Antisemitismo
Perdere la memoria. InOltre con Free4Future contro l’ipocrisia del 27 gennaio
Pubblichiamo con grande piacere e convinzione l'appello di Free4Future. Lo pubblichiamo insieme al nostro perché quando le comunità ebraiche vengono assaltate è davvero arrivato il momento di unire le forze per contrastare una deriva antisemita che oramai sembra non fare neanche più notizia, Se desiderate aderire


Pubblichiamo con grande piacere e convinzione l’appello di Free4Future. Lo pubblichiamo insieme al nostro perché quando le comunità ebraiche vengono assaltate è davvero arrivato il momento di unire le forze per contrastare una deriva antisemita che oramai sembra non fare neanche più notizia,
Se desiderate aderire a questi appelli mettete un commento in fondo a questa pagina.

Perdere la memoria
Il Giorno della Memoria serve o dovrebbe servire alla società nel suo insieme, per ricordare dove conducono l’intolleranza, l’odio, il desiderio folle di scaricare su un capro espiatorio le proprie carenze e i propri fallimenti. Dovrebbe ricordare che la ferocia della distruzione è anche autodistruzione.
Il giorno della memoria dovrebbe ricordare che l’antisemitismo è un male che nella storia si è ripresentato in molte forme diverse, senza mutare la sostanza, senza mai cessare di essere caccia all’ebreo.
Come ebrei abbiamo collaborato volentieri a questo percorso. Ma dopo il 7 ottobre 2023 ci rendiamo conto che questa memoria sembra ormai persa, ribaltata. Prima, ci siamo trovati colpiti dal pogrom più sanguinoso dopo la Shoah. Poi, accusati di commettere un genocidio. “Il popolo sopravvissuto ad Auschwitz ha creato una nuova Auschwitz”, si grida.
Gli ebrei vengono attaccati per strada, le vetrine di nuovo infrante, le sinagoghe bruciate e attaccate in nome di una calunnia che sarebbe già di per sé allucinante. La memoria si è talmente persa da essere utilizzata per una nuova caccia all’ebreo.
Gi ebrei non hanno bisogno di un giorno della memoria. Il proprio sterminio lo ricordano benissimo. Non hanno nessun bisogno di celebrarlo. Semmai di tenerlo presente e di impedire che si ripeta.
Agli ebrei il Giorno della Memoria non serviva. Avrebbe dovuto servire agli altri e invece è diventato il pretesto per una nuova caccia all’ebreo, per una nuova, e particolarmente perversa, mutazione dell’antisemitismo.
Per questo, quest’anno, noi di Free4Future non parteciperemo a nessuna celebrazione il 27 Gennaio. Una memoria così è meglio perderla, che trovarla.
La redazione di Free4Future

L’appello di InOltre
Nel marzo scorso, in un pezzo dedicato allo svuotamento e al tradimento delle feste di precetto del calendario laico, repubblicano e progressista, ricordavamo qui su Inoltre un monito di Elias Canetti. “Nel calendario – scriveva Canetti – con i suoi immutabili anniversari, si riconosce una garanzia per ciò che verrà. Quando tutto va in pezzi, il calendario con i suoi giorni particolari resta l’unica e ultima sicurezza”.
È vero, gli anniversari hanno questa funzione e perciò andrebbero onorati in maniera né routinaria né ipocrita. Perciò immaginare di strappare dal calendario una di queste date particolari rimanda ad una sorta di amputazione, di impoverimento, alla rinuncia improvvida ad una boa di salvataggio.
Eppure, arrivano momenti in cui il livello di ipocrisia, di svuotamento e ribaltamento dei valori asseritamente celebrati supera il livello di guardia oltre il quale si spalanca il baratro dell’oscenità.
Questo livello è stato ampiamente travalicato in relazione al Giorno della Memoria.
È stato bello, in fondo, sforzarsi di superare un certo, inveterato cinismo e credere per un quarto di secolo (la Giornata fu introdotta in Italia alcuni anni prima della corrispondente risoluzione ONU) che tutta quella compunta liturgia repubblicana, quei riti esorcistici accompagnati dal salmodiare solenne e contrito degli stentorei “mai più” fosse in qualche modo sincero ed efficace.
Nessuno di noi si è sottratto alle rievocazioni, alle ricostruzioni, ai reading intrisi di commozione, a tutto ciò che ci si illudeva servisse a chiamare a raccolta gli anticorpi capaci di inverare quell’imperioso “mai più”.
Ora, però, basta.
Ora la decenza impone di prendere atto, per quanto la conclusione possa suonare paradossale, che il rito non ha retto al test di autenticità imposto dal 7 ottobre. Quando è stata l’ora di riattualizzare quel ” mai più”, gli officianti del rito hanno di fatto abiurato.
Ora ci rivolgiamo, quindi, a coloro che hanno cancellato il pogrom di Hamas, a quelli che hanno elevato una strage d’innocenti ad atto di “Resistenza”, a chi ha deliberatamente divulgato le falsità dell’ufficio stampa di Hamas, a chi ha oltraggiato la parola “Genocidio”, a chi ha paragonato Israele al Nazismo, a chi usa Israele per dare fondo al proprio osceno antisemitismo. A tutti costoro diciamo: tacete nel Giorno della Memoria! Non avete diritto di celebrare una giornata che ricorda il martirio di milioni di donne, uomini e bambini trucidati solo perché ebrei. Se esisteva una Memoria, voi l’avete già tradita.
La redazione di InOltre
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Condivido tutto ed aderisco al vostro appello!
Capisco e abbraccio le ragioni che portano ad una scelta provocatoria come questa. La riflessione espressa nella frase “…quando è stata l’ora di riattualizzare quel ” mai più”, gli officianti del rito hanno di fatto abiurato” mi spinge a ricercare mezzi nuovi e più efficaci per riaffermare la necessità della “memoria” e delle sue implicazioni che ora più che mai occorre rilanciare.
Condivido in pieno e aderisco al vostro appello!!
Non trovo il mio comm quindi lo riscrivo: mi sembra una scelta “aventiniana”. L’ultima volta in cui fu compiuta non portò bene
condivido ed aderisco
Aderisco anche io.
La mia idea sul Giorno della Memoria è questa: è anche colpa nostra. Abbiamo voluto universalizzarlo, aprirlo, renderlo non particolaristico. È stato fatto in buona fede, perché tutti lo sentissero loro. Ma è stato uno sbaglio.
Ci è finito dentro tutto, alla fine non è stato più niente. E siccome al mondo molti non amano gli ebrei, e tantomeno vogliono sentirsi in colpa, alla prima occasione di questo male universale siamo stati accusati noi.
Anche gli ebrei fanno il male, e siccome il Male è la Shoah, noi facciamo il genocidio, la Shoah.
È un capovolgimento che passa da molti stadi abusivi e malevoli, ma appunto, non c’è carenza di antipatia e odio per gli ebrei. Torniamo a farne il giorno della nostra memoria. Una cosa che riguarda noi, e certo chi sente che questa nostra tragedia lo riguarda.
Smettere di collaborare a questa generalizzazione, che diventa cancellazione, che diventa inversione, è giusto anche per questo.
Condivido e aderisco agli appelli…No al giorno dell’oltraggio alla Memoria
Condivido e condividerò gli appelli.
Pasquale Andreozzi
Ben scritto
Aderisco
Aderisco
Aderisco in pieno. Tullio Della Seta