Guerra ibrida e disinformazione
La cancellazione dell’evento Gergiev fa infuriare i russi e i loro propagandisti. A noi basta questo
La cancellazione del concerto che avrebbe dovuto dirigere il musicista russo Valerij Gergiev il prossimo 27 luglio, è un'ottima notizia e un plauso va a tutti quelli che hanno battagliato per ottenerla. Resta il fatto che tutta la vicenda Gergiev, compreso il suo epilogo di buon



La cancellazione del concerto che avrebbe dovuto dirigere il musicista russo Valerij Gergiev il prossimo 27 luglio, è un’ottima notizia e un plauso va a tutti quelli che hanno battagliato per ottenerla.
Resta il fatto che tutta la vicenda Gergiev, compreso il suo epilogo di buon senso che ha il pregio di far incazzare Vincenzo De Luca, ripropone la grande asimmetria che separa le democrazie occidentali dai regimi autoritari: la libertà di dibattere e di esprimere le proprie opinioni anche se in opposizione al sistema nel quale si vive. Come avviene con la grande claque antioccidentale in servizio permanente ed effettivo.
Questa libertà nei regimi non c’è, determinando un enorme squilibrio che i regimi sfruttano come meglio possono. Sarebbe immaginabile che un collega di Gergiev, pubblicamente ostile a Putin, si possa esibire in un teatro russo? La domanda è retorica perché nei regimi l’opposizione in genere viene silenziata con il carcere o la morte. Non si esibisce sui palcoscenici, non scrive sui giornali, non può pubblicare libri, non ha accesso ai talk in prima serata tv.
In Occidente, viceversa non solo si ha la libertà di invitare un direttore d’orchestra russo fedele al regime di Putin, che gode della protezione e dell’amicizia di un dittatore sanguinario ma intorno a quell’invito fiorisce un dibattito dove accanto a quelli che protestano vi sono anche quelli che trovano modo di discettare sull’inopportunità di censurare un artista, sulla neutralità dell’arte rispetto alla politica, sulle contraddizioni di una società libera che mette la sordina ad un’orchestra e via dicendo.
Se non in tutti casi si possono rubricare queste uscite come vere e proprie picconate propagandistiche, va pur detto che questo liberalbirignao incarna una frivolezza intellettuale che ignora o fa finta d’ignorare la portata dell’aggressione russa al mondo libero.
In entrambi i casi si può dire che la provocazione di chi ha deliberatamente creato un caso con l’invito a Gergiev puntava proprio a inquinare il dibattito pubblico di un paese democratico tra i più permeabili all’influenza e alla presenza russe.
Per questo, dopo la cancellazione dell’evento Gergiev, suonano ridicole e oltraggiose le rabbiose esternazioni dell’apparto propagandistico russo con i suoi megafoni mediatici e social che oggi ci danno lezioni di libertà mentre sono seduti sul cadavere di Anna Politkovskaja e di tanti artisti ucraini morti per difendere il proprio paese.
Ecco perché occorre riaffermare che l’affaire Gergiev è chiaramente un’operazione creata ad arte e su presupposti di deliberata provocazione. Le opinioni di Vincenzo De Luca sul conflitto russo-ucraino sono note e pendono tutte dalla parte della narrativa russa sulla Nato che abbaiava ai confini e altre oscenità.
Per cui, ci perdonerà De Luca se non crediamo alla sua incrollabile fedeltà artistica all’opera di Gergiev. E ci perdonerà anche Mattia Feltri se riteniamo che l’aver spostato l’attenzione sull’ovvia considerazione che arte e politica vadano valutate separatamente, abbia corrisposto esattamente a uno degli obiettivi che l’ingaggio di Gergiev sperava di ottenere: normalizzare la presenza sotto i riflettori e sul palco più alto di una prestigiosa istituzione artistica italiana di un fiero rappresentante del regime putiniano.
Ieri a Mosca, dopo la cancellazione dell’evento, si dice non fossero contenti e a noi questo basta.
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Questa è una grande vittoria per tutti coloro che combattono ogni giorno la propaganda russa terrorista. Abbiamo calpestato i piedi giusti, se alla fine anche quella troglodita della Simonyan si è scomodata a scrivere il suo dissenso. Bene così, avanti tutta fino alla vittoria dell’Ucraina e dell’Europa libera e democratica!!