Il dibattito delle idee
La retorica sui ponti metaforici diventa ostruzionismo ai ponti veri
Costruire ponti per edificare un'umanità più inclusiva e tollerante. L'immagine del ponte, negli ultimi anni, è stata spesso contrapposta a quella del muro. Un'immagine retorica e poetica che ha proliferato nei discorsi della politica e dell'informazione, modificandone toni e contenuti, veicolando pensieri e indicando opportunità. Dinanzi


Costruire ponti per edificare un’umanità più inclusiva e tollerante. L’immagine del ponte, negli ultimi anni, è stata spesso contrapposta a quella del muro. Un’immagine retorica e poetica che ha proliferato nei discorsi della politica e dell’informazione, modificandone toni e contenuti, veicolando pensieri e indicando opportunità.
Dinanzi al progetto concreto del ponte sullo Stretto di Messina, opera grandiosa e sfidante, attesa da decenni, risulta, pertanto, del tutto incomprensibile l’ostruzionismo di un certo sedicente “progressismo”. Gli unici ponti tollerati dal pensiero globalista sembrerebbero, quindi, quelli ideali, teorici, immaginifici, profondamente sterili e inconcludenti.
Unire gli uomini a parole, mantenendo tuttavia in vita distanze incolmabili tra i territori, luoghi abitati da persone reali, in carne e ossa: un paradosso frutto di una visione ideologica miope e contraddittoria, una sorta di filantropismo a servizio di un’umanità inesistente.
I rischi legati alla complessità tecnica dell’impresa, alle possibili infiltrazioni malavitose e alla sismicità della nostra penisola, le preoccupazioni per i costi di realizzazione, nonché il dovere di garantire e di preservare l’ecosistema e l’ambiente naturali, non sono da sottovalutare, sia chiaro, ma non possono, o non dovrebbero, divenire un alibi per frenare qualsiasi tentativo di progresso edilizio e urbanistico del Paese.
La tolleranza e il rispetto tra culture, religioni e tradizioni differenti, anche in seno alla medesima nazione, si costruiscono tanto con la penna quanto con il ferro, l’acciaio o il calcestruzzo: la libertà necessita di vie, di strade, di rotte, di sentieri da percorrere insieme e verso gli altri.
Scommettere sull’insuccesso, predire disastri e fallimenti, tradisce, purtroppo, la crescente povertà di pensiero di una classe politica rancorosa, sorda e cieca di fronte ai bisogni dei cittadini.
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