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Per l’Anpi parlare di “Genocidio a Gaza” è obbligatorio

Italia

Per l’Anpi parlare di “Genocidio a Gaza” è obbligatorio

Sul vergognoso abuso che l'attuale gestione dell'Anpi fa dell'eredità della Resistenza e della guerra partigiana mi sono più volte espresso. Le incredibili prese di posizione nei riguardi della Resistenza ucraina e l'omertà nei confronti dei crimini russi sono una macchia indelebile. Oggi si aggiunge un altro

Filippo Piperno04/03/2024Aggiornato 03/03/20242 min lettura261 parole

Sul vergognoso abuso che l’attuale gestione dell’Anpi fa dell’eredità della Resistenza e della guerra partigiana mi sono più volte espresso. Le incredibili prese di posizione nei riguardi della Resistenza ucraina e l’omertà nei confronti dei crimini russi sono una macchia indelebile. Oggi si aggiunge un altro tassello a questa triste epopea. Roberto Cenati, che da 13 anni era alla guida dell’Anpi provinciale di Milano, si è dimesso in polemica con la posizione sul conflitto israelo-palestinese tenuta dall’associazione a livello nazionale. E per la gioia dei suoi ex sodali. Queste le parole scandalose pronunciate da Cenati: “Genocidio non è un formalismo, vuol dire che un Paese vuole sterminare un altro popolo dalla prima all’ultima persona, ma non c’è nelle intenzioni d’Israele lo sterminio di un intero popolo”. “La frase ‘impedire il genocidio’ è stata usata dal tribunale dell’Aja, ma in fase istruttoria. Non c’è una sentenza di genocidio”, evidenzia ancora Cenati, ribadendo che è “sbagliato usarla tra le parole d’ordine”, perché “genocidio vuol dire sterminio scientifico e programmato di un intero popolo e Netanyahu certamente sta compiendo un bagno di sangue ma il governo israeliano non si prefigge lo sterminio di un intero popolo, ma di eliminare Hamas, che a sua volta vuole l’eliminazione di Israele e la caccia agli ebrei”. “Meno male che Cenati se n’è andato”, hanno commentato gli iscritti ai circoli Anpi di Milano scesi in piazza per la causa palestinese. Non stupisce. Le parole di buonsenso usate da Celati – e che mi sento di condividere senza eccezioni – oggi sono più che scandalose. La mia piena solidarietà all’onestà intellettuale di Roberto Cenati.

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