Guerra ibrida e disinformazione
Guerra in 280 caratteri: la disinformazione dei regimi ostili sui social
Combattere troll e bot su X non è solo una questione di igiene digitale. È una battaglia di civiltà. I social sono diventati la prima linea del conflitto informativo, dove Russia, Iran e altri paesi canaglia manipolano in tempo reale le percezioni dei cittadini europei. Il



Combattere troll e bot su X non è solo una questione di igiene digitale. È una battaglia di civiltà. I social sono diventati la prima linea del conflitto informativo, dove Russia, Iran e altri paesi canaglia manipolano in tempo reale le percezioni dei cittadini europei.
Il nuovo fronte è digitale
In tempo reale e in scala globale. È così che oggi si combattono le guerre dell’informazione. Dalla crisi in Medio Oriente al conflitto in Ucraina, passando per elezioni, proteste e persino disastri naturali: i social network sono il campo di battaglia invisibile, dove si decidono le narrazioni, si inquinano i dibattiti e si orientano gli umori delle masse.
Un report del Center for Strategic and International Studies definisce X (ex Twitter) come “il social più vulnerabile a operazioni di influenza coordinate”.
Bot, troll e fake: gli eserciti invisibili del web
Russia, Iran, Cina, ma anche Venezuela, Turchia e Hamas: tutti utilizzano reti di bot automatici, troll account umani e profili ibridi per seminare caos, spingere narrazioni strategiche, delegittimare nemici, e fomentare divisioni interne nei paesi occidentali.
Come funzionano:
- Centinaia di account automatizzati che retwittano in massa post selezionati
- Profili fake che commentano per distorcere il sentiment di una notizia
- Account “civetta” (in apparenza neutrali) che insinuano dubbi e sfiducia sistemica
E tutto avviene senza alcuna barriera geografica o morale.
I paesi canaglia hanno scoperto l’arma perfetta
Per un regime autoritario, il web è lo strumento ideale:
- È economico
- È veloce
- È difficile da tracciare
- È protetto dalla libertà d’espressione nei paesi democratici
L’Iran utilizza bot per amplificare la narrativa “genocidio a Gaza” mentre oscura Internet ai suoi stessi cittadini.
La Russia alimenta la retorica “colpa dell’Occidente” in Ucraina e finanzia canali Telegram europei filo-Kremlino.
La Cina manipola trending topic e sostiene movimenti no-vax, no-5G o anti-USA in Europa attraverso network digitali a bassa esposizione.
Il caso X: libertà o far west?
Dopo l’acquisizione da parte di Elon Musk, X è diventato un terreno di caccia ideale per propaganda e operazioni psicologiche.
- Sono diminuiti i controlli automatizzati
- L’algoritmo favorisce l’engagement, non la veridicità
- Gli account fake proliferano senza limiti
- Le segnalazioni sono ignorate o gestite in ritardo
“Ci vogliono secondi per creare un troll. Ma settimane per farlo rimuovere.”
Ex moderatore di X, fonte riservata
L’impatto: manipolare l’opinione pubblica costa meno di una bomba
L’obiettivo non è convincere, ma confondere, polarizzare, paralizzare.
L’effetto è visibile:
- Disorientamento collettivo
- Collasso della fiducia nei media
- Rabbia diffusa e faziosità permanente
- Influenza occulta su elezioni, referendum, dibattiti etici
Le contromisure: serve una resistenza digitale
Bloccare bot e troll non è solo un hobby da utenti accorti: è una forma di difesa democratica. Serve:
- Più trasparenza algoritmica
- Liste pubbliche di account sospetti (condivise da enti e ONG)
- Task force digitali governative contro la propaganda straniera
- Educazione all’informazione nelle scuole
- Collaborazione tra intelligence e piattaforme
Combattere col pollice
Una volta si lanciavano volantini. Ora si lancia disinformazione a colpi di bot. La guerra si combatte nei thread, si vince nei commenti, si perde in silenzio.
Nel 2025, chi difende la democrazia non ha solo bisogno di soldati o giudici. Ha bisogno di utenti consapevoli, giornalisti coraggiosi, e piattaforme responsabili. Perché oggi, anche scrollando, si può scegliere da che parte stare.
Fonti:
- CSIS: Disinformation in the Age of AI
- Decode39: Russia’s Digital Warfare in Europe
- EU Stratcom Task Force
- Atlantic Council: Iranian Influence Networks
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Veramente molto interessante; ben scritto è facile da leggere.
Purtroppo la disinformazione non viaggia solo in rete, ma anche sui principali quotidiani nazionali.
Non li scoraggia neanche il fatto che la gente non compri più i giornali.