Politica italiana
Di Giuseppe Conte e del suo lapsus o della sincerità dell’Inconscio
C'è stato un tempo in cui per capire un politico bisognava leggere tra le righe, interpretare silenzi, decifrare complessi documenti programmatici. Un'epoca noiosa, faticosa, ormai superata. Oggi, per nostra fortuna, abbiamo Giuseppe Conte e il suo inconscio che, generosamente, si è preso la briga di fare



C’è stato un tempo in cui per capire un politico bisognava leggere tra le righe, interpretare silenzi, decifrare complessi documenti programmatici. Un’epoca noiosa, faticosa, ormai superata. Oggi, per nostra fortuna, abbiamo Giuseppe Conte e il suo inconscio che, generosamente, si è preso la briga di fare chiarezza una volta per tutte.
La scena è di quelle che meriterebbero un posto d’onore negli annali della comunicazione politica, ma che rischiano di passare in sordina, travolta dal vulcano del nostro Giuseppi, le cui inarrestabili eruzioni riversano fiumi di quell’oro prezioso che solo lui sa forgiare.
Immaginatevi gli studi di Radio Rai, durante la trasmissione “Un giorno da pecora” del 6 giugno: l’atmosfera è quella di sempre, rilassata, scanzonata, a volte surreale, scandita da domande ironiche, a volte di una deferenza da cortigiano – dipende dal lignaggio dell’ospite – sui quesiti referendari e le tematiche politiche più urgenti. A queste, seguono le sue consuete risposte, note per essere assai pertinenti, definitive e cristalline. Poi, l’argomento vira sulla manifestazione prevista per l’indomani, 7 giugno, a Roma – “In piazza per Gaza” – e si attende da lui l’ennesima, ferma e posata dimostrazione del suo pensiero.
E qui, il capolavoro. Mentre il suo cervello preparava la solita, prevedibile frase, il suo Es, il suo bambino interiore, ha deciso di fare un’entrata a gamba tesa, strappando il microfono alla coscienza e urlando al mondo la sua verità nuda e cruda:
“Io non devo dimostrar nulla perché sono antisemita dentro. Sono antisemita in maniera costitutiva. E l’ho detto mille volte.”
Un certo imbarazzo ha permeato lo studio, mentre Geppi Cucciari e Giorgio Lauro cercavano diligentemente di soffocare rantoli di sconcerto. Probabilmente anche le pecore hanno smesso di belare per un istante, e hanno osservato perplesse.
Ma il regalo del nostro Giuseppi è un raro immenso gioiello di sincerità involontaria. “Non devo dimostrar nulla”.
È l’affermazione di chi si sente al di sopra del giudizio, di chi ha una certezza interiore così granitica da non necessitare di banali conferme esteriori. “Sono antisemita dentro”. Non fuori, non per convenienza, non per posa. Dentro. Nelle viscere, nell’anima. “In maniera costitutiva”.
Sublime. Non è un’opinione, è DNA. È come avere gli occhi azzurri o i capelli ricci. Si nasce così, antisemiti costitutivi. Non ci si può fare nulla. È la genetica.
E il finale: “E l’ho detto mille volte”. Qui il lapsus diventa epico, quasi profetico. Forse non l’ha mai detto ad alta voce, ma il suo inconscio, evidentemente, lo urlava da tempo. Quelle mille volte erano i suoi pensieri inascoltati, le sue riunioni interiori in cui il suo vero Io cercava disperatamente di emergere.
Certo, se i conduttori gli avessero fatto presente che per una volta stesse dicendo la verità, si sarebbe subito corretto, “Un lapsus, è evidente!”. Troppo tardi, Avvocato del Popolo (e a quanto pare, anche della sua psiche più recondita). La frittata è fatta. Una frittata freudiana di verità.
Il tempismo, poi, è da manuale del perfetto disastro. Il giorno prima di una manifestazione e a poche ore dalla certificazione di una débâcle referendaria che ha dimostrato, ancora una volta, la distanza siderale tra i suoi desiderata e la realtà del Paese. Forse, in un impeto di realismo inconscio, ha voluto semplicemente allineare la sua immagine pubblica a quella dei suoi risultati politici: un fallimento “costitutivo”.
Che il nostro Giuseppe Conte abbia inaugurato una nuova era? La politica della psicoanalisi in diretta radio.
E ora, attendiamo con ansia la prossima intervista per scoprire quali altri segreti “costitutivi” si nascondono nel profondo del suo essere.
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Una dichiarazione ufficiale fa sempre comodo, ma anche senza, di uno che scandisce, ripetutamente, in Parlamento GE NO CI DIO, che ci racconta di madri che frugano nella spazzatura per tirarne fuori il cibo avariato per sfamare i propri bambini – cioè questa gente che sta letteralmente morendo di fame mangia metà del cibo che ha a disposizione e butta il resto nella spazzatura in modo da farlo marcire affinché poi venga ripescato e mangiato quando è ben putrefatto – era davvero possibile pensare qualcosa di diverso?
E grazie per questa chicca di articolo.
Grazie assai Barbara
Grazie di cuore. ??
Rosa Filippini: Avevo letto su X ma fuori dal contesto. Ho sempre pensato il peggio di Conte, non mi sembrava possibile un simile lapsus. Grazie di aver spiegato. E con un articolo godibilissimo per cercare di alleggerire la vergogna – pur essendo noi incolpevoli – di averlo avuto come presidente del consiglio.
Ottimo articolo, il migliore da svariate settimane a questa parte. Chi vuol farci il campo largo, lo sa cosa pensa degli ebrei questo pover’uomo?
Grazie per il commento.
Grazie mille per il commento.
Non sapevo di questo coming out di Giuseppi.
Vale la pena di diffonderlo.
Come minimo avrebbe l’effetto di far uscire allo scoperto tutti gli “antisemiti dentro”.
Grazie per il commento.