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Quelli che “Israele aveva il diritto di reagire al pogrom del 7 ottobre e tuttavia…”

Bandiera di Israele tra tombe simboliche nel deserto dopo gli attacchi del 7 ottobre nel conflitto Israele Hamas.

Israele

Quelli che “Israele aveva il diritto di reagire al pogrom del 7 ottobre e tuttavia…”

Provate a prendere non dico quelli secondo cui Israele sta perpetrando il genocidio dei palestinesi, non dico quelli secondo cui Israele è lo Stato dell’apartheid e della pulizia etnica, no: dico anche solo quelli secondo cui sì, Israele ha diritto di difendersi, e “però…”; anche solo

Bandiera di Israele tra tombe simboliche nel deserto dopo gli attacchi del 7 ottobre nel conflitto Israele Hamas.
Iuri Maria Prado16/03/2025Aggiornato 21/05/20253 min lettura474 parole

Provate a prendere non dico quelli secondo cui Israele sta perpetrando il genocidio dei palestinesi, non dico quelli secondo cui Israele è lo Stato dell’apartheid e della pulizia etnica, no: dico anche solo quelli secondo cui sì, Israele ha diritto di difendersi, e “però…”; anche solo quelli secondo cui Israele aveva il diritto di reagire ai pogrom del 7 ottobre, e “tuttavia…”, e via di questo passo.

Ecco, provate a prendere anche soltanto questi qui, lasciando pur perdere i propagandisti di Hamas in vernacolo pacifista, e vedete un po’ se una volta in un anno e mezzo, anche solo una volta, si sono felicitati per la neutralizzazione dei miliziani e dei cosiddetti civili che hanno partecipato ai massacri del 7 ottobre.

Questi qui hanno denunciato senza sosta le “stragi di civili”, lasciando intendere e anzi affermando apertamente che Israele le avrebbe perpetrate in modo deliberato; questi qui hanno senza perplessità celebrato i proclami antisemiti del Papa e hanno fatto girotondi di festa quando la giustizia antisemita internazionale emetteva ordini di arresto nei confronti di leader israeliani.

E questi qui, appunto, non sono i militanti apertamente pro Hamas: sono quelli che hanno la compiacenza di ammettere che Israele ha diritto di esistere e ha diritto di difendersi. Ma ripeto: pure tra questi qui, provate a trovare una occasione, anche solo una, in cui anche solo uno di loro si sia compiaciuto per il successo di una operazione Israeliana a Gaza, o nella cosiddetta West Bank, o in Libano, Siria, Yemen, dove volete insomma.


Sarebbe una ricerca vana. Non trovereste nulla. E non trovereste nulla perché anche questi qui – a dispetto del routinario riconoscimento del diritto di Israele di difendersi – anche questi qui in realtà negano che Israele abbia diritto di neutralizzare chi vuole distruggerlo. E chi nega che Israele abbia il diritto di neutralizzare chi vuole distruggerlo non può compiacersi del fatto che Israele neutralizzi chi vuole distruggerlo.


Per questo anche questi qui, esattamente come Hamas, indugiano sul numero complessivo del morti a Gaza. Non perché ritengono a torto o a ragione che Israele abbia fatto troppi morti civili, ma perché ritengono che Israele non avesse diritto di farne nessuno, nemmeno tra quelli che vogliono distruggerlo.


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4 pensieri su “Quelli che “Israele aveva il diritto di reagire al pogrom del 7 ottobre e tuttavia…”

  1. Massimo Miro dice:

    Proclami antisemiti del Papa?
    Vedere antisemitismo nel semplice sdegno per il massacro sistematico del popolo di Gaza.
    Domanda: Si può essere contemporaneamente indignati per il massacro del 7 ottobre e per il massacro di Gaza?
    Senza passare per antisemiti.

  2. Daniel Burckhardt dice:

    Se mi é permesso… Cordiali saluti e complimenti per tutto quello che fate. Notevole! Spero che possiate pubblicare. Per trasparenza: sono membro del Comitato Centrale Svizzero dell’Associazione “Svizzera-Israele”. No, non sono neutrale e non voglio nemmeno esserlo.

    “Le falsità su Israele, gli ebrei e il 7 ottobre … e i fatti

    Base: Non ho nulla contro gli ebrei, ma … Non ho nulla contro Israele, ma. È il “ma” che nasconde il tutto…

    Israele è uno stato di apartheid? –> Giudici, poliziotti, ufficiali e ministri arabi, stessi diritti per tutti… In nessun altro paese gli arabi godono di così tante libertà!
    Gaza era occupata nell’ottobre 2023? –> Non c’era un solo soldato israeliano a Gaza! Il ritiro è avvenuto nel 2006.
    Perché Israele non accetta un cessate il fuoco? –> Ci sono ancora ostaggi prigionieri di Hamas (cosa farebbero gli altri?) Peacefire invece di Ceasefire!
    Israele è una minaccia per la pace mondiale? –> Definiamo “pace mondiale!”
    Israele sta commettendo un genocidio contro gli arabi palestinesi? –> Popolazione di Gaza nel 1950: 250.000 abitanti; nel 2023: 2.000.000 (Confronto: armeni in Turchia nel 1913: 1,9 milioni; nel 1920: 0,5 milioni).
    Israele è un progetto coloniale? –> Dopo la caduta dell’Impero Ottomano: 4 province della Levante furono mandate sotto amministrazione britannica/francese e riorganizzate. Mandato britannico: 22% ebrei/78% arabi (non palestinesi!). Gli arabi: NO!
    Gli ebrei governano il mondo? –> 15 milioni di ebrei? Come potrebbero mai?
    Israele ha rubato o acquisito illegalmente terre arabe? –> La maggior parte è stata acquistata, assegnata o conquistata dopo attacchi.
    Israele è uno Stato legalmente legittimo come tutti gli altri? –> Probabilmente il più legale del mondo! Quale altro Stato è nato solo tramite negoziati? Ma nessuno per decisione ONU!
    Israele ha impedito in modo assoluto la creazione di uno Stato palestinese dal 1948? –> Piano di Partizione del 1948/1994 Accordi di Oslo (Rabin), Piano Barak 2000, Ritiro da Gaza (Sharon) 2005, Piano Olmert 2006.
    Israele ha intenzione di espellere gli arabi dalla Terra Santa? –> Fonte ?
    La Palestina appartiene agli arabi? –> Nella regione della Levante hanno sempre vissuto molte popolazioni. Nel 1922: 590.000 musulmani, 84.000 ebrei, 74.000 cristiani, 7.000 drusi.
    Da quando esiste uno Stato di Palestina? –> Non é mai esistito! Ci sono stati Egitto, Persia, Babilonia, Giudea, Israele, Roma, Bisanzio… e l’Impero Ottomano.
    Israele forte – Palestinesi deboli? –> Numero di Paesi arabi nemici: consultare le mappe!
    La “guerra di Gaza” è un conflitto territoriale? –> Hamas è jihadista, non nazionalista. Abusa della popolazione non solo come scudo, ma anche ideologicamente.
    L’ONU tratta Israele con la stessa severità di altri Paesi? –> Condanne ONU di Israele vs. Mondo: 2015-22
    Le organizzazioni pro-Palestina vogliono una coesistenza pacifica con Israele? –> Controverso. I partner contrattuali Pro Pal sono affidabili?
    La coesistenza pacifica tra ebrei e arabi è impossibile?–> In Israele vivono 2 milioni di arabi con passaporto israeliano, fanno il servizio militare e votano.
    Solo gli arabi sono stati espulsi durante la “Nakba”? –> 800.000 ebrei espulsi dai Paesi arabi dal 1948
    Solo gli ebrei sono immigrati in “Palestina”? –>I 3/4 “palestinesi” sono egiziani/Yemeniti/iracheni immigrati, ecc. arrivati solo dopo la bonifica israeliana.
    Quali altri conflitti si sovrappongono al conflitto di Israele con i suoi vicini? –> Arabia-Persia (sunniti / sciiti) / Sala?sma-Islam moderno/ Jihadismo-Tradizionalismo/Fatah-Hamas/Osman. Impero/ Neo-ottomanismo/ Sauditi contro Huthi/ Sauditi contro Qatar/ Maroniti + drusi +. Sunniti + Sciiti (Libano)/ Alawiti (Siria) Panarabismo vs. nazionalismo/ USA vs. Cina+Russia
    Cosa ha impedito a Gaza di diventare una seconda Singapore dopo il 2006?
    –> Hamas ha usato i soldi degli aiuti per costruire i tunnel del terrore e ha lasciato che la sua alleata UNRWA rifornisse la popolazione.
    Se Israele si arrende, ci sarà pace nella regione? –> E l’ISIS? E Hamas? E il Daesh? E la PFLP? E Al Kaida? E l’Iran? Hizbollah? Gli Huthi? Le Brigate Al Aksa diventeranno tutte ONG vegane? Davvero?
    Le vittime arabe contano solo se sono vittime della difesa israeliana? –> I musulmani uccisi negli ultimi anni, ad esempio: Darfur 320.000; Siria: 465.000; Yemen: 370.000.
    Perché la critica a Israele viene sempre definita antisemitismo? –> Esiste una critica alla Siria? Gli stessi israeliani criticano Israele (e non vengono messi in prigione se protestano). “

  3. Maurizio dice:

    Questo articolo trovo che faccia il paio perfetto con l’eccezionale analisi, che va definita tale in quanto basata sul sempre più raro buon senso, proposta sempre da Yuri Prado nel suo precedente pezzo riferito all’assai presunto “sigillo di ebraicita? sugli appelli democratici contro Israele”, che stigmatizzava l’arroganza di 200 “ebrei italiani “firmatari di un manifesto che invitava l’Italia a “non essere complice” delle sempre presunte nefandezze compiute dal Governo israeliano. Tra quei pusillanimi di cui Prado parla nell’articolo odierno, infatti, è assai facile riconoscere alcuni di quei “migliori 200” tra cui, per esempio, un vecchio arnese della sinistra forcaiola, sempre in cerca del quarto d’ora di notorietà. Sto parlando di Gad Lerner che guarda caso ha appena scritto un libro sul tema per Feltrinelli: “Gaza. Odio e (bontà sua) amore per Israele”, assai bisognoso di essere promosso. Un volume nel quale si sostiene, come ha spiegato lo stesso Lerner in più interviste televisive, che è “Sugli abitanti di Gaza che il governo Netanyahu ha scatenato una sanguinosa offensiva militare, con il risultato di screditare la reputazione di Israele e isolarlo come mai prima d’ora dal mondo”. Ma certo: Netanyahu! Che ha agito non in qualità di premier di un Paese che ha replicato (si spera) una volta per tutte a un gruppo terrorista e assassino, che usa il proprio Popolo come scudi umani e che ha messo in pratica un attentato di proporzioni immani, seguito da violenze e brutalità purtroppo ancora in essere, che oltrepassano l’immaginazione, bensì in quanto espressione di quell’ebreo pazzo, antidemocratico e autoritario di cui parlava Prado nel suo precedente articolo. Un Lerner gigantesco nel proprio sforzo di equanimità, infine, che sempre stando alla quarta di copertina del suo ultimo capolavoro: “Si misura – nientepopodimeno – con il fanatismo identitario che ha contagiato i due popoli in guerra”. Un popolo di fanatici anche quello israeliano, quindi, fatta eccezione naturalmente per quelli bravi, ragionevoli e intelligenti come Gad Lerner e di tutti quelli del «Si, ma …» di cui oggi si lamenta, pur con il solito garbo, Yuri Prado.

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