\n\n\n\n\n\n

Quando l’intelligenza artificiale aiuta a realizzare un sogno

Stile, moda e costume

Quando l’intelligenza artificiale aiuta a realizzare un sogno

Parto da lontano, quando avevo quattro anni e il dottor Ventura, il mio pediatra, mi aveva soprannominato Studebaker (marca americana di auto), pronunciandola apposta con la A, e non correttamente con la E per provocarmi, riuscendo a suscitare le mie rimostranze. Questo per dire quanto precoce

Stefano Piperno23/08/2025Aggiornato 23/08/20254 min lettura842 parole

Parto da lontano, quando avevo quattro anni e il dottor Ventura, il mio pediatra, mi aveva soprannominato Studebaker (marca americana di auto), pronunciandola apposta con la A, e non correttamente con la E per provocarmi, riuscendo a suscitare le mie rimostranze.

Questo per dire quanto precoce fosse la mia forsennata passione per l’automobile, tanto da pensare, ormai adolescente, di farne oggetto del mio lavoro da adulto.

Con un mio compagno di liceo, invece di studiare, passavamo interi pomeriggi a schizzare modelli di auto di fantasia (lui era molto più bravo di me).

Sempre con lui, la cui madre era di Garessio, un paesotto del cuneese dove ero ospite, ebbi l’opportunità di conoscere e frequentare il sommo stilista Giugiaro nato nello stesso paese, quando era agli esordi presso la carrozzeria Bertone.

L’idea di una carriera da designer di carrozzerie divenne un sogno, ma la vita mi ha portato da un’altra parte, cioè nell’industria tessile, dove ho svolto comunque un lavoro creativo, che consisteva nel realizzare collezioni che richiedevano l’uso di tessuti stampati.

Però l’automobile non è sparita dal mio orizzonte, ho curato l’insana passione acquistando compulsivamente molte o, meglio, troppe, auto.

Quando ho iniziato a lavorare a metà degli anni ‘60 non c’era l’ombra di tecnologie digitali e quindi ogni progetto che riguardasse la forma e il decoro degli oggetti partiva dalla matita e il pennello del disegnatore, un tecnico o un artista che traducevano le idee astratte in disegni da cui ricavare il prodotto finito.

Nel mio caso, l’interfaccia erano gli atelier di disegno tessile, ai quali mi rivolgevo con la richiesta di un certo tipo di decoro o sfogliando i disegni che gli studi avevano fatto realizzare a rischio, da cui trarre idee o acquistandone qualcuno.

Negli studi ogni disegnatore o disegnatrice aveva la propria mano ed era richiesto per uno specifico stile, c’era chi disegnava bene i fiori, un altro soggetti etnici tipo il cachemire, un altro ancora usava l’aerografo per disegni iperrealisti, e via dicendo.

Dal disegno si passava agli oggetti tecnici che ripetevano esattamente l’originale su carta e con metodo serigrafico (cioè un colore per volta) si procedeva a stampare il tessuto, usando delle macchine da stampa che richiedevano grande abilità e precisione degli addetti.

Negli anni ‘90 è iniziata la digitalizzazione, con l’avvento di stampanti a getto e laser, che lentamente ma inesorabilmente hanno sostituito le macchine da stampa meccaniche, il che ha comportato la fine dell’industria che realizzava quelle macchine e quanto c’era a monte: quadri e cilindri da stampa.

Negli atelier sono comparsi i graphic computer con i quali velocizzare il lavoro e in parte sostituire la mano dei disegnatori.

L’ultimo passo fu l’invio del disegno in formato pdf direttamente alla stamperia, che, dopo aver approntato i colori, poteva immediatamente avviare la produzione, molto più flessibile, perché non condizionata dai minimi imposti dagli impianti meccanici.

È facile comprendere quanto tutto questo abbia ridotto i tempi e abbattuto i costi del processo produttivo, dal disegno su carta al tessuto stampato.

Esattamente a quel punto tecnologico ho cessato la mia attività lavorativa, avendo seguito senza nostalgie l’evoluzione, ma anzi usando con entusiasmo le opportunità che metteva a mia disposizione.

Recentemente ho iniziato ad usare per curiosità e svago l’AI, dopo aver scaricato l’app Chat GPT, così ho potuto realizzare il mio sogno: prima ho creato dei disegni tessili, cosa che mi è congeniale, poi ho provato a progettare delle carrozzerie: un coupé sportivo, una Panda con una linea ibridata con la Jeep Renegade, una Renault Clio GT e una Citroen con reminiscenze DS e CX, che spero vi piacciano.

Le immagini allegate sono il risultato delle idee che hanno tradotto il mio pensiero dialogando con l’app. Non è strabiliante?

Se avessi una stampante laser 3D potrei addirittura realizzare dei modellini in scala.

Ora sto elaborando una spider Alfa Romeo, naturalmente rossa!

L’esperienza diretta mi fa dire che siamo agli albori di una rivoluzione non da temere, ma da accompagnare con fiducia mista a cautela, non è prevedibile dove si possa arrivare, sapendo che, per ora la fantasia è e resta prerogativa umana.

Quanto ai posti di lavoro, la storia ci insegna che il progresso tecnologico non li riduce, richiede nuove specializzazioni.

Intanto andrò avanti a fare il car-designer in proprio per passione e divertimento, una piccola parte del mio sogno adolescenziale si realizza.


Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

5 pensieri su “Quando l’intelligenza artificiale aiuta a realizzare un sogno

  1. brieflyphilosopherfdb83093ec dice:

    Effettivamente era un sogno e uno stile di vita molto particolari. La mia prima macchina è stata la Due Cavalli color verde: più che un’auto, era un simbolo di libertà e di esperienza di guida avventurosa. Gestire le curve e il senso di instabilità era un’emozione unica. A parte questo aneddoto e la nostalgia, l’articolo è molto interessante!

  2. Gustavo Micheletti dice:

    Complimenti: la Fiat, la Renault e l’Alfa Romeo mi piacciono molto e secondo me danno dei punti a molte auto di recente produzione, come la grande Panda, che mi sembra priva di qualche personalità stilistica di rilievo.

  3. Alessandro Armaroli dice:

    Le macchine degli anni di cui si parla erano beni oggetto di desiderio, che fosse di emancipazione, libertà, appagamento del senso del bello, realizzazione dei sogni, erano prodotte da un’tessuto produttivo che imponeva il gusto, linea, stile. L’offerta odierna soddisfa necessità, più raramente piacere o desiderio, se non per delle nicchie.
    In quegli anni si producevano – e offrivano – meno prodotti, ma maggior contenuto stilistico e ingegneristico, per tipologia meccanica e diversità di stili.
    Trovo laconico ciò che avviene invece oggi, in cui la macchina è sentita più alla stregua di un elettrodomestico, omologata e indistinguibile, spogliata della sua naturale carica di sensualità e seduttività, con tutto quanto importa, per noi pochi appassionati veri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *