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Sono invece proprio le identificazioni a ledere il principio della libertà 

Italia

Sono invece proprio le identificazioni a ledere il principio della libertà 

Esiste sempre un momento in cui occorre riflettere sulle attuali normative e comprendere se non vadano modificate, soprattutto quando il diritto delle forze di polizia (e dunque dello stato) diviene abuso politico.

Alessandra Libutti19/02/2024Aggiornato 19/02/20242 min lettura286 parole

In uno stato di diritto le identificazioni dovrebbero essere l’eccezione, non la norma; inoltre, si presuppone che la libertà delle forze dell’ordine nel richiedere documenti d’identità dovrebbe essere motivata per ragioni di sicurezza pubblica. 

Precisato questo, appare evidente che quando il ministro Piantedosi dice “L’identificazione delle persone è una operazione che si fa normalmente nei dispositivi di sicurezza per il controllo del territorio” siamo davanti a due ipotesi: o si tratta di una prassi che fino ad oggi non ha mai generato inquietudine perché non politicamente abusata; oppure si tratta di un tentativo di normalizzazione di una libertà delle forze dell’ordine a discapito della libertà del cittadino, il quale, scopriamo ieri a Milano, può essere identificato per la sola colpa di avere deposto un mazzo di fiori in memoria di Navalny (neanche fossimo a Mosca).

Sul fatto che, sempre secondo il ministro Piantedosi, “le identificazioni non ledono la libertà” ci sarebbe da discutere. Non per nulla, nel Regno Unito (ma non solo) la libertà delle forze di polizia di identificare i cittadini senza giusta causa sarebbe considerata una delle maggiori violazioni del diritto del cittadino e l’anticamera di uno stato di polizia. Le forze dell’ordine sono pertanto estremamente limitate nel potere d’identificare i cittadini, mentre questi non hanno alcun obbligo a fornire generalità a meno che non esistano gli estremi per uno stato di fermo.

Esiste sempre un momento in cui occorre riflettere sulle attuali normative e comprendere se non vadano modificate, soprattutto quando il diritto delle forze di polizia (e dunque dello stato) diviene abuso politico.

L’assenza di una tutela dei cittadini italiani rispetto a quella dei britannici mostra i limiti dello stato di diritto del nostro paese. 

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Un pensiero su “Sono invece proprio le identificazioni a ledere il principio della libertà 

  1. Samuele Marinozzi dice:

    Io che sono il “signor nessuno” vedo in questi odiosi comportamenti l’anticamera dello <> che mira a far insorgere, nei cittadini, il timore reverenziale verso gli uomini in divisa come accadeva in Europa durante il “secolo breve” (il secolo della tirannide). Credo anche che non sia compreso (da ministri, questori, prefetti, ect..) quanto sottile sia il confine tra <> e <>, almeno nella percezione del cittadino comune. Piuttosto viene da chiedersi da dove è partita tale iniziativa!!

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