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Il Regno Unito ricarica l’arsenale

Regno Unito

Il Regno Unito ricarica l’arsenale

Il Segretario alla Difesa britannico, John Healey, non ha usato mezzi termini: “Le lezioni apprese dall'invasione illegale dell'Ucraina da parte di Putin dimostrano che un esercito è forte quanto l'industria che lo sostiene”. Da qui l'urgenza di rafforzare la base industriale della difesa, per garantire sicurezza

Alessandra Libutti04/06/2025Aggiornato 03/06/20253 min lettura649 parole
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Il Segretario alla Difesa britannico, John Healey, non ha usato mezzi termini: “Le lezioni apprese dall’invasione illegale dell’Ucraina da parte di Putin dimostrano che un esercito è forte quanto l’industria che lo sostiene”. Da qui l’urgenza di rafforzare la base industriale della difesa, per garantire sicurezza interna, per riaffermare il ruolo militare del Regno Unito e per mandare un chiaro segnale a Mosca. 

La revisione strategica della difesa, annunciata dal governo britannico, prevede un investimento da 1,5 miliardi di sterline nella costruzione di almeno sei nuove fabbriche per la produzione di armamenti, che creeranno 1.800 posti di lavoro. Ma l’intervento non si limita a un rilancio industriale: la revisione, lunga 130 pagine, parla esplicitamente di una “nuova era di minaccia” e individua nella Russia e nella Cina, gli attori ostili principali. 

Il cancelliere dello Scacchiere, Rachel Reeves, ha accolto con favore la decisione, sottolineando il legame diretto tra economia e sicurezza: “Un’economia forte ha bisogno di una difesa nazionale forte. Investire in armi e munizioni, sostenere quasi 2.000 posti di lavoro in tutta la Gran Bretagna: le due cose vanno di pari passo”.

Oltre all’apertura delle nuove fabbriche, il Ministero della Difesa ha indicato la necessità di aumentare in modo significativo le scorte di munizioni, con un occhio a una guerra “ad alto ritmo”. L’obiettivo è passare da una produzione reattiva a una produzione continua, stabile, su larga scala. 

Non a caso, la produzione di armi già esistenti è stata incrementata. Il governo ha firmato contratti per aumentare la disponibilità di sistemi come le armi anticarro leggere di nuova generazione (Nlaw) e i missili da crociera a lungo raggio Storm Shadow, che l’Ucraina ha già impiegato in guerra. A Stevenage, una delle sedi produttive di questi missili, Healey ha annunciato l’acquisto fino a 7.000 esemplari.

Il totale della spesa per le munizioni salirà così a 6 miliardi di sterline. Un’accelerazione che arriva dopo anni di allarmi da parte dei vertici militari. Già nel 2021 il generale Ben Hodges, ex comandante delle forze americane in Europa, aveva detto al Parlamento britannico che l’esercito del Regno Unito avrebbe esaurito le scorte di munizioni in appena otto giorni di guerra.

Anche l’ex capo di stato maggiore dell’esercito britannico, Sir Patrick Sanders, aveva lanciato più volte l’allarme. Di recente ha definito “inquietante” la riduzione delle scorte di proiettili e missili. Secondo lui, senza un serio incremento produttivo, la capacità di risposta armata del Regno Unito rischierebbe di essere solo sulla carta.

Le cause dei ritardi non sono un mistero. I ritmi di produzione di molti sistemi sono stati discontinui. Per lunghi periodi, il Regno Unito ha dovuto acquistare materiali all’estero, una vulnerabilità che ora cerca di colmare con nuove fabbriche, catene di fornitura interne e una strategia di lungo periodo.

Secondo un articolo del Sunday Times sarebbero anche in corso discussioni tra Regno Unito e Stati Uniti in merito all’acquisizione di aerei F-35A Lightning II in grado di trasportare bombe nucleari tattiche. La proposta è considerata il cambiamento più significativo nella strategia nucleare britannica dai tempi della Guerra Fredda. Attualmente, il deterrente nucleare del Regno Unito si basa esclusivamente sul sistema sottomarino Trident. L’introduzione di capacità di lancio aereo diversificherebbe le opzioni di lancio e allineerebbe la Gran Bretagna agli alleati della NATO che possiedono piattaforme nucleari terrestri, marittime e aeree.


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