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Zero 7, l’eleganza e lo stile sempre possibili

Stile, moda e costume

Zero 7, l’eleganza e lo stile sempre possibili

The music got worse the more options I had in the studio… I always use outboard gear, the same stuff I had 20 years ago.Henry BinnsOur music might make perfect sense if we lived in a farm house in Cornwall, but then a lot of people

Enrico Marani05/09/2025Aggiornato 05/09/20255 min lettura953 parole

The music got worse the more options I had in the studio… I always use outboard gear, the same stuff I had 20 years ago.
Henry Binns

Our music might make perfect sense if we lived in a farm house in Cornwall, but then a lot of people who live in Cornwall make dirty techno music. How twisted is that?
Sam Hardaker

Lo stile è l’impronta di ciò che si è su ciò che si fa
René Daumal

Cos’è l’eleganza? Dopo che ci ha salutato per sempre uno dei più grandi stilisti al mondo, Giorgio Armani, si tratta di una domanda attuale. Attuale anche per un’epoca, la nostra, di volgarità diffusa, di cappellini dai colori improbabili con scritte idiote calcati sulla testa di politici senza testa e senza scrupoli. Per tacere di stanze del potere dove si fanno i giochi della politica planetaria, ridotte a spazi stracarichi di ori e orpelli luccicanti, ambienti improbabili ed essenzialmente brutti come chi li abita. “Eleganza è la qualità di una persona che ha insieme grazia e semplicità, e rivela cura e buongusto senza scadere in un’eccessiva ricercatezza”, così recita la Treccani. Grazia e semplicità e sicuramente Armani è stato con autorità il rappresentante di una moda mai chiassosa, mai cafona, e che appunto con grazia ed essenzialità ci ha regalato bellezza, essenzialità e armonia.

Bellezza, essenzialità e armonia sono anche nelle canzoni degli Zero 7 e oggi (((RadioPianPiano))) vuole ricordare il grande stilista con la loro musica. Siamo nel pop, ma in un pop elegante, mai scontato, ben arrangiato, cucito e tagliato con classe e capace di evocare poesia, malinconia e dolcezza. Musica con quei grigi e quei colori sabbia cari allo stilista milanese. Non li conoscete? Molto bene è il momento di incontrarli.

Di chi stiamo parlando? Henry Binns e Sam Hardaker si incontrano lavorando come ingegneri del suono nell’ambiente degli studi di registrazione londinesi. Prima di dare vita a Zero 7, collaborano con artisti come Radiohead, Pet Shop Boys e Lenny Kravitz, non proprio due novellini quindi. Nel 1997 pubblicano il primo remix a nome zero 7 cominciando così a farsi notare nell’ambiente. Il debutto ufficiale arriva nel 2001 con Simple Things, album che diventa subito un punto di riferimento per il genere chill-out e un disco d’oro in UK. La formula vincente combina beats elettronici soffici, arrangiamenti caldi e la voce di talenti emergenti come Sia Furler e Sophie Barker. Brani come Destiny e In the Waiting Line contribuiscono a diffondere il nome Zero 7 ben oltre i confini britannici.

Il nume di Burt Bacharach aleggia nell’aria, voci maschili e femminili di qualità sopraffina, suoni curati al millimetro, mixaggio e produzione senza una pecca, arrangiamenti mai banali: tutto lucido e splendente per il nostro ascolto. Con When It Falls (2004), Binns e Hardaker affinano la formula, mentre con The Garden (2006) sorprendono tutti: meno elettronica, più strumenti acustici e il contributo essenziale della voce espressiva di José González. È la dimostrazione che Zero 7 non sono mai stati solo “musica da lounge bar”, ma veri esploratori sonori.

Due personalità non certo da palco, ma molto più simili a topi da studio di registrazione, se non che da bravi ingegneri del suono hanno un’ottima sensibilità timbrica e le canzoni, pur strizzando l’occhio selvaggiamente agli anni 70, sono ricche in arrangiamenti e decorate da belle parentesi strumentali dal sapore cinematografico. Un impasto raffinato, nient’altro che eleganza appunto.

La leggerezza del pop degli Zero 7 non è mai vuota. Farsi cullare da belle voci femminili accende vagheggiamenti erotici o malinconie sfumate e leggere in cui è facile annegare comodamente, tra arrangiamenti di archi, tastiere morbide, sguardi languidi o ricordi struggenti. Tutto si tiene nell’immediatezza della pop music, ma con una raffinatezza poco comune.

Henry e Sam le manopoline dei mixer le sanno “smanettare” e così ecco un pop moderno che dagli inizi di questo secolo irrequieto ai giorni nostri ci ha regalato melodie equilibrate e mai scontate. Canzoni curate e attente ai particolari, ideali per le nostre solitudini sognanti o per cene romantiche a base di baci e abbracci un po’ ovunque e senza fretta, per momenti di riflessione e malinconia, per coltivare il mistero della memoria e anche il vuoto che a volte lascia.


Giorgio Armani probabilmente non conosceva gli Zero 7, musicisti britannici di una generazione diversa dalla sua, ma sappiamo che amava la musica ed aveva una particolare attenzione per stelle come Bowie, Elton John, Madonna e puntualmente li ha vestiti con le sue creazioni, che come queste canzoni vanno assaporate con calma. Nascondono infatti armonie, linee, sfumature, che sfuggono ad un primo e rapido incontro, chiedono tempo, lo stato d’animo giusto, la luce adatta, la persona che sappia far propria quest’eleganza, la pazienza di saper vedere e ascoltare.

La bellezza non è per tutti, ma tutti la possiamo coltivare.

CLICCATE QUI et voilà, gli Zero 7 si accomoderanno nei vostri timpani con carezze di velluto per oltre due ore di una selezione curata per voi da (((RadioPianPiano)))

Zero 7 sito ufficiale
Discografia
Wiki
Archivio di (((RadioPianPiano)))



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