Politica italiana
La Puglia sembra sempre di più un avamposto antisionista ed antisemita
C’è una strana attrazione da parte di una certa parte politica pugliese verso il polo “del male” rappresentato dalle autocrazie come quella russa di Putin e dai regimi terroristici come quello iraniano e quelli satelliti di Hamas e di Hezbollah. La regione della città di San



C’è una strana attrazione da parte di una certa parte politica pugliese verso il polo “del male” rappresentato dalle autocrazie come quella russa di Putin e dai regimi terroristici come quello iraniano e quelli satelliti di Hamas e di Hezbollah. La regione della città di San Nicola, il ponte di pace verso l’Oriente sta andando alla deriva.
I rapporti con Putin sono antichi; con lui, sempre nel nome di San Nicola, si sono fatti scambi di beni (tra cui l’edificio della chiesa russa restituitagli in una triangolazione immobiliare con il governo allora presieduto da Romano Prodi) ma anche di posizioni di prestigio.
Nel Consiglio di amministrazione della Fondazione del Teatro Petruzzelli ha seduto per lungo tempo il console russo a Bari. Quest’attrazione verso le parti del mondo senza democrazia e senza tutela dei diritti civili si sta esprimendo da qualche anno con sempre maggiore intensità.
Il presidente della Regione Puglia, il PD Michele Emiliano, ha sottolineato in una intervista del 12 aprile scorso, «siamo stati trascinati nella guerra contro la Russia dai democratici Usa e da Biden. Abbiamo rinunciato a 40 anni di collaborazione con Mosca che ci dava energia a basso costo. […] I russi hanno vinto anche quando erano in situazioni di manifesta inferiorità. Combattono a tutela della propria esistenza, hanno motivazioni superiori a quelle di americani ed europei quando questi supportano Kiev, sia pure indirettamente».
D’altra parte, Emiliano, con De Luca e pure Zaia, hanno combattuto fino all’ultimo la battaglia del terzo mandato a presidente di Regione, così come Putin a presidente della Russia ed Erdogan a quello della Turchia, solo che gli ultimi due ci sono riusciti poiché dittatori veri, i presidenti di Regione nostrani sono stati bloccati dalla Corte costituzionale.
Ora la Puglia istituzionale “de sinistra” sembra abbracciare anche il fronte del male medio-orientale entrando nella questione “Gaza”. Ancora Michele Emiliano e poi Vito Leccese, Sindaco di Bari da circa un anno ed ex Capo di gabinetto dello stesso Emiliano quando era Sindaco del capoluogo pugliese, non hanno speso una parola contro il pogrom di Hamas del 7 ottobre 2023 mentre hanno abbracciato la causa pro Pal appena Israele ha reagito.
Bandiere palestinesi sui palazzi istituzionali, manifestazioni pro Pal con il patrocinio ed il contributo economico del Comune di Bari, fino al conferimento della cittadinanza onoraria barese a Francesca Albanese ed alla dichiarazione di non gradimento di Israele alla prossima edizione della Fiera Campionaria internazionale Fiera del Levante in programma dal 13 al 21 settembre prossimo.
In realtà Israele non partecipa alla fiera barese da diversi anni anche se avrebbe molto da insegnare in termini di libertà di ricerca scientifica, applicazione della ricerca e tecnologie nei campi nei quali la Puglia avrebbe maggiore necessità di assistenza (agricoltura, acqua, tecnologie avanzate, intelligenza artificiale). Ma la scelta politica fatta dall’amministrazione comunale barese, dalla società Fiera del Levante e prima dall’Università del capoluogo, indica una strada intrapresa dalla quale sarà difficile tornare indietro.
La scelta di “estromettere” (termine sicuramente improprio ma che rende l’ostracismo applicato) Israele ha anche suscitato contrarietà nello stesso PD. Il deputato pugliese Claudio Stefanazzi, molto vicino a Michele Emiliano e già suo Capo di Gabinetto, ha detto di essere «preoccupato che l’invito a non avere rapporti commerciali con il governo di Israele possa tradursi nell’impedire a cittadini israeliani o imprese israeliane, se mai ne avessero l’interesse, di partecipare alla prossima Fiera a Bari».
Però tutto sembra funzionale, nelle azioni di Presidente di Regione e di Sindaco di Bari, a ricompattare il fronte del centro-sinistra e del campo largo che in Puglia scricchiola come non mai. I palestinesi diventano così strumento oltre che di Hamas anche delle camarille pseudo politiche nostrane e la Puglia sembra oggi il laboratorio istituzionale antisionista ed antisemita più avanzato d’Italia.
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Eccellente Modesti che trova su Inoltre un’ ottima sede in cui esprimersi liberamente.
Il commento è mio, ovvero Rosa Filippini. Non so perché il mio nome non compaia automaticamente
Oramai technicallykitten e Rosa sono un tutt’uno… almeno per me 😉