Israele
Una lettera da Israele
Ricevo e, con la sua approvazione, condivido il messaggio di una mia cara amica che vive in Israele da molti anni. Caro Stefano,rispondo alla tua richiesta di notizie e soprattutto dell’atmosfera che sto vivendo dal primo dei tanti allarmi che ormai si susseguono quotidianamente.Oggi sono particolarmente



Ricevo e, con la sua approvazione, condivido il messaggio di una mia cara amica che vive in Israele da molti anni.
Caro Stefano,
rispondo alla tua richiesta di notizie e soprattutto dell’atmosfera che sto vivendo dal primo dei tanti allarmi che ormai si susseguono quotidianamente.
Oggi sono particolarmente stanca, quando si ritorna a casa dal rifugio non si riesce più a dormire per l’adrenalina che scorre.
Ieri per 3 volte sono dovuta scendere.
La prima alle 8 di mattina, la seconda alle 22.
Tornata a casa, nemmeno il tempo di riprendermi e mettermi a letto, a mezzanotte in punto di nuovo!
Vivo qui da 50 anni con figli e nipoti (uno di leva) e purtroppo sono abituata agli allarmi, anche se, con una certa incoscienza, mai ero scesa nel rifugio perché, abitando al decimo piano, non c’era tempo sufficiente per mettersi al riparo.
Infatti le scorse volte, tra l’allarme e la deflagrazione intercorreva solo un minuto ed in alcuni casi anche meno.
Ora è diverso perché le autorità hanno deciso di inviare ad ognuno sul cellulare un avviso 10 minuti prima che le sirene diano l’allarme, per cui ora ho tempo sufficiente per scendere nel rifugio.
Ti descrivo la scena mentre in silenzio stiamo sottoterra in attesa dell’esplosione di razzi e missili.
Siamo almeno 100 persone: bambini svegliati nel cuore della notte che proseguono il sonno nelle braccia protettive della mamma, vecchi zoppicanti con il bastone che ricordano la sensazione già vissuta, che ritenevano essersi lasciati alle spalle per sempre, cani tenuti al guinzaglio che cercano di fuggire percependo chissà come l’imminente pericolo.
E poi ci sono io che vivo sola, seduta con una bottiglia d’acqua in grembo e la mia borsa stretta al petto con dentro la mia carta d’identità, perché, qualora il palazzo fosse colpito e crollasse, se sotto le macerie trovassero il mio corpo, saprebbero dargli un nome.
Un saluto affettuoso, L.
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Quando si parla di rischio esistenziale per Israele è esattamente questo. Una situazione che manderebbe in pappa il cervello di chiunque ma che viene vissuta dal popolo israeliano con stoicismo e spirito di sacrificio. Vietato piangersi addosso o manifestare rassegnazione. Un abbraccio a tutti loro!!