\n\n\n\n\n\n

Mark Lanegan e l’anima nuda

Ritratto in bianco e nero di Mark Lanegan, icona del grunge e voce profonda del rock alternativo

Stile, moda e costume

Mark Lanegan e l’anima nuda

“Tutte le stronzate senza senso e stressanti che sembrano così importanti quando si è giovani hanno smesso di avere importanza. Una volta qualcuno mi ha detto: 'O si invecchia o non si invecchia'. A quanto pare, sono abbastanza felice di invecchiare".” “Sono ancora una persona profondamente

Ritratto in bianco e nero di Mark Lanegan, icona del grunge e voce profonda del rock alternativo
Enrico Marani21/02/2025Aggiornato 27/05/20256 min lettura1.120 parole

“Tutte le stronzate senza senso e stressanti che sembrano così importanti quando si è giovani hanno smesso di avere importanza. Una volta qualcuno mi ha detto: ‘O si invecchia o non si invecchia’. A quanto pare, sono abbastanza felice di invecchiare”.”

“Sono ancora una persona profondamente imperfetta. La differenza è che ne sono consapevole.”

Mark Lanegan


La voce, come il corpo incarnano spesso le persone oltre il visibile. Se non ci sono filtri traspare tutta la loro umanità. La vita alla fine può essere intesa come una coreografia ed è il corpo che danza, la voce che canta ed esprime, colora lo spazio intorno a sé. Lanegan è stato, ahimé non è più, un Frank Sinatra, una voce inconfondibile impastata di emozioni forti, segnata, sfregiata, ma profonda e capace di smuovere il cuore dall’apatia, dalla ripetizione incosciente dell’uguale. Il blues ovviamente il vocabolario intorno a cui ha costruito una carriera musicale che parte nel 1984 con gli Screaming Trees e arriva fino alla sua morte il 22 febbraio del 2022. Subito grunge, subito alcool e droghe pesanti, fin dall’adolescenza. L’uomo che ha ricevuto l’ultima telefonata dell’amico sodale Kurt Cobain, ma non ha risposto, era un uomo particolare.

C’è il blues come genere musicale, come l’heavy metal, il rock, la classica, la tecno, l’house, con adepti, sacerdoti e pubblico di fedeli sempre presenti alla messa. C’è però anche il blues come attitudine, come sguardo sulla vita, approccio esistenziale e quindi puoi esser blues anche mentre ti lavi la faccia al mattino, fumi una sigaretta o porti fuori il cane. Mark Lanegan appartiene alla schiera dei secondi, con quel timbro magnifico scortica chitarre, ma anche capace di appoggiarsi a sintetizzatori e drum machines è stato nei fatti una delle voci più ammalianti della contemporaneità. Per me ascoltarlo è come stare davanti ad un quadro di Van Gogh: il colore ti viene incontro e ti prende la gola, come un’emozione troppo forte ti toglie il respiro.

Senti Mark dire “Las Vegas” e già sei in “Casino” di Scorsese e se canticchia “Miami” hai davanti in un baleno piscine assurdamente azzurre e ragazze con costumi minimi. Lanegan è stato un Robert Johnson. Diabolica la sua dipendenza da alcool e droghe e le sue cadute come quando gli venne un’infezione ad un braccio e per un pelo i medici desistettero dall’amputarlo. Carattere “suadente” con una fedina penale che sembra “Guerra e Pace” di Tolstoj ed i tratti quasi da bravo ragazzo, molto quasi, proprio per niente, di quelli per capirci che non spiaccicano parola e se gli girano menano direttamente di brutto, se va bene. Ai bei tempi non lo avreste voluto incrociare di notte per strada. Mark alcolizzato dipendente dalle droghe, non la stolta cocaina degli effervescenti narcisisti con scarso cervello, bisognosi di mettersi i tacchi per sembrare più alti, ma l’eroina, per allentare la morsa del blues quando stringe troppo l’anima e la strozza.

Un’adolescenza piena di patimenti. A 12 anni è già conosciuto alla polizia per furti, detenzione di stupefacenti, scasso, vandalismo ecc. Dopo aver visto in una foto Iggy Pop la svolta: fuga verso la west coast, prima a Seattle per l’esplosione del grunge lui frontman degli Screaming Trees diventa il leader di una delle band di punta del fenomeno. Un passato preda di qualsiasi tipo di eccessi Lanegan chiude la carriera in modo quasi contemplativo con una luminosa carriera solista, si trasferisce in Irlanda, abbandonando un’America che non riconosce più (e non riconosciamo più), Irlanda da dove proveniva un ramo della sua famiglia. In questa fase della vita si inventa un Rinascimento, ammicca a Brian Eno per averlo come collaboratore e ci ha riempito le orecchie con una voce capace di sciogliere il ghiaccio in Antartide. Fraterno amico di Kurt Cobain lo porta con sé, dentro. Questo doloroso interiorizzare il passato esce nel tono di una voce meravigliosa, adatta per cantare su partiture per archi, chitarre, basi elettroniche o qualsiasi cosa produca suoni e ci lascia proprio in Irlanda per i postumi del COVID, come a chiudere una circonferenza, ritrovare casa oltre quel che si vede e si sente, per traslocare nell’invisibile.

Nell’abiezione o ci si perde o si riemerge nudi, senza l’affettazione di apparire altro, perché il nostro peggio ci ha già travolti ed ha allagato i dintorni della nostra vita: se ne sta li oscenamente esposto agli occhi di tutti. In questo senso come artista Mark Lanegan ha vissuto secondo me la sua stagione creativa migliore alla fine, facendo un disco più bello dell’altro, non più chiuso nel solo suono grunge, ma libero di spaziare dove gli pareva dal rock, alle collaborazioni con musicisti che smanettano sintetizzatori e armamentari elettronici. È invecchiato come un Brunello di Montalcino: un dono berlo di tanto in tanto. Come mi dispiace che se ne sia andato… Mark Lanegan suona inesorabilmente autentico per chi lo ascolta, un quadro dove ogni volta scopri mondi diversi. Nessuna affettazione, nessun atteggiamento. La sua vita artistica ora naviga mari ecclettici e quindi Mr Pian Piano arriva puntuale per cucinarvi una playlista degna di cotanto variegato talento. CLICCATE QUI per scoprire un percorso sghembo nella carriera solista di Mark Lanegan e lasciatevi portare dal blues come non ci fosse domani. Siamo tutti guasti in qualche anfratto delle nostre vite, nascondiamo le nostre ferite sotto complesse e stratificate bende, messe in scena, mascheramenti e atteggiamenti. Basta però inciampare in questa voce per sentirsi nudi ed è una sensazione bellissima, anche se fa freddo e le ferite si riaprono.

Forse un mattino andando in un’aria di vetro

Forse un mattino andando in un’aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto
alberi case colli per l’inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


Eugenio Montale

SITO UFFICIALE
DISCOGRAFIA a nome MARK LANEGAN
WIKI


Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *