Conflitto russo-ucraino
Se la televisione di Stato russa esalta la piazza pacifinta di Giuseppe Conte…
"Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.” In un tempo in cui il mondo cambia e l’Italietta, nella sua deriva fatta di ambiguità, rimozioni della realtà e collusioni con il nemico, pare condannata ad un'irrilevanza a tratti persino



“Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.” In un tempo in cui il mondo cambia e l’Italietta, nella sua deriva fatta di ambiguità, rimozioni della realtà e collusioni con il nemico, pare condannata ad un’irrilevanza a tratti persino auspicabile, l’amor di patria spingerebbe quasi a ragionare come Dorian Gray.
Nel bene o nel male che dell’Italia si parli. Come ha fatto, ad esempio, il Tg del primo canale di Stato russo che ha rilanciato, nei titoli di apertura, la grande manifestazione pacifinta chez Conte, descrivendola entusiasticamente come una ribellione popolare contro l’Unione Europa.
Immediatamente dopo questo momento di legittimo orgoglio e di malcelata ammirazione per lo statista di Volturara Appula che ha finalmente fatto uscire il paese dal cono d’ombra bellicista a cui sembrava averlo condannato il politico italiano casualmente più detestato a Mosca, ossia il Presidente Mattarella, un pensiero però ci assale, facendoci persino provare un po’ di senso di colpa.
Il pensiero corre infatti all’infernale domenica che debbono aver trascorso gli occhiuti, zelanti funzionari della censura moscovita. D’accordo che sono gente di mestiere, eredi di una gloriosa e sanguinaria tradizione censoria, ma vi immaginate quale lavoro defatigante per “ripulire” la notizia, tagliando qualunque inquadratura che cogliesse uno dei tanti striscioni o cartelli con scritto “Putin criminale di guerra”, “Russia go home” o, peggio, “Ucraina libera”?
O riuscite ad intuire la fatica di tagliare e cucire il servizio, omettendo rigorosamente ogni riferimento alle implacabili distinzioni tra aggressore ed aggredito o al feroce scherno verso lo Zar di cui immaginiamo fossero infarciti i tonanti interventi di Travaglio, Barbero, Spinelli?
Ci raccontano, però, che diversi di questi malcapitati funzionari sono usciti dalla redazione strabuzzando gli occhi, sbigottiti ed atterriti. Altro che Chat Gpt, dicevano, il lavoro ce lo toglieranno i pacifinti italiani (che a Mosca però chiamano più rispettosamente “pacifisti” o anche, cameratescamente, “utili idioti”): come si autocensurano loro, nessuno mai.
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Vergognatevi. Ancora con sta storia dei putiniani. L’italia ripudia la guerra. meno male che non vi legge nessuno.
Lei ci legge però. 😉
“L’italia ripudia la guerra”, appunto, anche quella scatenata dalla Russia contro L’Ucraina. Evidentemente tu, e la “razza dei putiniani”, della quale fai parte, non siete per niente convinti. VERGOGNATI e nasconditi meglio.
La tua risposta alla pacifinta sembra l’esito di una battaglia navale giocata durante le noiose lezioni!
E-6: COLPITA E AFFONDATA