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La Scossa. Il flop annunciato dell’auto elettrica

Energia, ambiente e sostenibilità

La Scossa. Il flop annunciato dell’auto elettrica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Stefano Piperno Leggendo l'interessante pezzo di Simone Paoli pubblicato nei giorni scorsi su InOltre, vorrei condividere qualche riflessione che riguarda in particolare il flop dell'auto elettrica. Il disastro della transizione all’auto elettrica ha un padre e tre figli.Tutto è iniziato quando

InOltre29/09/2024Aggiornato 28/09/20242 min lettura291 parole

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di Stefano Piperno

Leggendo l’interessante pezzo di Simone Paoli pubblicato nei giorni scorsi su InOltre, vorrei condividere qualche riflessione che riguarda in particolare il flop dell’auto elettrica.

Il disastro della transizione all’auto elettrica ha un padre e tre figli.
Tutto è iniziato quando il pazzoide e visionario Elon Musk (si sta dimostrando un tipo pericoloso) ha messo in strada la Tesla, prima BEV realmente funzionante: il padre è lui.
Nella figura del figlio maggiore, gli ideologizzati del green nel parlamento europeo e nella commissione, a seguire i top manager dell’industria dell’auto e in fine i governi dei singoli stati europei.
È bene chiarire che l’auto elettrica è certamente un progresso tecnologico rilevante, che farà parte del nostro futuro, ma non sarà la sola soluzione se un ravvedimento porterà alla cosiddetta neutralità tecnologica, consentendo ad altre fonti energetiche non inquinanti di alimentare i motori.
I politici, hanno imposto il drastico cambiamento aggiungendo un time-limit assolutamente velleitario e promettendo incentivi che, come si è visto, gli Stati non sono in grado di erogare nei volumi necessari.
Questo modo di procedere ha determinato una scelta contro il mercato che semplicemente l’ha con tutta evidenza rifiutata.
I top manager (interessati a massimizzare i profitti degli azionisti e ai propri emolumenti) hanno intravisto la possibilità di imporre la sostituzione del parco circolante con le auto elettriche, varando investimenti abnormi che ora rischiano di far fallire le industrie europee e americane.
Quanto ai governi dei singoli stati, abbiamo visto il braccino corto nell’erogare incentivi e attrezzare punti di ricarica.
Ora dovranno spendere molto di più per sostenere l’occupazione del settore a gravissimo rischio.
In futuro, come sempre, una soluzione si troverà ma è il presente che fa tremare le vene dei polsi.

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Un pensiero su “La Scossa. Il flop annunciato dell’auto elettrica

  1. Samuele Marinozzi dice:

    In tempi non sospetti, un signore che qualcosa ne capiva di automotive (il defunto Sergio Marchionne) affermò (sintetizzo): lassate perde!!! L’elettrico va bene solo se: si puntella la tecnologia endotermica (per evitare tracolli nell’industria) si garantisce un grow-up sostenibile della nuova tecnologia, si favorisce una riconversione dell’industria basata su combustibili fossili. Tradotto: l’elettrico è si il futuro, ma questo futuro deve essere governato e guidato con oculatezza e visione industriale. Tutti invece si sono dimostrati degli idioti (industriali, manager, politici) cedendo alle lusinghe di sirene dei sempre presenti facili/rapidi/enormi guadagni e mettendo il competitor più pericoloso (la Cina) in posizione di vantaggio strategico. Pertanto ciò che poteva essere opportunità da cogliere è diventata una tragedia, per le industrie e per i lavoratori. L’unico aspetto positivo è che la stragrande maggioranza degli automobilisti non ha creduto alle frottole. Di positivo c’è anche la ripresa del mercato dell’usato: 4 anni fa la mia Musa con 200k-Km valeva < 1.000,00 € mentre ora con 300k-Km mi sono stati offerti 4.000,00€. VIVA L'ELETTRICO

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