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Difesa, chi spende di più e chi spende di meno nel mondo

Veicoli blindati militari schierati in fila su base all’aperto, simbolo della spesa per la difesa e del potenziamento degli eserciti mondiali

Difesa & Tecnologia

Difesa, chi spende di più e chi spende di meno nel mondo

a cura di Michele Magno È stato reso noto ieri l'ultimo Rapporto sulla spesa militare nel mondo elaborato dal Stockholm International Peace Research Institute (Sipri). Per gentile concessione di Michele Arnese, direttore del quotidiano online Start Magazine, pubblichiamo il riassunto curato da Chiara Rossi. Il Sipri

Veicoli blindati militari schierati in fila su base all’aperto, simbolo della spesa per la difesa e del potenziamento degli eserciti mondiali
InOltre29/04/2025Aggiornato 08/05/20255 min lettura907 parole

a cura di Michele Magno

È stato reso noto ieri l’ultimo Rapporto sulla spesa militare nel mondo elaborato dal Stockholm International Peace Research Institute (Sipri).

Per gentile concessione di Michele Arnese, direttore del quotidiano online Start Magazine, pubblichiamo il riassunto curato da Chiara Rossi. Il Sipri è considerato uno dei think tank indipendenti più autorevoli nel campo degli studi sulla sicurezza internazionale. Siamo certi che il lettore troverà interessanti molti dati riportati di seguito. L’auspicio è che essi contribuiscano a una riflessione più pacata e meno emotiva su una questione che è al centro del dibattito pubblico nazionale.

La spesa militare globale nel 2024 ha raggiunto la cifra record di 2,7 trilioni di dollari, in aumento del 9,4 per cento rispetto al 2023. Si tratta della crescita su base annua più marcata almeno dalla fine della Guerra Fredda.

Cinque paesi -Stati Uniti, Cina, Russia, Germania e India- rappresentano il 60 per cento della spesa militare globale, pari a circa 1.635 miliardi di dollari. In Europa, la Germania è il paese che ha speso di più, seguito da Regno Unito, Francia, Polonia e Italia.

Come mostra la tabella, al posto ci sono gli Stati Uniti, la cui spesa militare è aumentata del 5,7 per cento: 997 miliardi di dollari, pari al 66 per cento della spesa totale della Nato e al 37 per cento della spesa militare mondiale nel 2024. “Una parte significativa del bilancio statunitense per il 2024 risulta destinata alla modernizzazione delle capacità militari e dell’arsenale nucleare statunitense al fine di mantenere un vantaggio strategico su Russia e Cina” (Sipri).

La spesa militare in Europa (inclusa la Russia) è aumentata del 17 per cento e ha toccato i 693 miliardi di dollari. Con la guerra in Ucraina giunta al suo terzo anno, la spesa militare ha continuato ad aumentare in tutto il continente, spingendo la spesa militare europea oltre il livello registrato nel 1990. Tutti i paesi europei hanno aumentato le spese militari nel 2024 tranne Malta.

Per la prima volta dalla riunificazione, Berlino è al primo posto in Europa per spesa militari: nel 2024 +28% a 88,5 miliardi di euro.

La Russia ha speso circa 149 miliardi di dollari nel 2024, con un aumento del 38 per cento rispetto al 2023 e del 200 per cento rispetto al 2015. La cifra rappresenta il 7,1 per cento del pil russo e il 19 per cento di tutta la spesa pubblica russa.

La spesa militare ucraina è cresciuta del 2,9 per cento con 64,7 miliardi di dollari, equivalenti al 43% della spesa russa. Con il 34 per cento del pil, Kyiv ha registrato il maggiore onere militare in assoluto

nel 2024. “L’Ucraina attualmente destina tutte le sue entrate fiscali alle forze armate. In uno spazio fiscale così ristretto, sarà difficile che l’Ucraina continui ad aumentare la sua spesa militare” (Sipri)

La spesa militare totale dei paesi dell’Alleanza Atlantica ammonta a 1,5 trilioni di dollari, pari al 55 per cento della spesa militare globale. 18 dei 32 paesi della Nato hanno speso almeno il 2 per cento del pil per le proprie forze armate, conformemente alle linee guida decise nel 2014. In particolare, i paesi europei della Nato hanno speso 454 miliardi di dollari, pari al 30 per cento del totale dell’Alleanza.

Nel Medio Oriente si stima che le spese militari stimate ammontano a 243 miliardi, con un incremento del 15 per cento. Israele che ha visto un aumento del 65 per cento: 46,5 miliardi di dollari pari all’8,8 per cento del pil. È l’aumento più considerevole dalla Guerra dei sei giorni del 1967. In Iran la spesa militare è scesa del 10 per cento in termini reali (7,9 miliardi di dollari). Nel 2024, l’Arabia Saudita è stato il paese con la maggiore spesa militare in termini assoluti dell’area, il settimo a livello mondiale. La spesa militare di Riad ha registrato un aumento dell’1,5 per cento, pari a 80,3 miliardi di dollari.

La spesa militare in Asia orientale è aumentata del 7,8 per cento su base annua, raggiungendo i 433 miliardi di dollari nel 2024. L’aumento annuale è il più significativo rilevato dal Sipri dal 2009. L’Asia orientale ha rappresentato il 69 per cento dei 629 miliardi di dollari spesi complessivamente in Asia e Oceania per la difesa.

Nella regione, la Cina è seconda per spesa militare al mondo dietro gli Stati Uniti, con 314 miliardi di dollari stimati, pari a circa il 50 per cento della spesa del Continente e dell’Oceania insieme. Si tratta di un aumento del 7 per cento rispetto al 2023, il più grande dal 2015. Secondo il Sipri “Il crescente aumento della spesa della Cina è principalmente guidato dal suo obiettivo a lungo termine di modernizzare le forze armate in tutti i settori entro il 2035”.

La spesa militare del Giappone è salita del 21 per cento, pari a a 55,3 miliardi di dollari (1,4 per cento del pil), toccando il picco massimo dal 1952. Quella dell’India è cresciuta dell’1,6 per cento, pari a 86 miliardi di dollari. Quella di Taiwan è cresciuta dell’1,8 per cento, pari a 16,5 miliardi di dollari.

Infine, la spesa militare in Africa ha raggiunto i 52,1 miliardi di dollari nel 2024, con un aumento del 3 per cento rispetto al 2023 e dell’11 per cento rispetto al 2015.


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Un pensiero su “Difesa, chi spende di più e chi spende di meno nel mondo

  1. Gino Saccioni dice:

    Viene in mente il grande Alberto Sordi mercante d’armi nel doloroso “finché c’è guerra c’è speranza”.

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