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Essere strumentalizzati dall’odiatore social? No grazie

Donne migranti in fila davanti a un centro servizi in città, viste attraverso una rete di cantiere; sullo sfondo edifici popolari.

Italia

Essere strumentalizzati dall’odiatore social? No grazie

È curioso osservare come i tweet sul tema dell'immigrazione diventino subito virali. Resta difficile capire se sia merito dell’algoritmo di Twitter, che potrebbe favorirli, se dipenda da un’utenza prevalentemente di destra o se il tema rispecchi semplicemente una preoccupazione diffusa e quotidiana. Quando esprimo disappunto per

Donne migranti in fila davanti a un centro servizi in città, viste attraverso una rete di cantiere; sullo sfondo edifici popolari.
Alessandra Libutti03/01/2025Aggiornato 16/05/20253 min lettura592 parole

È curioso osservare come i tweet sul tema dell’immigrazione diventino subito virali. Resta difficile capire se sia merito dell’algoritmo di Twitter, che potrebbe favorirli, se dipenda da un’utenza prevalentemente di destra o se il tema rispecchi semplicemente una preoccupazione diffusa e quotidiana.

Quando esprimo disappunto per gruppi magrebini che, appollaiati su monumenti, urlano disprezzo verso un Paese di cui comunque beneficiano, mi ritrovo però immersa in un mare di estremisti di destra. Una “feccia” che considero altrettanto inaccettabile. Commenti che incitano allo sterminio o che ripropongono la solita retorica del “ributtiamoli in mare” mi sembrano speculari a chi grida “Allah Akbar” con fanatismo: due facce della stessa medaglia di superficialità e intolleranza, divise solo dal contesto culturale.

Troppo spesso, su Twitter e non solo, ci si imbatte in persone che si ergono su piedistalli morali, pronte a giudicare sulla base di una bandiera UE nel profilo, delle collaborazioni giornalistiche o di una semplice bio. Chiunque non appartenga alla loro fazione diventa automaticamente un nemico, un bersaglio dell’odio ideologico. Questi “odiatori seriali” si trovano tanto nell’estrema destra quanto nell’estrema sinistra, pronti ad attaccarti in base al contenuto di un singolo post.

E guai poi a dirlo: a sinistra si sentiranno offesi dall’essere minimamente accomunati ai fascisti, a destra ti sciorneranno che no, i più grandi mali dell’umanità l’hanno fatta i comunisti e via così, peggio che essere allo stadio, o peggio ancora, nel cortile di una scuola, nella gara a chi ce l’ha più lungo.

L’ignoranza, il pregiudizio e l’incapacità di articolare (o persino leggere) un ragionamento minimamente complesso sono problemi evidenti non solo sui social, ma nella società in generale. Un problema alimentato dal bassissimo livello dei media italiani, largamente faziosi, e dominati tanto da incompetenti, quanto da logiche populiste, spesso consapevolmente distributori di false informazioni o manipolatori della notizia.

Ecco, allora che parlare dei problemi legati all’immigrazione e dall’assenza di integrazione di molte comunità musulmane, e dei rischi che la tolleranza cieca comporti, soprattutto per le donne, diventa un gioco di equilibrismi. Se lo fai, da sinistra vieni tacciato da xenofobo razzista, mentre da destra vieni issato a bandiera del proclama da sterminio. Va da sé che con questi atteggiamenti: quello della tolleranza suicida verso l’intolleranza e quello della difesa della razza pura, nulla cambia.

I problemi non si risolvono mai con l’estremismo o la retorica. Questi strumenti servono solo a gratificare chi li utilizza, facendoli sentire più giusti, più puri, più migliori degli altri. Alimentano l’ego narcisista di chi si erge su piedistalli morali, ma non offrono soluzioni concrete.

Lo ribadisco: non vedo alcuna differenza sostanziale tra l’estrema destra, l’estrema sinistra e chi grida “Allah Akbar”. Tutti condividono lo stesso linguaggio di intolleranza e cieca convinzione, divisi soltanto dal contesto ideologico che li sostiene; privi della capacità di comprendere e risolvere i problemi ma accomunati solo da visioni tanto totalizzanti quanto distruttive.


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5 pensieri su “Essere strumentalizzati dall’odiatore social? No grazie

  1. Andrea Bornstein dice:

    Concordo con lei, ma credevo che il tema fosse l’immigrazione. Su molti aspetti del problema immigrati, per esempio, concordo con Francesca Totolo, per poi invece rifiutare la sua impostazione politica.
    Ed ecco che riparlo di persone invece che di pure idee. Perché siamo animali sociali e tendiamo a fare branco, soprattutto in un momento di grande confusione come è oggi.

  2. Alessandra Libutti dice:

    Non parlo di figure politiche ma delle basi, delle persone comuni. Estremisti di destra ed estremisti di sinistra, sono due facce della stessa medaglia, ormai spesso in accoppiata in pieno rossobrunismo.

  3. Andrea Bornstein dice:

    Ho messo ‘mi piace’ come segnaposto, per dire che l’articolo l’ho letto, ma non posso dire che mi piaccia.
    Vengo da una famiglia di sinistra sia da parte di madre che di padre: generazioni di rivoluzionari e comunisti, alcuni anche noti, ma detto ciò alla mia veneranda età mi sto rapidamente staccando da quel mondo e non potendo guardare in alto – sono pure ateo – sono costretto a guardare a destra.
    La destra è un mondo, per quel poco che ho capito finora, complesso e molto vario: non si può risolverla come lo specchio della sinistra. E probabilmente lo stesso vale per la sinistra.
    Ergo, trovo l’articolo semplicistico: la divisione tra essere di sinistra ed essere di destra non è tra migranti sì, migranti no, ma sulle ‘regole d’ingaggio’, ovvero a quali condizioni si possono accettare stranieri in una nazione. Detto ciò, ancora devo trovare sui social due che la pensano esattamente nello stesso modo sull’argomento.

    • Alessandra Libutti dice:

      Ho scritto di estremismi. Da quello che lei scrive chiaramente è una persona moderata. Quanto a me, mi ritengo una moderata di sinistra e mi creda, il linciaggio mediatico e i toni dell’estrema sinistra sono tra i più intolleranti, offensivi e violenti in cui mi sia mai imbattuta.
      Una cosa che purtroppo non solo mi rattrista ma che negli ultimi anni mi ha sempre più alienata da un ambiente che ora trovo tossico alla stregua di quello di estrema destra, la cui violenza e intolleranza si dà per scontata.

      • Andrea Bornstein dice:

        Sull’intolleranza della sinistra – ma la Schlein è estrema sinistra? Da quello che la Schlein afferma, e secondo i suoi (di Alessandra) parametri, sì – nessuno ha più dubbi, almeno dal 7 ottobre.
        Dall’altra parte, cos’è l’estrema destra? Ho amici ebrei che votano Meloni e credo certi anche Salvini. Dunque per estrema destra intendiamo i nazisti? Oppure Orsini e Santoro?
        Comunque non riusciamo a mettere dei confini, dei paletti.
        Nel PD convivono Schlein e Picierno…

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