\n\n\n\n\n\n

De Gregori davanti al tribunale dell’Olimpo pop

Il dibattito delle idee

De Gregori davanti al tribunale dell’Olimpo pop

Un’aristocrazia pop pretende di trasformare il palco in tribunale morale: chi non ripete lo slogan giusto viene messo all’indice. Il caso De Gregori riporta alla luce un riflesso antico, solo aggiornato all’epoca del linciaggio digitale. Esiste una nuova aristocrazia in servizio permanente effettivo, arroccata su un

Andreas VoigtAndreas Voigt02/06/2026Aggiornato 15/07/20264 min lettura847 parole
Anteprima

Un’aristocrazia pop pretende di trasformare il palco in tribunale morale: chi non ripete lo slogan giusto viene messo all’indice. Il caso De Gregori riporta alla luce un riflesso antico, solo aggiornato all’epoca del linciaggio digitale.


Esiste una nuova aristocrazia in servizio permanente effettivo, arroccata su un Olimpo di certezze indiscutibili da cui dispensa patenti di rettitudine e sentenze di condanna.

È la declinazione nostrana dello star system musicale e artistico, una riserva indiana di privilegiati convinti di detenere il monopolio della verità e trasformatasi nel megafono acritico di parole d’ordine preconfezionate.

L’aspetto più grottesco di questa mutazione risiede nella selezione chirurgica delle cause per cui vale la pena esporsi: un palcoscenico ridotto a un solo, unico copione.

In questo bizzarro teatro morale, l’analisi geopolitica scompare, rimpiazzata da uno spartito elementare. Figure pubbliche incapaci di distinguere la complessità storica si fanno portavoce, più o meno consapevoli, di istanze che ricalcano la propaganda e le narrazioni delle teocrazie oscurantiste del Medio Oriente, riducendo una tragedia epocale a un jingle da festival.

Chi canta deve uniformarsi; la militanza non è più una scelta individuale frutto di studio, ma una tassa d’iscrizione obbligatoria al circuito del consenso. Se non si pronuncia la parola d’ordine fissata dal mainstream – l’immancabile “Free Palestine” declinato senza alcuna sfumatura o riflessione critica – scatta immediata la ritorsione del tribunale progressista.

Il meccanismo di omologazione ha svelato la sua ferocia culturale nel trattamento riservato a Francesco De Gregori – e, prima ancora, a uno scrittore come Erri De Luca.

Un artista che fa il suo mestiere con la dignità e la riservatezza del grande intellettuale, scegliendo di non piegare la propria statura a maestro di morale o a megafono di piazza, viene liquidato, criticato e persino bollato come “mediocre” o superato.

La sua colpa? Non aver espresso la “loro” opinione, non aver pronunciato la parola “genocidio”, rifiutandosi di prestarsi alla recita collettiva per rivendicare la libertà dell’intelligenza contro il dovere del coro.

Questa caccia al controriformista, a ben guardare, ha il sapore di un vecchio e sinistro déjà-vu.

Bisogna riavvolgere il nastro fino al 1976, quando a Milano lo stesso De Gregori fu vittima di un grave episodio di intimidazione da parte di facinorosi ed extraparlamentari di sinistra, che lo prelevarono nei camerini con le armi in pugno per sottoporlo a una sorta di surreale “processo popolare” sul palcoscenico.

In quel cupo scorcio degli anni Settanta, per una certa frangia ideologizzata, essere un cantautore – un artista – significava l’obbligo di cantare gratis e, soprattutto, il dovere tassativo di stare dalla loro parte, pena l’accusa di essere troppo borghese o disallineato rispetto alla “rivoluzione”.

Oggi quel periodo e quei mentecatti sembrano essere tornati, mutati soltanto nella forma ma identici nella sostanza squadrista.

Non ti minacciano più fisicamente con le pistole nei camerini, ma la dinamica del plotone d’esecuzione è la stessa: oggi fanno violenza social.

Il linciaggio digitale, l’ostracismo mediatico e il fango riversato dalle squadracce da tastiera hanno sostituito le vecchie armi, mirando allo stesso identico obiettivo: annientare chi non si piega all’allineamento obbligatorio della propaganda.

Questo totalitarismo del sentimento impone criteri rigidi: o ci si adegua al pacchetto ideologico completo o si viene marchiati come nemici dei diritti civili, dell’umanità e della storia stessa.

È una dinamica totalizzante, in cui la minima deviazione dal dogma comporta l’esclusione dal consorzio dei “giusti”.

Se un cantante esprime nostalgia per l’Italia ma dalle colonne di “Repubblica” si premura di criticare una presunta “deriva dei diritti civili” per rassicurare il salotto buono, riceve il plauso immediato; se un’altra voce si permette di rimanere in silenzio o di preservare una complessità di pensiero, viene accusata di girarsi dall’altra parte.

La riduzione della cultura a un prontuario di slogan ha azzerato lo spazio del dubbio.

L’importante non è capire la storia, ma esibire il segno giusto sul palcoscenico della vanità digitale, mentre il pensiero critico affonda sotto il peso di un conformismo senza pudore.


Inserisci la tua mail per non perdere nessuno dei contenuti di InOltre. Ogni volta che pubblicheremo qualcosa sarete i primi a saperlo.

*Iscrivendoti alla nostra newsletter accetti la nostra privacy policy



Iscriviti al Club InOltre

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene.  È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.

Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.


InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice Iban: IT55A0306909606100000404908

Supporto editoriale

Sostieni questo progetto editoriale

Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico oppure scegliendo una delle opzioni di donazione disponibili. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.

Grazie per il vostro supporto!

Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.

Codice IBAN: IT55A0306909606100000404908

PayPalOffrici un caffèDona con Satispay

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *