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Un contributo alla verità sui giornali e Israele

Antisemitismo

Un contributo alla verità sui giornali e Israele

Iscriviti a nostri canali e alla nostra newsletter Pubblichiamo la lettera scritta da Angelica Albi al direttore de L'Unità Piero Sansonetti Caro Sansonetti, Non l'ho accusata di antisemitismo. Ho scritto che considero il suo articolo antisemita. Se non può attingere alle sue cognizioni per apprezzare la

InOltre08/10/2024Aggiornato 08/10/20243 min lettura579 parole

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Pubblichiamo la lettera scritta da Angelica Albi al direttore de L’Unità Piero Sansonetti

Caro Sansonetti,

Non l’ho accusata di antisemitismo.

Ho scritto che considero il suo articolo antisemita. Se non può attingere alle sue cognizioni per apprezzare la differenza, può chiedere luce ai suoi avvocati.

Se poi le interessasse (lo escludo) potrei spiegarle perché considero il suo articolo antisemita. Lo faccio, più che per lei, per gli utenti che mi seguono (più numerosi dei suoi lettori).

Considero il suo articolo antisemita perché insinua, anzi dichiara proprio, che Israele ha reagito al pogrom del 7 ottobre superando in atrocità il terrorismo palestinese. Lei scrive che l’azione dei miliziani e dei civili palestinesi che hanno compiuto il massacro (ma lei non scrive che erano anche i civili palestinesi a compiere quel massacro; lei ha sempre censurato questa verità) è stata “Superata, per crudeltà e oscenità, solo dalla reazione di Netanyahu”. Questa evidente menzogna (i soldati israeliani non hanno preso di mira deliberatamente i civili, non sono entrati nelle case sparando in faccia ai genitori davanti ai loro bambini, per poi uccidere anche questi, non hanno spaccato le gambe delle ragazze per sistemarle sui vani dei pick up, non hanno sparato nella bocca delle donne stuprate, non hanno infierito sui cadaveri mutilandoli e ricoprendoli di escrementi, non hanno rapito centinaia di inermi per poi torturarli, violentarli e assassinarli), questa evidente menzogna, dicevo, se non ha l’intenzione ha l’effetto di imputare ai soldati dello Stato Ebraico una responsabilità inesistente. Un’intenzione che traspare ulteriormente, o almeno un effetto che si riproduce, quando lei aggiunge che il popolo palestinese sarebbe “oppresso e sterminato da due terrorismi uguali e contrari” (cioè il proprio e quello degli israeliani) e che “in quelle terre è in corso una azione molto vicina al genocidio” (qui lei è più temperato di certi suoi collaboratori che, invece, parlano di genocidio ogni giorno, con la guarnizione di dati improbabili e notizie false che più volte le ho rinfacciato e su cui lei non ha mai saputo. perché non può – rispondere).

Lei non può ignorare che sulla base di quelle menzogne e di quelle improbabili equiparazioni è montata la più vasta e violenta fiammata antisemita da decenni a questa parte, con azioni persecutorie che hanno raggiunto ovunque gli ebrei in quanto ebrei. Ebrei molestati, discriminati, aggrediti in quanto ebrei esattamente nel risuono della campagna menzognera sul “genocidio” e sul preteso identico, anzi più crudele e osceno, terrorismo di cui si sarebbe reso responsabile Israele.

Non importa nulla che lei personalmente non giustifichi in ragione di quelle menzogne – che lei reitera – le bastonate a un rabbino di Genova o le stelle gialle sulle case degli ebrei della sua Roma o le mani rosse sul Memoriale di Parigi o la devastazione di una sinagoga di Seattle. Importa che quelle violenze siano compiute, e giustificate, in ragione di quelle menzogne: che lei reitera.

Questi nel poco spazio qui consentito sono i motivi per cui giudico il suo articolo (lei non so: sono fatti suoi) antisemita. Confido che abbia la forza di capirlo perché altrimenti dovrei considerarla responsabile di un’altra specie di negazionismo.

Cordialità. Angelica Albi


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Un pensiero su “Un contributo alla verità sui giornali e Israele

  1. Samuele Marinozzi dice:

    Carissima Sig.ra Albi, nel mio piccolo voglio farle sapere che apprezzo pienamente le sue parole e appoggio la sua, come quella di molti altri giornalisti e pensatori, posizione di contrasto alle falangi nostrane che si alimentano di antisemitismo con la negazione della verità.

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