\n\n\n\n\n\n

Brian Wilson e i Beach Boys dal surf all’esistenzialismo

Stile, moda e costume

Brian Wilson e i Beach Boys dal surf all’esistenzialismo

I have an instinct for music, or a feeling about it, and I'll have my feelings guide my hands. I think I need the demons in order to write, but the demons have gone. It bothers me a lot. I've tried and tried, but I just

Enrico Marani13/06/2025Aggiornato 16/06/20256 min lettura1.210 parole

I have an instinct for music, or a feeling about it, and I’ll have my feelings guide my hands.

I think I need the demons in order to write, but the demons have gone. It bothers me a lot. I’ve tried and tried, but I just can’t seem to find a melody.

Brian Wilson

Nell’epoca dello streaming, dell’accumularsi caotico di singoli, raccontiamo oggi un tempo in cui i dischi si ascoltavano dall’inizio alla fine, in cui ci si immergeva a più riprese, con pazienza, in un’opera che — canzone dopo canzone — si concepiva come un lavoro artistico nella sua unitarietà. Pet Sounds è indubbiamente uno di questi dischi. Perché Pet Sounds dei Beach Boys su (((RadioPianPiano))) oggi? Ci ha lasciato da pochi giorni un genio, il cardine di quella band, ma probabilmente anche uno dei pilastri della popular music per come la conosciamo oggi: Brian Wilson.

Brian Wilson è stato ed è con le sue musiche ed i suoi testi un visionario. È già altrove quando il resto dei Beach Boys vuole solo cavalcare l’onda su una tavola da surf e macinare singoli, dollari e applausi. Mentre gli altri cantano di onde e ragazze in bikini, lui è attratto da altro: un’eco lontana, malinconica, fatta di armonie sghembe che ancora non hanno un nome e domande esistenziali.
Smette di andare in tour con la band — ufficialmente per motivi di salute — ma in realtà per costruire, in uno studio californiano, un disco che farà la storia: Pet Sounds, appunto.


I Beach Boys, fratelli di sangue e fratelli per contratto, sono legati da una formula che vende milioni di dischi, ma che a Brian Wilson inizia a star assai stretta. Quando presenta Pet Sounds alla band, molti lo guardano come se avessero davanti un marziano. Dove sono le hit? Dov’è il divertimento? Dove sono i dollari?
Ma lui non vuole divertire: vuole capire — se stesso, l’amore, la paura di crescere.
Il disco viene registrato comunque, tra tensioni e diffidenze, e al momento dell’uscita è un mezzo fallimento commerciale in America. People are people, e la complessità o le domande esistenziali non sono per tutti.
Wilson, che a ventidue anni è proclamato genio, a ventiquattro è già un recluso — oggi lo si chiamerebbe hikikomori — tra quattro mura ed è nei fatti un uomo che vuole dimenticare il mondo.

Le session di Smile — opera visionaria che dovrebbe superare Pet Sounds — collassano sotto il peso delle ambizioni, delle droghe, delle voci nella testa.
Brian Wilson impazzisce. Brian Wilson si perde. Brian Wilson si brucia, Brian Wilson….

Il resto della band continua a fare tour e dischi, sempre più nostalgici, sempre più conservatori, sempre meno interessanti, mentre lui sprofonda in un limbo fatto di paranoie, abbuffate, psichiatri e stanze buie. Ogni tanto appare come un fantasma in qualche studio di registrazione, ma è chiaro che qualcosa si è rotto nella sua mente. Il leader dei Beach Boys diventa una leggenda vivente, ma da dietro una finestra chiusa, in una clausura volontaria, in una rinuncia al mondo.

Negli anni Novanta, dopo decenni di oblio torna a farsi sentire. Prima timidamente, poi con sempre maggiore chiarezza e forza. Incide nuovi dischi da solista, si circonda di musicisti che lo amano davvero, porta finalmente Smile sul palco nel 2004, chiudendo il cerchio come solo i sopravvissuti sanno fare. E i Beach Boys? I rapporti vanno e vengono tra tregue e gelo, come capita tra chi condivide un sogno troppo grande. Ma nel 2012, per un breve momento, si riuniscono per un tour e un disco.

Brian, sul palco, appare fragile, come è sempre stato, ma al contempo lucido e creativo. Riscopriamo in questi anni un grande musicista.
Wilson è un uomo che viaggia nel tempo, vede il futuro del pop e lo restituisce scrivendo testi e musiche di una sensibilità sconosciuta.
Forse è questa la sua eredità più grande: dimostrare che è possibile rompere gli stereotipi e fare della fragilità e della sofferenza bellezza e arte, sperimentando e aprendo nuove strade.

La sua è una combinazione rara di innovazione musicale, sensibilità emotiva e visione artistica che cambia radicalmente il pop degli anni Sessanta, portandolo a qualcosa di più profondo. Perché il suo lavoro con la musica è così rivoluzionario? Prima di Pet Sounds il pop si reggeva su strutture semplici: strofa-ritornello, melodie orecchiabili, testi leggeri. Wilson cambia le regole.

Introduce modulazioni armoniche inaspettate, accordi presi dal jazz, dalla musica barocca e dalla musica colta. Canzoni come God Only Knows o You Still Believe in Me usano accordi che non dovrebbero “funzionare” nel pop — eppure risultano perfettamente emotivi e accessibili.
Destruttura le canzoni, esce dalla forma classica strofa-ritornello e costruisce una narrazione emotiva anche su un piano musicale, fatta di sezioni fluide — come in Caroline, No, che troverete nella playlist.

Scrive, arrangia e produce quasi tutto da solo, spesso senza l’intervento diretto degli altri Beach Boys. Sperimenta suoni non convenzionali: campanelli da bicicletta, cani che abbaiano, bottiglie di Coca-Cola, theremin (Good Vibrations). Cerca e trova nuove strade per innovare la musica e abbattere stereotipi, gabbie, consuetudini rigide.

Come produttore, rivoluziona le tecniche di studio, crea “paesaggi sonori” stratificati, sovrapponendo decine di tracce in un’epoca in cui la tecnologia è ancora primitiva. I testi di Pet Sounds e dei lavori successivi non parlano più di flirt, surf e spiagge, ma raccontano insicurezze, isolamento, bisogno d’amore, nostalgia, perdita. Wilson rende credibile il pop come forma d’arte, gli dà una dignità prima sconosciuta.

Canzoni come I Just Wasn’t Made for These Times esprimono l’alienazione in modo intimo e sincero. I Beatles citano Pet Sounds come l’album che li spinge a creare Sgt. Pepper’s e McCartney dice: “God Only Knows is the greatest song ever written.” I quattro di Liverpool non hanno mai fatto mistero di avere un riferimento e una fonte di ispirazione profonda nel grande musicista americano.

Artisti come Radiohead, Sufjan Stevens, Animal Collective, Beck, Father John Misty — e molti altri — devono a Wilson il coraggio di fondere pop e sperimentazione.

Riposa in pace, Mr. Brian Wilson, hai saputo trasformare le tue domande e i tuoi tormenti in arte e in questo resterai per sempre un Maestro.

Cliccate qui per cavalcare l’onda e scoprire canzoni oggettivamente perfette a marchio Beach Boys&Brian Wilson nella solita playlist originale di (((RadioPianPiano))).

E attenzione come insegna Italo Calvino la leggerezza non è superficialità: non fate confusione!

Sito Ufficiale
Discografia
Wiki



Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Tag editoriali

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *