realtà l’esploratore è stato un personaggio ben più complesso, espressione contraddittoria di un’epoca e di una cultura. Come ricordano i tanti critici del colonialismo, aveva una precisa funzione sociale e politica: informare su luoghi arcani e inaccessibili, cercare risorse, ricchezze, mercati, rappresentare e ribadire la primazia dell’Occidente. Tutto vero o quasi. Al tempo stesso, scorrendo i loro diari di viaggio, scopriamo uomini inquieti, perennemente a disagio, se non in totale rottura, con la società da cui provenivano. Autentici cuori ribelli, insofferenti delle convenzioni e irriducibili sognatori, nelle “terre incognite” gli esploratori cercavano non solo fama o ricchezze ma, innanzitutto, la possibilità di dare un senso eroico alla propria vita”.

Nelle pagine del saggio, l’autore allestisce una sorta di mostra narrativa, “una galleria di esistenze estreme in cui ritroviamo un pezzo di memoria italiana”, recuperando, dando loro voce e ascolto, esperienze dimenticate e rimosse, rivivendo “una piccola, grande epopea scritta e vissuta da scienziati visionari, da coraggiosi missionari, da pionieri scalcagnati, da squattrinati esuli, da strampalati “insabbiati” su spiagge lontane”, “tutti spiriti irrequieti, personaggi irregolari, fascinosi, valorosi e tragici”.

Una comunità dapprima italica, successivamente italiana, che ha contribuito alla diffusione del genio nostrano nel Globo, evidenziando, sin dai primi passi, tratti caratteristici e distintivi, “abbandona[ndo] l’iniziale sguardo illuminista, positivista ed eurocentrico per vivere appieno e a lungo la realtà dei luoghi, acquisendo una nuova e diversa coscienza del mondo, delle sue genti e della Natura”, esibendo “un atteggiamento e una visione assai differente dai metodi dei loro colleghi inglesi o francesi e diametralmente opposta ai calcoli di saccheggio dei “geografi da poltrona” che affollavano l’Italia e l’Europa”.

Marco Valle si è messo, quindi, sulle tracce di una comunità avventurosa, sepolta e sedimentata nelle zone più variegate dei cinque continenti, suggerendo come la formazione dell’autentico spirito italiano sia nato, si sia costruito e delineato, anche grazie al sacrificio di queste nobili e leggendarie figure, “capitani coraggiosi” protagonisti di una saga ancora oggi ininterrotta e tutta da scrivere, nonché da decifrare e da consegnare alle future generazioni.

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