Conflitto russo-ucraino
Un’idea per Schlein e Landini: una manifestazione per l’Ucraina sul terrazzo
I propal sono instancabili. Non si riposano nemmeno nel week end, dove ieri sono scesi nuovamente in piazza a Bologna, Milano e in altre città. Alla testa dei cortei per la "Palestina libera dal fiume al mare" flottiglieri, esponenti delle comunità islamiche, collettivi studenteschi, "desperate housewives".


I propal sono instancabili. Non si riposano nemmeno nel week end, dove ieri sono scesi nuovamente in piazza a Bologna, Milano e in altre città. Alla testa dei cortei per la “Palestina libera dal fiume al mare” flottiglieri, esponenti delle comunità islamiche, collettivi studenteschi, “desperate housewives”. Tutti personaggi in cerca d’autore dopo il cessate il fuoco a Gaza. Del resto, quella del propal è ormai diventata una vera e propria professione, molto apprezzata nella società dello spettacolo.
Nella società dello spettacolo, al contrario, la tragedia di Kyiv non ha pubblico. Solo spettatori indifferenti, distratti, perfino annoiati. Soprattutto nella Cgil e nella sinistra italiana, nonostante i devastanti lutti- materiali e umani- dell’offensiva russa di questi giorni. Allora mi è venuta un’idea. Di proporre a Landini, Conte, Schlein e Bonelli-Fratoianni una manifestazione nazionale contro il massacro del popolo ucraino.
Sia chiaro, non pretendo che la tengano a Piazza S. Giovanni o a Piazza del Popolo o a Piazza Santi Apostoli. E nemmeno a Piazza de’ Ricci (la più piccola di Roma). Penso a una cosa più intima, più confidenziale, più familiare. E anche più accogliente, più confortevole, più conviviale. Per esempio, ora che il tempo nella capitale è ancora bello, sulla terrazza di casa mia.
Non è molto grande (quaranta mq), ma la vista è incantevole. Sono pronto a ospitarla. Non costerebbe nulla. Chi scrive, infatti, è disposto a offrire uno spritz a testa con i suoi classici abbinamenti: salumi, formaggi poco stagionati e l’immancabile frutta secca con mandorle, arachidi, anacardi e nocciole. Oppure, a scelta, pesce: salmone e baccalà, polpo e crostacei.
Se poi gli organizzatori fossero d’accordo, si potrebbe invitare Zelensky per un brindisi alla vittoria contro l’autocrate del Cremlino.
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Dovrebbero conoscere gli indirizzi delle ambasciate e dei consolati russi, ma sarebbe troppo “audace” andare presso quei luoghi. Poi ci sono vecchie visioni del mondo che condividevano (o condividono ancora, chissà) ai tempi del blocco sovietico a frenarli e soprattutto contratti da rispettare che da quelle parti fanno fatica a dimenticare e mai hanno una reale scadenza. Bisogna capirli.